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Via ai test per una nuova pillola anticoncezionale maschile: rivoluzione in arrivo?

Nuova pillola anticoncezionale maschile sottoposta ai primi test clinici
Nuova pillola anticoncezionale maschile sottoposta ai primi test clinici  (getty images)

Un istituto americano dà il via alle sperimentazioni per un nuovo farmaco anticoncezionale dedicato agli uomini: una pillola che, al contrario di tutte le precedenti, non toccherà l’ormone testosterone. Sarà la svolta che tutti stanno aspettando?

di Maya Artusi Moro

L’ultima rivoluzione nell’ambito della contraccezione è avvenuta ormai più di sessant’anni fa, con l’invenzione della pillola, i cui effetti collaterali e i costi (psicofisici ed economici) sono stati accettati quasi di buon grado dalle donne, se questo significava ottenere l’agognata libertà, per lo meno in ambito sessuale. Da allora, quasi tutti i metodi anti-gravidanza – spesso dispendiosi, dolorosi o dannosi per la salute – hanno sempre pesato su questo emisfero della popolazione: impianti come la spirale, pillole di emergenza, trattamenti ormonali. Per l’uomo, invece, le alternative sono solo due; o i preservativi o una vasectomia irreversibile.

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Pillola anti-concezionale ed effetti collaterali

La ricerca negli ultimi anni ha tentato varie strade per sviluppare un corrispettivo maschile della pillola che garantisse la completa reversibilità del trattamento (dunque che non incorresse nella completa infertilità dei soggetti); ma se durante il secolo scorso le “morti per la scienza” di migliaia di donne furono considerate un sacrificio necessario, oggi gli standard di sicurezza per la sintetizzazione dei farmaci sono divenuti molto più stringenti e soprattutto non sono molti gli effetti collaterali che gli uomini si sono dimostrati disposti a tollerare. Aumento di peso, acne, cambiamenti d’umore, diminuzione della libido o malattie a lungo termine sul piano cardiovascolare: tutti scenari possibili e quotidiani per milioni di donne oggigiorno, ma che hanno fatto arrestare il 94% degli esperimenti finora condotti per la realizzazione di alternative con target maschile.

I metodi anti-concezionali, finora, sono perlopiù a carico della donna
I metodi anti-concezionali, finora, sono perlopiù a carico della donna  (getty images)

Un nuovo approccio non-ormonale

Tutte le soluzioni tentate e arenatesi in passato si basavano su un fattore ormonale, ovvero la soppressione del testosterone, operazione da cui derivano i conseguenti problemi sopracitati. Ma oggi l'Institute for Therapeutics Discovery and Development dell'Università del Minnesota, negli Stati Uniti, inizia la prima fase di sperimentazione clinica per un nuovo farmaco anticoncezionale maschile privo di qualunque ormone: l’AYCT-529. Dopo i promettenti risultati pre-clinici, a guidare la seconda parte del processo (quella che stabilirà la sicurezza e la tollerabilità dell’inibitore) sarà Gunda Georg, professoressa al College of Pharmacy e direttore fondatore degli Institutes for Therapeutics Discovery and Development, in collaborazione con l’azienda biofarmaceutica YourChoice Therapeutics, già specializzata in prodotti privi di ormoni per la “pianificazione familiare”. 

Il nuovo farmaco non agirà più sull'ormone testosterone per inibire lo sperma ma su una proteina che genera spermatozoi
Il nuovo farmaco non agirà più sull'ormone testosterone per inibire lo sperma ma su una proteina che genera spermatozoi  (getty images)

Come funziona il nuovo farmaco in sperimentazione?

Anziché il testosterone, l’AYCT-529 va ad inibire una proteina-recettore dell’acido retinoico (RAR-alfa), un derivato della vitamina A, bloccando conseguentemente la formazione degli spermatozoi. Il risultato finale? L’impedimento per il corpo di produrre sperma nei testicoli. Stando ai test in vivo condotti su topi, i cui risultati sono stati presentati nel 2022 all’American Chemical Society, dopo due settimane di assunzione della pillola si è riscontrata una riduzione netta del numero di spermatozoi, con un’efficacia al 99% di prevenzione di una gravidanza. Per ora non si sono presentate complicazioni o pericoli e l’effetto, alla sospensione del trattamento, pare interamente reversibile, ovvero non intacca la fertilità del soggetto. 

Via libera alla fase uno, ma i risultati sono lontani

Gli esperimenti clinici saranno in partenza nel maggio 2024 e verranno effettuati su due campioni di otto volontari. Tuttavia, anche se questa fase confermasse gli esiti positivi già intravisti, l’approvazione ufficiale e il lancio del farmaco non potrebbero che slittare in avanti di qualche anno: occorreranno infatti molti altri studi e conferme. Ci si augura comunque che sia un primo passo verso un futuro in cui il potere decisionale su una gravidanza sia diviso in modo più equo. Stando a certe stime, è anche possibile che un giorno il mercato degli anticoncezionali maschili varrà tra i 40 e i 200 miliardi di dollari. 

La questione slitta sul piano culturale: saranno gli uomini degni di fiducia nell'assunzione di questa responsabilità?
La questione slitta sul piano culturale: saranno gli uomini degni di fiducia nell'assunzione di questa responsabilità?  (getty images)

Il futuro della pillola anticoncenzionale maschile 

Se abbiamo ricevuto delle notizie ottimistiche sul lato scientifico, si deve guardare la vicenda dal punto di vista culturale, ovvero: una volta prodotta e inserita in circolazione, di questa pillola si farà uso? I sondaggi sembrano dare delle risposte contrastanti. Di certo l’idea che l’anticoncezionale blocchi solo una piccola proteina e non il testosterone nel suo complesso si rivela meno traumatica per gli uomini, già preoccupati per le implicazioni minatorie di “un orgasmo invisibile”. Qui, ovviamente, intervengono i meccanismi della mascolinità tossica tanto coccolata dalla società. Altre ipotesi, più ottimiste, vedono da un terzo a quattro quinti degli uomini sessualmente attivi come disponibili all’idea di assumere il farmaco. Le donne, invece, sono meno fiduciose: poiché gli effetti di un’eventuale gravidanza non ricadono sul maschio, questo viene visto come inaffidabile. Purtroppo, in questi casi, la fiducia sarò proprio la chiave fondamentale per il successo della metodologia all'avanguardia. La questione, insomma, rimane del tutto aperta.