Violenza di genere 2 minuti di lettura

La Polizia di Stato realizza un post contro il femminicidio, ma i commenti non sono quelli sperati

I commenti al post della Polizia 

Un'ondata di commenti ha invaso il post dell'account ufficiale della Polizia di Stato contro il femminicidio con l'hashtag #essercisempre.

L'omicidio di Giulia Cecchettin ha scatenato reazioni da più parti, animando l'opinione pubblica e spingendo migliaia di persone, soprattutto donne, a chiedere di porre fine alla violenza di genere e al femminicidio. Nei giorni successivi alla conferma della morte della giovane 22enne, sono molte anche le frasi ricondivise sui social sul tema.

Anche la Polizia di Stato, tramite l'account Instagram ufficiale, ne ha preso parte, ma l'effetto non è stato quello desiderato. E il post è stato inondato da commenti che criticano l'operatività delle forze dell'ordine quando si tratta di denunce da parte delle donne.

Arianna Vignetti e la campagna contro le molestie sui mezzi pubblici: "Noi, in quanto donne, speriamo che ci rubino solo il portafoglio"

Il post della Polizia di Stato per Giulia Cecchettin

"Se domani sono io, se domani non torno, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima". Questa è la frase che nei giorni seguenti alla morte di Giulia Cecchettin ha circolato sui social, ricondivisa dai più, per dire basta alla violenza di genere. La frase arriva da una poesia scritta nel 2011 dall'attivista Cristina Torres Cáceres proprio contro la violenza sulle donne. Ed è quello che ha spiegato anche il post della Polizia, nella didascalia corredata alla foto:

"''Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima’. Questi i versi di una toccante poesia del 2011 di Cristina Torres Caceres che ci ricordano, oggi più che mai, l'importanza di essere uniti nel combattere la violenza sulle donne. Ricordate, se #questononèamore non siete sole. Insieme per l'eliminazione della violenza di genere."

Il post si chiude con l'hashtag #essercisempre. Un intento nobile che dichiara la vicinanza della Polizia di Stato alle donne. Ma l'effetto è stato tutto il contrario.

I commenti sotto il post della Polizia di Stato

Il post, pubblicato sull'account Instagram ufficiale della Polizia, ha raccolto una valanga di commenti che ne smentiscono l'intento e criticano l'operatività delle forze dell'ordine: migliaia di donne hanno raccontato in un commento la propria esperienza con la Polizia e le denunce per stalking o ex violenti, molto spesso inascoltate o non prese sul serio. Ad esempio, una ragazza racconta:

"‘Torna quando ti avranno stuprata’” mi avete detto quando sono venuta a denunciare delle minacce di stupro. Con quale coraggio questo post

Altre le hanno fatto eco. Un'utente ha raccontato: "Mi hanno minacciata di morte. Vi ho portato gli screen. Nomi e cognomi. Non avete preso la denuncia neanche in quel caso. Un altro stalker è riuscito ad avere il numero di mio nonno, della madre del mio fratellastro, a risalire alla mia vecchia scuola elementare per chiedere dove abitassi. E quando la cosa è stata denunciata, avete detto che vi sembrava innocuo. E ANCORA UNA VOLTA NON È SUCCESSO NULLA".

Un'altra ancora riporta: "Quando sono stata trascinata in un parcheggio di forza e sono venuta a denunciare mi avete apostrofato come 'quella a cui hanno dato un boffetto sul sedere'. Mi avevano trascinato di peso in un parcheggio. Mi avete chiesto com'ero vestita. Avete tentato di dare la colpa a un centro sociale poco distante per avere una scusa per chiuderlo. Siete il motivo per cui quando sono stata stuprata non sono andata a denunciare".

Un'utente ha commentato: "'Non siete sole’. Peccato però che, nonostante le numerose denunce fatte, mia cugina sia finita ad arricchire la tristissima e dolorosa statistica dei femminicidi del 2016. Non aggiungo altro".

C'è anche chi ha tirato in causa direttamente il caso di Giulia Cecchettin, dopo che è stata diffusa la notizia di come la notte della scomparsa della giovane i carabinieri non abbiano risposto alla telefonata di un testimone che li allertava della lite con Filippo Turetta: "Giulia sarebbe ancora viva se voi aveste svolto il vostro lavoro in maniera adeguata intervenendo immediatamente dopo la chiamata del testimone che ha sentito le sue urla".

I commenti, tutti simili, hanno raggiunto numeri esorbitanti: più di tremila donne hanno denunciato l'atteggiamento della Polizia nei loro confronti, mentre la vicenda è finita nuovamente al centro dell'opinione pubblica.