Amanda Knox, verità e fiction: la miniserie evento arriva in Italia il 20 agosto
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The Twisted Tale of Amanda Knox: la serie sulla verità (di Amanda)
Amanda Knox torna in Italia. Ma in streaming.
Debutta mercoledì 20 agosto su Disney+ The Twisted Tale of Amanda Knox, la miniserie-evento in otto episodi ispirata al caso giudiziario che, tra il 2007 e il 2015, ha tenuto il mondo incollato agli schermi. Prodotta dalla stessa Amanda e da Monica Lewinsky, la serie è il primo vero tentativo di raccontare gli eventi di Perugia attraverso lo sguardo della giovane americana accusata e poi assolta per l’omicidio di Meredith Kercher.
Girata tra Perugia e Orvieto, la serie promette di restituire la complessità di un caso senza eroi né colpevoli perfetti. Ma non senza rischi.
Una (vera) storia lunga 16 anni: cosa è successo con Meredith Kercher
“Molti pensano di conoscere la mia storia. Ora tocca a me raccontarla”: con queste parole si apre il trailer ufficiale della serie. A interpretare Amanda è Grace Van Patten (Tell Me Lies, Nine Perfect Strangers), mentre il racconto copre l’arco di 15 anni, dalla notte dell’omicidio fino agli esiti giudiziari più recenti.
La serie ripercorre gli interrogatori, i processi, la prigione, l’assoluzione definitiva, ma anche l’impatto mediatico travolgente che ha segnato per sempre la sua immagine pubblica. “Sono stata definita da qualcosa che non ho fatto” dice il personaggio, mentre sullo schermo scorrono flash della stanza degli interrogatori e dei titoli di giornale. La linea narrativa è soggettiva, quasi intima. E questo divide.
Cast, regia e chi c’è dietro alla serie più discussa del momento
Il progetto è firmato da K.J. Steinberg (già autrice per This Is Us) e diretto da Michael Uppendahl (Fargo, Mad Men). Accanto a Van Patten, nel cast troviamo Sharon Horgan, John Hoogenakker, Francesco Acquaroli, Giuseppe De Domenico e Roberta Mattei.
Oltre a Knox, figura tra i produttori esecutivi anche Monica Lewinsky, con la sua casa di produzione Alt Ending Productions. L’obiettivo dichiarato? Restituire umanità ai protagonisti di storie mediatizzate fino alla caricatura. Un tema che, nel 2025, è ancora quanto mai attuale.
La "vera storia" secondo Amanda Knox
La serie non è una ricostruzione documentaristica. È una rinarrazione soggettiva, dichiaratamente “autoriale”, che si concentra sulla percezione pubblica, l’errore giudiziario e l’identità spezzata. La figura di Rudy Guede, unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Meredith Kercher, resta sullo sfondo.
Non mancano però scene chiave come il controverso interrogatorio – “Girato per due giorni da ogni angolazione. Ho pianto davvero”, ha raccontato Amanda a Vanity Fair – o le prime ore in cella. Meno presente invece è il punto di vista della famiglia Kercher, e questo ha suscitato perplessità.
Chi è Amanda Knox oggi
Oggi Amanda Knox ha 38 anni, vive a Seattle, è scrittrice, attivista per i diritti dei detenuti e madre. Dopo l’assoluzione definitiva nel 2015, ha pubblicato un libro (Waiting to Be Heard), è intervenuta a conferenze, festival, podcast. La serie rappresenta per lei la tappa più ambiziosa nel tentativo di riappropriarsi della propria narrazione.
Tuttavia, Amanda resta un personaggio divisivo. Alcuni la vedono come vittima di un clamoroso errore giudiziario, altri non hanno mai smesso di dubitare della sua versione. E la serie – inevitabilmente – riflette questa ambivalenza.
La condanna per calunnia e il risarcimento
Knox è stata assolta dall’accusa di omicidio, ma condannata in via definitiva per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, il suo ex datore di lavoro. In una delle prime versioni del suo racconto, Amanda lo aveva indicato come autore del delitto.
Nel 2019 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha però condannato l’Italia a risarcirla per violazioni procedurali durante gli interrogatori: fu lasciata senza cibo, senza avvocato, interrogata in una lingua che non padroneggiava. “È un ammonimento su cosa accade quando la giustizia si piega alla narrazione mediatica”, ha detto Amanda.
Media, opinione pubblica e polarizzazione: il ruolo della stampa e del pubblico
Uno dei temi forti della serie è il ruolo devastante della stampa e della percezione pubblica. I media di tutto il mondo – e in particolare quelli italiani e britannici – contribuirono a costruire l’immagine di Amanda come “la mantide americana”, la studentessa disinibita e calcolatrice.
“Ci siamo ritrovati tutti ridotti a etichette: vittima, mostro, colpevole, innocente. Ma la verità è più complicata”, afferma Knox. The Twisted Tale of Amanda Knox nasce proprio da questa esigenza: dare voce alla zona grigia. Ma una cosa è sicura: non sarà una visione comoda.
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