Film LGBT+ 4 minuti di lettura

“Queer” di Guadagnino: dal libro scandalo degli anni '50 al "film più importante della sua carriera"

“Queer” di Luca Guadagnino con Daniel Craig: dal libro scandalo degli anni '50 al film più importante della sua carriera a Venezia 81 

Luca Guadagnino ha finalmente portato sullo schermo un’opera che ha aspettato per gran parte della sua vita, un progetto che rappresenta il culmine della sua carriera: con una trama audace sui corpi e il desiderio e una performance straordinaria di Daniel Craig, Queer è destinato a lasciare un segno indelebile nella storia del cinema.

Sono passati 35 anni, 35, da quando Luca Guadagnino, allora diciassettenne, scoprì Queer, il romanzo di William S. Burroughs. Da quel momento, l'idea di trasformarlo in un film non lo ha mai abbandonato. Quest'anno questo progetto di lunga data ha finalmente visto la luce, con Daniel Craig nel ruolo principale.

Daniel Craig sulle scene esplicite in "Queer" di Luca Guadagnino

Queer di Luca Guadagnino: un progetto a lungo atteso

Luca Guadagnino è noto per il suo stile distintivo e per la capacità di trasportare sul grande schermo storie che oscillano tra l’intimo e il trasgressivo. Quest’anno, alla Mostra del Cinema di Venezia, ha presentato quello che potrebbe essere considerato il film più personale della sua carriera: Queerun lungometraggio che non solo rappresenta un traguardo artistico, ma anche un'importante riflessione sulla libertà dei corpi. Divertente, sexy e oscuro: uno stile che il noto regista ha già dimostrato di padroneggiare brillantemente in Challengersuscito all'inizio di quest'anno, impresa dal quale si è tenuto stretto diversi collaboratori per lavorare anche a quest'ultimo lavoro: talenti fidati come lo sceneggiatore Justin Kuritzkes e i compositori Trent Reznor e Atticus Ross. Il film è stato girato negli storici studi di Cinecittà.

Dal libro scandalo degli anni '50 a un capolavoro cinematografico

Pubblicato ben trent'anni dopo essere stato scritto, Queer è un romanzo che ha suscitato scalpore già al suo esordio. Scritto tra il 1951 e il 1953, il libro fu considerato troppo scandaloso per essere pubblicato nell'America degli anni '50, un’epoca in cui le tematiche di omoerotismo erano ancora da considerarsi un tabù, specialmente quando profondamente legate alla storia dell'autore. Il romanzo è un viaggio intimo e crudo nella vita di William Lee, alter ego dello stesso Burroughs, lo scrittore, e nel suo complesso rapporto con Eugene Allerton, un giovane uomo ambiguo e indifferente. Ambientato tra le sordide strade di Città del Messico degli anni '40, Queer esplora temi come l’alienazione, la dipendenza e il desiderio in un contesto di disillusione e decadenza.

“Queer” di Luca Guadagnino con Daniel Craig: dal libro scandalo degli anni '50 al film più importante della sua carriera a Venezia 81 

Un film fedele al romanzo: trama e ambientazione di Queer di Luca Guadagnino

Il regista ha sempre avuto una predilezione per le storie che esplorano i margini della società, e Queer non fa eccezione. Lo ha definito addirittura "un lavoro d’amore",  spalleggiato da Daniel Craig, il più noto James Bond, che lo ha descritto come uno dei ruoli più importanti della sua carriera.

L’adattamento di Luca Guadagnino rimane estremamente fedele al romanzo e al suo spirito oscuro e provocatorio dell’opera originale, condito da uno humour nero salatissimo. Il film segue le vicende di William Lee (Daniel Craig), un americano che fugge dagli Stati Uniti a causa dei suoi problemi con la droga e della sua sessualità "non conforme". Tra locali decadenti e incontri casuali, Lee si innamora di Eugene Allerton, un giovane marinaio con cui ha una grande differenza d'età che rappresenta l’oggetto del suo desiderio folle. Il punto di svolta arriva quando Lee convince Eugene a intraprendere un viaggio avventuroso nel cuore dell’Amazzonia. L'obiettivo è trovare lo Yage, una droga leggendaria che si dice possa conferire il controllo psichico sulla propria mente e forse su quella degli altri. Questo viaggio non è solo una ricerca della sostanza, ma anche un tentativo disperato dell'uomo di legare a sé il ragazzo oggetto della sua ossessione e di colmare il vuoto incolmabile che sente dentro di sé.Il film, così come il libro, è un’esplorazione dei confini della sessualità e della dipendenza, un racconto che si addentra negli abissi della psiche umana attraverso il tema del corpo, della libertà di essere sé stessi senza giudizio.

