Referendum giustizia 2026: quando e cosa si vota, perché non serve il quorum e cosa portare alle urne
Referendum giustizia 2026: quando si vota, cosa prevede la riforma, perché non serve il quorum e cosa bisogna portare al seggio.
Il 22 e 23 marzo 2026 gli elettori sono chiamati alle urne per esprimersi sul referendum confermativo relativo alla riforma costituzionale della giustizia. Il Parlamento ha approvato il testo, ma non con la maggioranza dei due terzi prevista dall’articolo 138 della Costituzione: per questo è stato richiesto il voto popolare.
Si tratta di un referendum confermativo e non abrogativo. Gli elettori dovranno votare “Sì” per approvare definitivamente la riforma oppure “No” per respingerla.
Quando si vota
Le urne saranno aperte:
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domenica 22 marzo 2026
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lunedì 23 marzo 2026
Gli orari di apertura dei seggi saranno comunicati dal Ministero dell’Interno secondo le modalità previste per le consultazioni elettorali nazionali.
Perché si vota
Il referendum riguarda una legge di revisione costituzionale in materia di ordinamento giudiziario. Poiché il Parlamento non ha raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi in seconda deliberazione, la riforma è stata sottoposta a referendum confermativo.
Il quesito chiede agli elettori di approvare o meno il testo che modifica diversi articoli della Costituzione in materia di:
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separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti
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istituzione di due distinti Consigli superiori della magistratura
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creazione di una Corte disciplinare di rango costituzionale
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introduzione di un sistema di sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno
Se prevale il “Sì”, la riforma entra in vigore. Se prevale il “No”, il testo non viene promulgato.
Perché non serve il quorum
Essendo un referendum confermativo su una revisione costituzionale, non è previsto il quorum di partecipazione. La validità del voto non dipende dal numero dei votanti: il risultato è determinato dalla maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente dall’affluenza. Questo differisce dai referendum abrogativi, per i quali è necessario che partecipi almeno il 50% più uno degli aventi diritto.
Cosa serve portare alle urne
Per votare è necessario presentarsi al seggio con:
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un documento di identità valido
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la tessera elettorale personale
La tessera elettorale viene timbrata a ogni consultazione. In caso di esaurimento degli spazi disponibili, è possibile richiederne una nuova presso l’ufficio elettorale del proprio Comune.
Cosa fare se ho smarrito la tessera elettorale
In caso di smarrimento, deterioramento o esaurimento degli spazi della tessera elettorale, occorre rivolgersi all’ufficio elettorale del Comune di residenza.
È possibile richiedere: un duplicato in caso di smarrimento, una nuova tessera in caso di spazi esauriti e la sostituzione in caso di deterioramento.
Gli uffici comunali restano generalmente aperti anche nei giorni immediatamente precedenti al voto e durante le giornate di consultazione per consentire il rilascio dei duplicati.