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Curiosità Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Perché l'anguria è diventata simbolo della Palestina?

Perché l'anguria è diventata simbolo della Palestina?
Perché l'anguria è diventata simbolo della Palestina?   (getty images)
Ormai l'emoji del frutto estivo la si vede dappertutto, nelle bio di Instagram e nei post in difesa della Palestina... ma com'è accaduto che l'anguria divenisse il simbolo della Palestina e che relazione hanno i suoi colori con quelli della bandiera palestinese?
di Maya Artusi Moro

L’abbiamo vista tutti e ormai dappertutto: sul web, nelle biografie di Instagram, nelle campagne per le raccolte fondi, come spille, adesivi e anche nei cartelloni delle manifestazioni. L’anguria, frutto ormai diventato una vera e propria icona della liberazione della Palestina ed un simbolo conosciuto e diffuso di solidarietà con la causa palestinese. Ma quando nella storia è nata questa associazione e, soprattutto, perché

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Cosa significa il simbolo dell’anguria e perché è associato alla Palestina 

Non si tratta di una nuova moda: solo perché la ritrovata popolarità dell’anguria ha conosciuto un’impennata dopo gli avvenimenti del 7 ottobre e guerra israelo-palestinese non significa affatto che l’iconografia sia recente. Anzi, si può dire che con la sua rinnovata diffusione il simbolo abbia anche gradualmente iniziato a cambiare il suo significato proprio perché ha perso la sua connotazione semi-sconosciuta ed è rapidamente stato adottato a livello internazionale. 

Il significato dell'anguria ed il suo collegamento con la storia della Palestina
Il significato dell'anguria ed il suo collegamento con la storia della Palestina  (getty images)

Perché proprio l’anguria? 

Ci sono diverse ragioni per accostare l’anguria alla Palestina. In primo luogo, si tratta di un frutto diffuso nella striscia di Gaza e in Cisgiordania, zona in cui cresce naturalmente. Tuttavia, l’associazione più immediata è quella dei colori: il verde della scorza, il rosso della polpa ed il nero dei semini sono le stesse sfumature presenti, insieme al bianco, nella bandiera palestinese. E la storia di questa intersezione parte proprio da una questione di stendardo. Ma ora ci chiariamo le idee. 

La storia dell’anguria come simbolo della resistenza palestinese 

Nel 1967, dopo la guerra dei Sei giorni in cui Israele iniziò la sua occupazione di Gerusalemme, della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, dal neo-stato fu soppressa la bandiera della Palestina ed eradicata da tutti i territori occupati. Questo divieto durò per quasi un trentennio, fino al 1993, quando Israele e Palestina, nella ratificazione degli accordi di Oslo, si riconobbero per la prima volta reciprocamente come legittimi interlocutori: durante questo lungo periodo cominciò gradualmente ad essere usato il simbolo dell’anguria come una ripresa “discreta” e legale dello stendardo palestinese. 

Un simbolo sottile di solidarietà e di lotta: l'anguria palestinese
Un simbolo sottile di solidarietà e di lotta: l'anguria palestinese  (getty images)

Un po’ di storia dell’arte: il divieto agli artisti palestinesi

Un’altra ricostruzione è quella che vede l’anguria come icona di elezione di un gruppo di artisti palestinesi, a cui fu vietato dall’esercito israeliano dipingere le proprie opere adoperando i colori della bandiera della Palestina. Sliman Mansour, uno dei pittori, ha affermato in un’intervista che le opere che fossero state trovate contenere il rosso, il verde, il nero ed il bianco, “anche per disegnare un’anguria”, avrebbero a quell’epoca rischiato la confisca.  

L'anguria è diventata simbolo della Palestina libera e del sostegno alla lotta palestinese
L'anguria è diventata simbolo della Palestina libera e del sostegno alla lotta palestinese  (getty images)

L’anguria nell’età del digitale contro le penalizzazioni dell’algoritmo 

Se un tempo questo simbolo veniva usato quasi “in segreto”, al giorno d’oggi tutti ne conoscono ormai il significato, grazie alla diffusione capillare che ha avuto attraverso il web. Perché, allora, è ancora così utilizzato in vece della vera e propria emoji con la bandiera palestinese? È stato notato che alcune aziende, tra le quali Meta (il gruppo di Instagram e Facebook), utilizzano il loro algoritmo per penalizzare o oscurare contenuti politici, nello specifico quelli contenenti riferimenti alla guerra tra Israele e Palestina: l’utilizzo dell’emoticon dell’anguria al posto della bandiera riesce dunque ad aggirare perfino questa limitazione.