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Quando andrai in pensione?

L'età per la pensione aumenta in tutta Italia, con differenze tra regione e regione. 

Un’Italia che invecchia nel lavoro: cresce l’età di pensionamento e si allargano le differenze tra regioni, tra carriere più stabili al Nord e percorsi più frammentati nel Centro-Sud.

In Italia l’età media di pensionamento si attesta a 65,4 anni per le donne e a 64,1 anni per gli uomini. Il dato nasconde forti differenze territoriali, che emergono chiaramente dal Rendiconto sociale CIV-INPS 2025. Le regioni del Nord registrano in media uscite più anticipate rispetto a quelle del Centro e soprattutto del Sud, dove la permanenza nel lavoro risulta più lunga.

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L’aumento dell’età pensionabile in Italia

Tra il 2022 e il 2025 l’età pensionabile è cresciuta in tutte le regioni italiane senza eccezioni. L’innalzamento è più evidente per le donne, che registrano aumenti fino a circa un anno in alcune aree, mentre per gli uomini la crescita è generalmente più contenuta, nell’ordine di pochi mesi. Le differenze sono legate soprattutto alla riduzione delle forme di pensionamento anticipato, che ha inciso in modo particolare sulle lavoratrici, soprattutto dopo il ridimensionamento di Opzione Donna.

Pensioni: un cambiamento che riflette il mercato del lavoro

Le variazioni territoriali e di genere si intrecciano con la struttura del mercato del lavoro italiano. Dove la continuità contributiva è più forte e il lavoro irregolare meno diffuso, come in molte regioni del Nord, l’uscita dal lavoro risulta mediamente più precoce. Al contrario, nelle aree dove le carriere sono più frammentate e i versamenti contributivi meno regolari, l’età pensionabile tende a salire.

Le donne e l’età di pensionamento nelle regioni italiane

Un divario che attraversa tutta la penisola

Per le lavoratrici, l’età di pensionamento varia in modo significativo da regione a regione. Si parte dall’Umbria, dove si raggiunge il livello più alto con 67 anni, per scendere progressivamente fino al Trentino-Alto Adige, che rappresenta il valore più basso con 64 anni. Nel mezzo si collocano le regioni del Mezzogiorno, come Calabria, Campania, Sicilia e Basilicata, dove l’uscita dal lavoro avviene generalmente dopo i 66 anni, mentre il Nord si mantiene su soglie più contenute, spesso tra i 64 e i 65 anni.

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Pensioni: uscita anticipata più marcata al Nord

Anche per gli uomini il quadro mostra una forte disomogeneità: le età più elevate per andare in pensione si registrano soprattutto in Calabria e Campania, dove si supera quota 66 anni, mentre i valori più bassi si concentrano nelle regioni del Nord, come Veneto, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, dove si scende fino a poco sopra i 62 anni. Le regioni del Centro Italia, invece, si collocano in una posizione intermedia, con valori che oscillano tra i 63 e i 65 anni.