Equipe medica del San Raffaele scopre mutazione genetica letale a Caposele: 12 generazioni colpite dal XVII secolo
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Una storia che inizia con una giovane paziente e una lunga scia di morti improvvise nella sua famiglia si è trasformata in una scoperta scientifica di portata internazionale. I ricercatori dell'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano hanno individuato una nuova mutazione genetica del gene Lmna, associata a una forma grave di cardiomiopatia che può provocare morte improvvisa, grazie a uno screening effettuato in un piccolo comune dell'Avellinese.
La scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista Journal of the American College of Cardiology: Heart Failure, rappresenta un passo fondamentale nella comprensione delle malattie genetiche cardiovascolari e nelle possibilità di prevenzione della morte cardiaca improvvisa.
I primi casi e l'intuizione medica
La mutazione è stata inizialmente scoperta in una giovane donna con aritmie lievi ma una lunga storia familiare di morti improvvise. L'intuizione del cardiologo del San Raffaele si è rivelata decisiva: invece di sottovalutare i sintomi apparentemente lievi, ha collegato la storia familiare della paziente ai suoi disturbi cardiaci.
Dopo l'impianto di un defibrillatore, la paziente è sopravvissuta a un arresto cardiaco, confermando la gravità della condizione. Un secondo caso con aritmie gravi ha poi confermato l'esistenza di una trasmissione familiare della mutazione, aprendo la strada a un'indagine più ampia.
Lo screening di massa a Caposele
La mutazione, denominata c.208del, è stata individuata grazie a uno screening genetico-clinico iniziato nel 2022 e concluso nel giugno 2024. Il piccolo comune di Caposele, con poco più di 3.200 abitanti, si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto per uno degli studi genetici più estesi mai condotti nel Sud Italia.
La partecipazione della comunità
Oltre il 90% delle persone rintracciate ha aderito allo screening, uno dei più estesi mai condotti in un'area di isolamento genetico del Sud Italia. La straordinaria partecipazione della comunità civile e medica locale ha reso possibile un'analisi senza precedenti.
Lo studio dell'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano è stato condotto su 234 persone originarie di Caposele, permettendo di mappare con precisione la diffusione della mutazione nella popolazione locale.
I risultati dello studio
Il 12,8% del campione è risultato portatore della mutazione: tutti presentano anomalie cardiache, spesso silenti e non diagnosticate, mentre il 43% mostra anche segni di coinvolgimento neuromuscolare. Questi dati rivelano l'ampia diffusione di una condizione genetica potenzialmente letale ma spesso misconosciuta.
Le laminopatie: un gruppo di malattie rare ma gravi
Le lamine, prodotte dal gene Lmna, sono proteine strutturali fondamentali del nucleo cellulare. Le mutazioni di questo gene danno luogo alle cosiddette laminopatie, un gruppo eterogeneo di malattie, spesso gravi e potenzialmente letali.
La nuova mutazione identificata a Caposele rappresenta una variante inedita di questo gruppo di patologie, caratterizzata da una particolare combinazione di sintomi cardiaci e neuromuscolari.
La ricostruzione genealogica digitale
Grazie a una ricostruzione genealogica digitale di oltre 12 generazioni e quasi 3.000 individui, realizzata anche con il contributo della comunità caposelese è stato possibile tracciare la diffusione ereditaria della mutazione.
L'intelligenza artificiale al servizio della medicina
Un algoritmo di intelligenza artificiale ha aiutato a predire con il 90% di accuratezza i possibili portatori. Questo strumento tecnologico ha permesso di ottimizzare le risorse e di identificare con maggiore precisione i soggetti a rischio.
Gli interventi salvavita
In alcuni casi, la diagnosi precoce ha permesso interventi salvavita, come l'impianto di defibrillatori o indicazioni al trapianto. La possibilità di identificare precocemente i portatori della mutazione apre nuove prospettive per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa.
Il ruolo della diagnosi precoce
La scoperta della mutazione c.208del ha permesso di trasformare una condizione genetica invisibile in una patologia diagnosticabile e trattabile. I portatori della mutazione, una volta identificati, possono essere sottoposti a monitoraggio cardiologico specifico e, quando necessario, a interventi preventivi.
Un modello per futuri studi
L'approccio multidisciplinare adottato a Caposele, che ha coinvolto neurologi, cardiologi e genetisti, rappresenta un modello per future ricerche in ambito genetico-medico. La collaborazione tra ricercatori e comunità locale ha dimostrato come sia possibile condurre studi di popolazione su larga scala anche in contesti rurali.
La pubblicazione sulla rivista Journal of the American College of Cardiology: Heart Failure garantisce alla scoperta una diffusione internazionale, aprendo la strada a ulteriori ricerche e possibili applicazioni cliniche. La caratterizzazione della mutazione c.208del potrà contribuire allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per le laminopatie.
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