L'ansia scolastica uccide e va risolta il prima possibile: a Venezia, la soluzione è togliere i voti
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Lo studente morto suicida a 29 anni
La Gazzetta del Mezzogiorno ha riportato il caso di uno studente fuorisede di 29 anni, originario di Manduria, in provincia di Taranto, che si è tolto la vita. Il ragazzo, studente presso un’università in Abruzzo, viveva insieme alla sorella; è stata proprio lei a trovare il corpo del giovane, impiccatosi in casa. Il ritrovamento di un bloc notes di 42 pagine in cui lo studente ha raccontato le bugie dette ai genitori riguardo la sua carriera universitaria e le sofferenze attraversate per gli esami non sostenuti e il percorso scolastico in generale, ha reso concreta l’ipotesi per cui lo studente si sarebbe tolto la vita proprio per il peso di quella narrazione.
Ansia scolastica, dispersione e lutti
Risale a pochi mesi fa il caso della studentessa di 19 anni ritrovata morta suicida in un bagno dell’Università IULM di Milano, dove studiava; accanto a lei, era stato trovato un biglietto in cui chiedeva scusa ai genitori per i propri fallimenti universitari e personali. Il discorso di Emma Ruzzon poi, rappresentante degi studenti a Padova, ha messo nuovamente in luce l’urgente necessità di un sistema di supporto psicologico per gli studenti, da troppo tempo ormai costretti a sostenere aspettative, livelli di competitività, frustrazioni e ansia da prestazione difficili da sostenere in autonomia. Un problema che, secondo i dati sulla dispersione scolastica relativi a medie e liceo, nasce da ben prima degli anni dell’università.
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La soluzione della scuola di Venezia
Proprio perché si tratta di un tema che è importante affrontare il prima possibile per educare il sistema, e quindi i ragazzi, a un percorso d’istruzione sano, una scuola superiore di secondo grado di Venezia ha deciso di proporre una soluzione, per alcuni, controversa.
“Tra i ragazzi c’è un problema di ansia importante, che è sempre più evidente”, ha dichiarato Michela Michieletto, la dirigente scolastica del liceo classico-scientifico Giordano Bruno di Mestre, per le pagine del Corriere del Veneto. “Stiamo cercando di trovare soluzioni: non possiamo rimanere sordi al loro disagio”; tra queste, ci sarebbe anche la sperimentazione in tre classi di un intero quadrimestre senza voti. Le valutazioni delle prove degli studenti verranno condotte su due fattori:
- i risultati raggiunti
- i punti da migliorare
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