Piano per la natalità: Roccella introduce il "Codice di autodisciplina" per le aziende
Condividi su
Tramite la ministra Eugenia Roccella, il governo chiede alle imprese di sostenere la natalità, definito come obiettivo strategico della nazione. Per farlo le aziende, anche le partecipate di Stato, dovranno sottoscrivere un Codice di autodisciplina, definito come "di imprese responsabili in favore della maternità". Di cosa si tratta e cosa comporta.
Codice aziende per il piano natalità: cos'è e cosa significa
Sono passate poche settimane dalla polemica scaturita a seguito della diffusione della bozza della nuova manovra economica che, accanto all'aumento della tampon tax, prevede anche l'aumento dei prodotti per l'infanzia - dal latte in polvere ai biberon passando per i pannolini. Se da un lato il governo non riesce a venire incontro a genitori e neo-mamme circa i costi da sostenere per un figlio, dall'altro ci pensa la ministra Eugenia Roccella a trovare la "soluzione" dal punto di vista lavorativo, chiedendo aiuto alle aziende.
Si tratta di un Codice di autodisciplina, secondo cui le aziende che lo sottoscrivono devono elaborare un piano di sostegno per le madri lavoratrici, soprattutto nei primi mille giorni dal concepimento. Il motivo? Come si legge negli estratti di testo pubblicati da Repubblica, "mamme e neonati più sani pongono le basi per cittadini più in salute e per la sostenibilità finanziaria del sistema di welfare".
Non si tratta di un obbligo, trattandosi di un codice autodisciplinare, ma è una raccomandazione morale che le aziende dovrebbero seguire. Chiamate in causa anche le participate di Stato come Eni, Enel, Poste e Ferrovie.
Il piano per la natalità contro il clima ostile alla natalità
Eugenia Roccella spiega la necessità di un piano per la natalità, anche a fronte del clima definito sempre più ostile alla natalità. Soprattutto in ambito lavorativo. Il Codice di autodisciplina inizia proprio spiegando che "negli ultimi cinque anni la popolazione in età da lavoro è diminuita di 756 mila persone e nel solo 2022 di 133 mila".
Secondo i dati Istat, nel giro di dieci anni "la popolazione calerà di un altro milione e 200 mila unità che saliranno a 5 milioni nell’arco di 30 anni". A questi dati si aggiungono anche quelli dell'Ispettorato al lavoro, che evidenzia come "l’85% delle dimissioni femminili si produce in relazione alla maternità".
Si rende necessario, quindi, agire in questo senso. Tuttavia, con il Codice di autodisciplina, le aziende e le imprese sono chiamate dal governo a farlo in modo autonomo. Questo dopo aver promesso asili nidi gratis mai realizzati e aver ridotto a un anno la decontribuzione per mamme con due figli.
Natalità, maternità e lavoro
Le raccomandazioni date a imprese e aziende nel Codice di autodisciplina sono di favorire la carriera delle madri con il potenziamento di prevenzione e cura dei bisogni di salute e un progressivo adattamento agli orari e alle modalità di lavoro, di modo che siano facilmente conciliabili con gli impegni della maternità. E ancora flessibilità di orario, smart-working e copertura delle spese per gli asili nido.
Tutte le raccomandazioni contenute nel Codice di autodisciplina, tuttavia, sono rivolte alle donne in procinto di diventare madri. Difatti non si fa accenno alle agevolazioni per le donne già madri o ai padri che, equalmente, hanno diritto a un sostegno nel momento della nascita di un figlio.
Condividi su