La proposta del ministro Valditara: scuole aperte in estate e vacanze più corte per aiutare le famiglie di lavoratori
L'Italia è il Paese europeo con le vacanze estive più lunghe, che secondo il ministro Valditara non sono più gestibili dalle famiglie. Da qui la proposta di pause più corte e scuole aperte anche d'estate, su base volontaria.
Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, è tornato a parlare di un tema che ogni anno anima scuole, insegnanti e genitori, ovvero quello delle vacanze estive e di come gestire i ragazzi durante questo periodo. D'estate, infatti, le scuole rimangono chiuse per tre mesi, dagli inizi di giugno fino ai primi di settembre, e oggi più che mai le necessità lavorative dei genitori mal si accomodano con quelle dei figli, soprattutto dei più piccoli che non possono essere lasciati a casa da soli.
Accettare sé stessi e i propri demoni interiori: la lezione di Naruto secondo Alberto Malanchino
Da qui arriva la proposta del ministro Valditara, che in un colloquio con il quotidiano La Stampa ha dichiarato di voler procedere a tenere aperte le scuole anche d'estate per alleggerire il carico delle preoccupazioni sulle spalle delle famiglie. La proposta, tuttavia, ha immediatamente scatenato polemiche, a partire dai sindacati.
Scuole aperte d'estate: la situazione in Italia tra vacanze e centri estivi
La proposta del ministro Valditara arriva da un'analisi che compara la situazione delle vacanze estive in Italia ad altri Paesi. In Europa, infatti, l'Italia è il Paese con le vacanze estive più lunghe, mentre i Paesi nordici come Danimarca e Norvegia sono quelli con le vacanze più corte, in tutto solo un paio di settimane. Da sempre, i lunghi mesi di pausa dalla scuola, principalmente dovuti alle calde temperature, sono riempiti da vacanze con i genitori e, per il resto del tempo, anche dai centri estivi.
L'inflazione e l'aumento del costo della vita negli ultimi anni, tuttavia, ha complicato le cose. I prezzi dei centri estivi sono aumentati, così come i costi per organizzare una vacanza. Le famiglie si trovano sempre più in difficoltà a sopperire a questi costi e, dovendo lavorare, trovano difficile organizzare le giornate dei figli, soprattutto i più piccoli, senza ricorrere all'aiuto di nonni o baby-sitter.
Scuole aperte d'estate: la proposta del ministro Valditara
Dalle difficoltà delle famiglie e dei genitori, nasce la proposta avanzata dal ministro Valditara. Un tema che in realtà torna ad essere discusso ciclicamente, ma per cui non sono mai stati presi provvedimenti concreti. In concreto, la proposta si tradurrebbe nel tenere aperte le scuole anche d'estate, esclusivamente su base volontaria per le famiglie di studenti che ne fanno richiesta e senza prolungare il calendario scolastico.
Secondo il ministro Valditara, l'apertura estiva potrebbe essere anche un'occasione per gli studenti di recuperare le lacune accumulate durante l'anno, in modo da anticipare anche gli esami di profitto che solitamente si tengono a inizio settembre. Alle scuole aperte d'estate, poi, sarebbe richiesto anche di ideare programmi estivi pensati per gli studenti. Un modo, nell'idea del ministro, per costruire la scuola a misura di ogni studente.
Le soluzioni sono tante. Accanto a quella di tenere aperti gli istituti durante l'estate, c'è anche quella di accorciare le vacanze estive, modificando il calendario scolastico per inserire più pause, più brevi, durante tutto l'anno. La proposta del ministro Valditara, tuttavia, ha incontrato anche polemiche e opposizioni da parte dei sindacati, che accusano si tratti solo di parole e che non ci saranno azioni concrete per aiutare i genitori.
Scuole aperte d'estate: la polemica dei sindacati contro la proposta di Valditara
Se da un lato la proposta del ministro Valditara sulle scuole aperte d'estate potrebbe fare contenti i genitori, dall'altra ha trovato subito in disaccordo i sindacati, che hanno fatto sentire la loro voce. Dopo aver ricordato che l'Italia è il Paese con il più alto tasso di abbandono scolastico e aver accusato il governo di parlare a suon di "spot pubblicitari", il segretario della Cgil Maurizio Landini ha dichiarato: "Abbiamo meno tempo pieno di altri Paesi e anche le scuole più vecchie per le quali non vengono fatti gli investimenti di risanamento necessari. Abbiamo ancora insegnanti che continuano a essere precari".
Ha poi attaccato direttamente il ministro Valditara: "Si è svegliato stamattina? Il Governo sta andando avanti mettendo le bandierine, ma non pensa ad aumentare il numero dei docenti, a fare gli investimenti per l’edilizia scolastica e per gli asili nido".
A Landini ha fatto eco Gianna Fracassi, segretaria nazionale di Cgil Scuola, affermando: "Mi auguro che questo non sia un modo per dire che i professori fanno troppe ferie. Il ministro confonde il dopo scuola con i campi estivi".