Perché le compagnie aeree stanno cancellando i voli?
Scioperi, ritardi e cancellazioni: la situazione negli aeroporti, in Italia e nel mondo, si fa ogni giorno più caotica e turbolente. Ma quali sono le ragioni per cui sempre più compagnie aeree stanno cancellando i propri voli?
Il sogno di poter varcare i confini italiani e godersi un viaggio all’estero dopo due anni di restrizioni a causa della pandemia da Covid-19 sembra sempre più lontano dal divenire realtà. In molti, infatti, speravano che il 2022 segnasse ufficialmente il ritorno alla “normalità”, soprattutto per quanto riguarda viaggi e vacanze, ma, anche in assenza di divieti ministeriali, sono subentrate nuove problematiche che stanno gettando nel caos i trasporti, specialmente quelli aerei. Costi del carburante alle stelle e mancanza di personale stanno rendendo ogni giorno più difficoltoso viaggiare in aereo in questa calda estate. Per fare un po’ di chiarezza su una situazione piuttosto caotica e allarmante, cerchiamo di capire perché sempre più compagnie aeree stanno scioperando e cancellando voli, lasciando a terra migliaia di passeggeri in tutto il mondo, Italia compresa.
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Video di Sofia Gadici
Viaggiare in aereo è sempre più complicato
Ogni giorno, centinaia tra articoli online e servizi al telegiornale ci mettono al corrente degli enormi disagi che stanno interessando il traffico aereo. Scioperi, ritardi, cancellazioni last-minute sono tra le cause principali del caos sperimentato negli ultimi tempi all’interno degli aeroporti. In realtà, però, non si tratta di cause, quanto più di conseguenze a problemi ben più radicati e sistemici, conseguenti a drammi di portata globale come il Coronavirus e la guerra tra Russia e Ucraina, scoppiata lo scorso febbraio.
Dunque, perché, dopo due anni in cui gli aerei sono stati pressoché fermi rispetto al solito, il personale aereo sta indicendo scioperi, costringendo le compagnie a cancellare sempre più voli? Quella che, infatti, si prospettava essere una ripresa grandiosa di uno dei settori più affossati dalla crisi subentrata dopo il Covid-19, si è rivelato, al contrario, un enorme flop, sia per gli impiegati che per i clienti speranzosi di poter tornare a viaggiare per il mondo.
Cancellazione voli: ecco la causa principale
La principale ragione di questa situazione è da imputare alla mancanza di personale, soprattutto di terra, che rende difficoltoso rispondere in maniera efficiente alla domanda, cresciuta prevedibilmente dopo due anni di quasi totale stop. Questo fa sì che lo staff presente sia chiamato a gestire una mole di lavoro che, nell’era pre-covid, sarebbe stata distribuita tra più persone, vedendosi dunque costretto a dover affrontare turni di lavoro massacranti senza tuttavia assistere ad alcun miglioramento contrattuale. È in virtù di queste condizioni di lavoro drammatiche e notevolmente peggiorate rispetto a prima della pandemia, che soprattutto assistenti di volo, hostess di terra e piloti stanno scioperando in segno di protesta, sostenuti dai sindacati di categoria.
Gli scioperi, a propria volta, mettono inevitabilmente le compagnie aeree nella condizione di dover cancellare o posticipare i voli, talvolta anche con poco preavviso ed è per questo che, nelle ultime settimane, assistiamo alle immagini di aeroporti come quello di Heathrow a Londra e di Schiphol ad Amsterdam invasi da persone con le loro valigie, in attesa di aggiornamenti in merito ai propri voli.
Perché manca il personale nelle compagnie aeree?
Ma a cosa è dovuta la mancanza di personale? Indubbiamente ai licenziamenti massivi a cui le compagnie aeree sono ricorse durante e a seguito della pandemia quando, a fronte di un grave e inevitabile calo delle prenotazioni e dei voli, si sono viste costrette a lasciare a casa una fetta importante di dipendenti, soprattutto di terra. Oggi, tuttavia, non è semplice reintegrare questa porzione di personale, sia perché le persone licenziate durante il lockdown potrebbero aver trovato un altro lavoro, sia perché potrebbero rifiutarsi di accettare nuovamente un impiego a rischio, visti e considerati i numeri nuovamente drammatici del Coronavirus.
Inoltre, anche nell’eventualità di nuove assunzioni, bisogna sempre considerare che la finalizzazione dei contratti all’interno delle compagnie aeree può richiedere anche diversi mesi, rallentando dunque il processo di integrazione del personale.
Scioperi aerei: la situazione in Italia
Al momento, i disagi aerei stanno interessando le principali nazioni europee, tra cui anche l’Italia, dove sono già avvenuti due scioperi nelle giornate di mercoledì 8 e sabato 25 giugno. I sindacati hanno fatto sapere che c’è la possibilità concreta che ne venga indetto un terzo il 17 luglio.