Il bonus per il latte artificiale è stato rinnovato: cos'è e come richiederlo
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Non allattare e optare sin dalla nascita del proprio figlio per il latte artificiale può essere una scelta, ma può anche essere un'opzione obbligata, dettata dalla presenza di una patologia che non consente l'allattamento. In questi casi, le neomamme sono costrette a ripiegare sul latte artificiale, che però presenta costi non indifferenti.
Per questo motivo è stato introdotto il bonus latte artificiale, ufficialmente rinnovato anche nel 2023, per aiutare le neomamme ad affrontare questa spesa, che si va a sommare ai già ingenti costi che l'arrivo di un bambino richiede.
Cos'è il bonus latte artificiale 2023
Il bonus latte artificiale è stato introdotto per la prima volta con la legge di bilancio del 2020, e ora è stato ufficialmente rinnovato anche per il 2023.
Si tratta a tutti gli effetti di un aiuto economico destinato alle neomamme che, a causa di diverse patologie, non possono allattare i propri figli. Il bonus latte artificiale è quindi solo destianto a chi ha delle patologie certificate, e non per chi invece sceglie di non allattare.
Oltre alla certificazione di una patologia, è necessario anche rientrare nella soglia ISEE, che non potrà essere superiore ai 30mila euro annui.
L'importo del bonus latte artificiale 2023 arriverà a un massimo di 400 euro annui. La cifra potrebbe cambiare in base alla disponibilità dei fondi e al numero delle richieste, in quanto saranno le singole Regioni a stabilire le modalità di richiesta.
Come richiedere il bonus latte artificiale 2023
La domanda per richiedere il bonus latte artificiale 2023 va presentata all'azienda sanitaria locale di competenza, che valuterà se autorizzare o meno l'erogazione del contributo.
Per presentare la domanda è necessario presentare la documentazione che attesta l'ISEE del nucleo famigliare e la certificazione medica che conferma la presenza di una patologia che non permette l'allattamento al seno. La patologia deve essere accertata da uno specialista del Sistema Sanitario Nazionale e ne hanno diritto sia le patologie permanenti che quelle temporanee, da sottoporre però a verifica mensile. Se la mamma già usufruisce del beneficio per “Assistenza sanitaria integrativa relativa ai prodotti destinati ad alimentazione particolare”, allora non può avere diritto al Bonus latte artificiale.
Una volta ricevuto il bonus, il latte in polvere non può essere acquistato in tutti i punti vendita. Sarà possibile utilizzarlo nei centri assistenziali dove le donne sono in cura o i presidi ASL, nelle farmacie convenzionate e dai fornitori autorizzati da Regioni e Province autonome.
Quali patologie rientrano nel bonus latte artificiale 2023
Sono molteplici le patologie che non consentono l'allattamento al seno per le neomamme e che danno quindi diritto al bonus latte artificiale 2023.
Tra le patologie permanenti ci sono:
- infezione da HTLV1 e 2
- sindrome di Sheehan
- alattogenesi ereditaria
- ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria (seno tubulare)
- mastectomia bilaterale
- morte materna
Tra le patologie temporane, che richiedono una verifica mensile per continuare a ricevere il bonus, ci sono invece:
- infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo
- infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo
- infezione ricorrente da streptococco di gruppo B
- lesione luetica sul seno
- tubercolosi bacillifera non trattata
- mastite tubercolare
- infezione da virus varicella zooster
- esecuzione di scintigrafia
- assunzione di farmaci che controindicano in maniera assoluta l’allattamento
- assunzione di droghe (escluso il metadone)
- alcolismo
Solo con la certificazione che attesa la presenza di una di queste patologie è possibile accedere al bonus latte artificiale 2023.
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