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Sciopero degli sceneggiatori a Hollywood: cosa sta succedendo e quali titoli sono a rischio

Sciopero degli sceneggiatori a Hollywood: cosa sta succedendo e quali titoli sono a rischio
Uno sciopero di questa portata non si vedeva da 15 anni: ma perché gli sceneggiatori stanno scioperando, e quali conseguenze ci saranno su piccolo e grande schermo?
di Noha Favale Mancin

La Writers Guild of America annuncia lo sciopero 

Per la settima volta nella storia, gli sceneggiatori posano le penne (e chiudono i computer): la Writers Guild of America (WGA), ovvero l'associazione che rappresenta gli sceneggiatori che lavorano a Hollywood, ha annunciato che da martedì 2 maggio la categoria entrerà ufficialmente in sciopero. Il contratto collettivo è scaduto dopo 3 anni e le trattative con i rappresentanti dei produttori cinematografici e televisivi sono in una fase di stallo ormai da settimane. L'ultimo sciopero di questa portata è avvenuto 15 anni fa, e i suoi effetti si sono riversati su diversi prodotti, a partire da molte serie tv che hanno visto alcune stagioni chiudere prima di quanto previsto e con un numero sensibilmente inferiore di puntate. 

I motivi dello sciopero degli sceneggiatori 

La categoria ha deciso di scioperare per chiedere un maggiore riconoscimento economico e condizioni di lavoro che rispecchino il grande cambiamento avvenuto nel mondo dell'intrattenimento cinetelevisivo, soprattutto con l'avvento delle piattaforme streaming. Gli sceneggiatori sono chiamati a lavorare con ritmi sempre più serrati, a produrre una maggiore quantità di contenuti e a confrontarsi con una professione caratterizzata da precarietà e sfruttamento; per molti di loro risulta molto difficile, se non impossibile, riuscire a mantenersi nelle città dove lavorano, come Los Angeles e New York. 

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Programmi, serie tv e film a rischio

I primi titoli che potranno risentire dello sciopero degli sceneggiatori saranno i programmi televisivi americani, tra cui cult come il "Saturday Night Live”, il “Tonight Show” con Jimmy Fallon, il “The Late Show” di Stephen Colbert e il “Jimmy Kimmel Live”: sugli schermi statunitensi sono già in programma una serie di repliche per riempire il vuoto lasciato da questi show. A lungo termine, le conseguenze potrebbero farsi sentire anche nel mondo delle serie tv e del cinema: alcuni titoli attesi prossimamente potrebbero rimandare la propria data di uscita, ma tutto dipende da quanto durerà lo sciopero. Al suono di "no contracts, no content", lo sciopero degli sceneggiatori avrà ripercussioni su tutta la filiera produttiva dell'intrattenimento: non solo attori (milionari), ma anche maestranze, operatori, tecnici e tutte le fondamentali figure che popolano il set.