Quando esce Queer al cinema in Italia?

La distribuzione in Italia con Lucky Red porta il film a sbarcare nelle sale proprio oggi, 17 aprile 2025.

Chi è lo scrittore di Queer? La scandalosa vita di William S. Burroughs

La macabra vita di William S. Burroughs: un'esistenza segnata dalla tragedia e dalla trasgressione

William S. Burroughs, figura emblematica della Beat Generation, condusse una vita tanto tormentata quanto rivoluzionaria. Nato nel 1914 in una famiglia benestante del Missouri, l'uomo era destinato a un futuro brillante, ma fin dall'inizio si distinse per il suo spirito ribelle e la sua inclinazione verso ciò che la società considerava proibito. La sua vita fu caratterizzata da un rapporto complesso con la sessualità e la dipendenza, temi che avrebbero segnato profondamente la sua produzione letteraria.

Negli anni '40, Burroughs iniziò una relazione intensa e autodistruttiva con Joan Vollmer, una brillante donna newyorkese appassionata di letteratura e droghe. Insieme, i due formarono una coppia affiatata, unita dalla comune dipendenza da sostanze stupefacenti. Nel 1947 nacque il loro figlio, William Seward Burroughs III. Tuttavia, la loro vita familiare fu segnata dall'instabilità e dalla tossicodipendenza, che culminarono in un episodio tragico che avrebbe perseguitato William per il resto della sua vita.

Queer di Luca Guadagnino: un progetto a lungo atteso 

Nel 1951, durante un soggiorno a Città del Messico, i due coniugi, dopo una serata di eccessi alcolici, decisero di mettere in atto un pericoloso gioco ispirato all’eroe svizzero Guglielmo Tell. L'uomo, in un momento di follia, posizionò un bicchiere sulla testa di Joan e tentò di colpirlo con una pistola. Il colpo mancò il bersaglio e la pallottola uccise Joan all’istante. Questo incidente, che alcuni ritengono essere stato un tragico errore mentre altri ipotizzano possa aver celato un’intenzione più oscura, lo segnò irreparabilmente, gettandolo in un abisso di sensi di colpa e disperazione.

Dopo la morte di Joan, Burroughs evitò la condanna per omicidio grazie all'influenza e alla ricchezza della sua famiglia, che riuscì a corrompere un giudice per ottenere l’assoluzione. Tuttavia, l’episodio lasciò una cicatrice indelebile nella sua psiche. In quel periodo, iniziò a scrivere le prime pagine di Queer, un romanzo intriso di oscurità e ambiguità, in cui i demoni personali dello scrittore emergono con forza.

La macabra vita di William S. Burroughs: un'esistenza segnata dalla tragedia e dalla trasgressione 

Cosa significa "queer"? Il titolo che rivendica la dirompenza della sessualità

Il termine queer, suggerito a William S. Burroughs dal suo amico Jack Kerouac, porta con sé un significato denso e sfaccettato. Negli anni '50, era un termine dispregiativo, utilizzato per etichettare ciò che era considerato eccentrico, insolito e, soprattutto, non conforme agli standard sociali dell’epoca. Con il passare del tempo, la parola è stata rivendicata dalla comunità LGBTQ+ come simbolo di orgoglio, un termine ombrello per descrivere un’identità sessuale e/o di genere che non si adatta alle categorie rigide tradizionali, con una sfumatura prettamente dirompente.

William Burroughs, che rifiutò sempre di identificarsi apertamente come gay, scelse queer come titolo non solo per provocare, ma anche per esprimere la complessità e la fluidità della sessualità umana. Il termine riflette perfettamente l’atmosfera di alienazione e trasgressione presente nel romanzo, dove le regole sociali sono sovvertite e la non conformità diventa una forma di resistenza, dalla sessualità al mondo delle droghe. Il termine queer continua a incarnare questo spirito di ribellione, un manifesto contro le etichette rigide e un’esplorazione delle identità sfumate e in continua evoluzione, che non hanno desiderio di essere assimilate o imborghesite nella "normalità".