Ornella Muti, se a una donna viene data la parola solo per parlare degli uomini
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Nella prima giornata del Festival, tutto è filato liscio: ha fatto discutere, però, la figura di Ornella Muti. E no, non per la sua dimostrata apertura verso la legalizzazione della cannabis, ma per la sua quasi totale assenza sul palco dell’Ariston. E per annullare il carisma e la grandiosità di una figura del cinema italiano quale è l’attrice Ornella Muti, dovevano proprio impegnarsi.
Ornella Muti fantasma sul palco dell'Ariston
Oltre alla conduzione di Amadeus, magistralmente supportata dal talento e dalla presenza scenica di Fiorello, l’unica co-conduttrice della prima serata di martedì primo febbraio è stata Ornella Muti. Ma se co-condurre uno spettacolo come può esserlo quello del Festival significa verve, muoversi con scioltezza e creare siparietti in cui esprimere i propri talenti, ecco: alla Muti non è stata data la possibilità di soddisfare le altissime aspettative che vengono caricate sullo show. Non le è stato concesso altro che presentare un paio di artisti in gara e aiutare Amadeus a indossare la giacca: l’unico momento dedicato all’attrice è stato un focus che doveva essere sulla sua carriera cinematografica, ma che si è dimostrato un’interrogazione sui suoi colleghi uomini, l'ennesima occasione per tesserne le lodi.
L'ennesima occasione sprecata per le donne
Sulla vita professionale di Ornella Muti si potrebbe parlare per ben più di 5 serate di Festival, ma la direzione artistica ha preferito relegare la caratura di questa grande donna del cinema italiano alla semplice figura di depositaria della memoria artistica di altri attori, di altri uomini. Un grande schermo dietro di lei mostra una carrellata di foto con registi e attori con cui ha collaborato: Sordi e Tognazzi, ma anche Troisi, Stallone, Villaggio, Alain Delon e così via. Non una parola su Fanny Ardan, che ha conosciuto sul set insieme a Delon, o sulle registe quali Archibugi e Giorgi con cui ha lavorato dagli anni Duemila in poi.
Sanremo 2022: i look (strepitosi) della terza serata
Se il detto "chi ben comincia è a metà dell'opera" è vero, potremmo tranquillamente dire che Sanremo 2022 è partito con il botto e continuerà a stupirci nelle prossime serate!
La terza serata di questa 72esima edizione del Festival della canzone ha portato sul palco tutti gli artisti in gara di quest'anno, tra cui troviamo, ancora una volta, delle novità e dei veterani sul palco di Sanremo.
La classifica è stata aggiornata, comprendendo i voti delle ultime tre serate, la coppia di artisti, che finora, sembra essere la più travolgente e sorprendente, quella composta da Mahmood e Blanco, è ritornata in pole position con "Brividi", seguita da Elisa con "O forse sei tu" e, imprevedibilmente, Gianni Morandi che con la sua "Apri tutte le porte" ha conquistato momentaneamente il terzo posto del podio.
Il resto della classifica ci lascia un po' più spiazzati, difatti, troviamo agli ultimi posti Ana Mena (che effettivamente non è stata particolarmente gradita nemmeno dal pubblico) con "Duecentomila ore", Tananai con "Sesso occasionale" e Yuman, con il brano "Ora e qui".
Possiamo, però, di certo dire che oltre alle canzoni più o meno ritmate o sorprendenti, ciò che stupisce sempre di Sanremo sono gli outfit indossati da concorrenti, ospiti e conduttori. Quest'anno i partecipanti brillavano, che sia per un vestito dai toni nude ma luminosi come quello di Noemi (in Alberta Ferretti), o per le giacche di Amadeus e Fiorello entrambe ricoperte di strass e glitter, i look della prima serata sono stati molto graditi dalla stampa e dal pubblico.
Questa terza serata ci ha regalato tanti capi colorati di rosa come quelli indossati da Aka7even, Sangiovanni, La rappresentante di lista ed Emma, ma anche moltissimi outfit bianco e nero come quelli matchati di Mahmood e Blanco, o il vestito angelico di Elisa.
Scorri la gallery per entrare nel vivo della moda della prima e della terza serata di Sanremo 2022!
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Insomma: alla Muti il diritto di parola è stato dato solo ed esclusivamente per elogiare altri personaggi dello show business, tutti rigorosamente uomini. E Ornella è una professionista rinomata in tutto il mondo, pluripremiata per il suo talento attoriale e conosciuta per la sua autoironia e brillantezza. Sorge spontanea una domanda: perché non le è stata ritagliata una porzione di tempo in più, uno spazio che sottolineasse le sue qualità e la sua preparazione? Perché la direzione artistica del Festival di Sanremo non riesce mai a calibrare l’ego dei conduttori maschili con le potenzialità delle host donne?
La speranza, per i prossimi giorni, è che si riesca a dare spettacolo più in stile Matilde De Angelis, attrice che l’anno scorso è stata propriamente valorizzata per le sue doti professionali, e meno alla Barbara Palombelli. Siamo curiose, a questo punto, di scoprire come verranno gestite le personalità prorompenti della Ferilli e, soprattutto, di Drusilla Foer, anche se non ci sorprenderemmo di ulteriori scivoloni.
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