Sanremo 2022: ecco cos'è andato storto nello sketch di Checco Zalone
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Durante la seconda serata della kermesse sanremese, l’ospite Checco Zalone, al suo primo siparietto, ha tradito le sue intenzioni con una scrittura comica che, di nuovo, ha fatto ridere delle donne trans e non dei transfobici: cosa è andato storto?
Checco Zalone è un artista campione di incassi, da sempre assolutamente divisivo e discusso per i modi d’espressione della sua comicità. Da anni porta avanti l’interpretazione dell’uomo medio italiano, quello che oggi forse chiameremmo il maschio bianco etero cis. E nel farlo, il suo obiettivo è farci ridere, sì, ma di noi stessi e delle nostre ipocrisie. Purtroppo, durante il primo sketch della serata di ieri, questo gioco umoristico si è ritorto contro sé stesso, generando opinioni contrastanti.
Le premesse fallimentari dello sketch
Lo sketch si apre con una premessa, “è una storia che possiamo definire LGBTQ”, dice Zalone. Lo spettatore più attento incrocia le dita.
La favola raccontata è quella di un principe che, finalmente, trova la donna della sua vita a un ballo di corte. Ma il re, il padre, vorrebbe opporsi a questa relazione perché la futura principessa è una donna trans. E fin qui, potrebbe anche funzionare.
Ma dopo aver acceso il pubblico con battute sessiste, che fanno chiaramente riferimento alle figuracce di Amadeus degli scorsi anni in merito e che, per questo, possiamo quantomeno contestualizzare, Checco Zalone compie degli errori non irrilevanti.
Sanremo 2022: i look (strepitosi) della terza serata
Se il detto "chi ben comincia è a metà dell'opera" è vero, potremmo tranquillamente dire che Sanremo 2022 è partito con il botto e continuerà a stupirci nelle prossime serate!
La terza serata di questa 72esima edizione del Festival della canzone ha portato sul palco tutti gli artisti in gara di quest'anno, tra cui troviamo, ancora una volta, delle novità e dei veterani sul palco di Sanremo.
La classifica è stata aggiornata, comprendendo i voti delle ultime tre serate, la coppia di artisti, che finora, sembra essere la più travolgente e sorprendente, quella composta da Mahmood e Blanco, è ritornata in pole position con "Brividi", seguita da Elisa con "O forse sei tu" e, imprevedibilmente, Gianni Morandi che con la sua "Apri tutte le porte" ha conquistato momentaneamente il terzo posto del podio.
Il resto della classifica ci lascia un po' più spiazzati, difatti, troviamo agli ultimi posti Ana Mena (che effettivamente non è stata particolarmente gradita nemmeno dal pubblico) con "Duecentomila ore", Tananai con "Sesso occasionale" e Yuman, con il brano "Ora e qui".
Possiamo, però, di certo dire che oltre alle canzoni più o meno ritmate o sorprendenti, ciò che stupisce sempre di Sanremo sono gli outfit indossati da concorrenti, ospiti e conduttori. Quest'anno i partecipanti brillavano, che sia per un vestito dai toni nude ma luminosi come quello di Noemi (in Alberta Ferretti), o per le giacche di Amadeus e Fiorello entrambe ricoperte di strass e glitter, i look della prima serata sono stati molto graditi dalla stampa e dal pubblico.
Questa terza serata ci ha regalato tanti capi colorati di rosa come quelli indossati da Aka7even, Sangiovanni, La rappresentante di lista ed Emma, ma anche moltissimi outfit bianco e nero come quelli matchati di Mahmood e Blanco, o il vestito angelico di Elisa.
Scorri la gallery per entrare nel vivo della moda della prima e della terza serata di Sanremo 2022!
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La narrazione della donna transessuale
La donna trans in questione è, ovviamente, una prostituta di origine brasiliana; il principe che si innamora di lei è, ovviamente, inequivocabilmente effeminato e il re transfobico viene finalmente condannato per la sua mentalità solo quando se ne svela l’ipocrisia, quando si rivela un cliente affezionato della donna.
Quindi l’obiettivo si perde e non si demonizza con la risata il transfobico, non si giunge a nessuna riflessione: semplicemente, sghignazziamo per il classico racconto che si fa della donna trans, che ha il pomo d’Adamo ed è “metà e metà”. Gli aggettivi per descriverla si esauriscono così.
Una questione culturale
Il problema, come spesso accade, è la narrazione: se le intenzioni potevano essere buone, l’esecuzione ha lasciato molto a desiderare. La satira che Zalone fa di noi italiani si è sempre basata sugli stereotipi, ma in questo caso la scrittura affonda troppo sulla donna trans che non è mai altro che, per l’appunto, una prostituta sudamericana a cui ci accorgiamo di dover rispetto solo nel momento in cui ne facciamo uso.
Reiterare questo tipo di visione senza trovare nuovi mezzi di comicità significa non essere al passo con i tempi, peccare di ingenuità o, come è più probabile che sia, puntare sul sicuro.
Speriamo che la quota queer della terza serata, rappresentata da Drusilla Foer, sia in grado di risollevare le sorti di un Sanremo al suo primo e probabilmente non ultimo scivolone sui temi di attualità.
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