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“Scrivimi quando arrivi”, su WhatsApp arriva il gruppo solidale per donne e ragazze (e non solo)

Scrivimi quando arrivi, la rete solidale per chi non si sente al sicuro 

Dall'idea di una giovane studentessa nasce “Scrivimi quando arrivi”, una rete di aiuto per tutte/i coloro che non si sentono al sicuro sulle strade e che tende una mano a chi ne ha bisogno.

Capita a tante, a troppe. Ma la sensazione di non essere al sicuro mentre si cammina per strada, soprattutto in orari meno battuti, è un elemento sempre più comune e diffuso purtroppo. Una piaga dei nostri tempi che dovrebbe essere combattuta e arginata con ogni mezzo possibile. 
Ed è proprio da questa esigenza di una maggior sicurezza che nasce “Scrivimi quando arrivi”, un gruppo nato su WhatsApp che ha come scopo quello di aiutare ed essere vicine (non solo metaforicamente) a tutte quelle persone che hanno bisogno di un contatto reale mentre sono in strada da sole, evitando di diventare vittime di violenza e molestie grazie al sostegno reciproco.

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Cos’è “Scrivimi quando arrivi”

Una rete solidale quella di “Scrivimi quando arrivi”, nata dall’idea di una studentessa di Giurisprudenza, Samia Outia e che si pone come una risposta alle richieste di aiuto troppo spesso silenziose di chi non si sente sicuro in determinati momenti della giornata, di chi ha paura di fare brutti incontri mentre torna a casa, di notte o di giorno. 
E che si pone come mezzo comunicativo per non restare sole/i, almeno il tempo necessario per raggiugere la propria destinazione e meta sicura.

Scrivimi quando arrivi, il gruppo whatsapp per la tua sicurezza 

Dove è nato il gruppo “Scrivimi quando arrivi”

Un’iniziativa nata Bologna ma che si è velocemente estesa in altre città, da Torino a Firenze e ancora Bergamo e Roma e che oggi conta circa 350 iscritti. Persone sconosciute tra loro ma solidali nell’affrontare insieme un problema reale e concreto, che accomuna tanti di noi e che mina in modo profondo la libertà di chi si sente possibile vittima di persone o situazioni di pericolo.
Un gruppo che comprende soprattutto donne, di età diverse e con vissuti diversi, ma anche persone trans e appartenenti alla comunità queer, come specificato dalla stessa ideatrice del progetto “Scrivimi quando arrivi”. Una rete di aiuto che ha come scopo un sostegno reciproco e diffuso, attivo e presente in modo concreto.
Come dichiarato dalla giovane studentessa Samia Outia in un’intervista sulla Stampa “Se hai paura a tornare a casa da solo, puoi essere coinvolto. Poi, facciamo delle verifiche prima di aggiungere qualcuno in un gruppo, per evitare l'ingresso di malintenzionati, ma non mi metto di certo a chiedere qual è il sesso d'appartenenza”. 

 

Scrivimi quando arrivi, il gruppo su whatsapp che tende una mano 

A chi si rivolge

Un gruppo aperto a chiunque ne abbia necessità, quindi, che è poi il principio cardine sul quale dovrebbe basarsi qualunque iniziativa volta alla tutela e al sostegno di chi si trova in difficoltà.
E che è sempre attivo, sempre pronto a intervenire alle richieste, di cui la maggior parte sono arrivate attraverso Instagram. In alcune città in cui “Scrivimi quando arrivi” è presente, ci sono dei veri e propri volantini affisi sui pali o sui muri che avvisano: "Hai paura a tornare a casa da sola? Anch'io”. Organizziamoci, scrivi a @scriviquandoarrivi”. E che trova sempre qualcuna pronta a telefonare o a raggiungere chi ha lanciato questo SOS di persona
Un avviso che vorremmo non dover vedere, certo, ma che è bene che venga affisso in ogni città o paesino in cui ci sono persone che non si sentono al sicuro mentre sono da sole per strada. Un’iniziativa importante, da divulgare e da sostenere, e che pone al centro l’importanza di promuovere e portare avanti una rivoluzione che combatta ed elimini la violenza e l’incertezza che mina una sicurezza personale reale.
Un gruppo per le donne, le ragazze o i ragazzi che, per motivi che non hanno ragione di esistere, vengono presi di mira e privati della libertà di godersi il mondo e le strade delle proprie città in totale sicurezza. Che ricorda a chiunque che non si è sole/i, ma che una o tante mani tese sono pronte per stringere quelle di chi ne ha bisogno.