Antisemitismo o sicurezza? Cosa è successo davvero sul volo Vueling da cui sono stati fatti scendere 50 ragazzi ebrei
Un gruppo di 50 ragazzi ebrei è stato allontanato da un volo Vueling in Spagna: la compagnia parla di sicurezza, ma c’è chi denuncia un grave atto discriminatorio. Qual è la verità?
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Sarebbe dovuto essere solo un ritorno a casa dopo un campo estivo, ma si è trasformato in un caso diplomatico internazionale. Mercoledì 24 luglio, 44 adolescenti ebrei francesi e i loro accompagnatori sono stati fatti sbarcare da un volo Vueling a Valencia. La compagnia aerea parla di comportamento pericoloso e misure di sicurezza. Il governo israeliano e i genitori parlano invece di antisemitismo. Ma qual è la verità? Ecco cosa sappiamo finora.
Cosa è successo sul volo Vueling partito da Valencia da cui sono stati fatti scendere 50 ragazzi ebrei
Il volo Vueling VY8166 doveva decollare da Valencia verso Parigi. A bordo c’erano 52 passeggeri appartenenti a un campo estivo ebraico francese: 44 ragazzi tra i 10 e i 15 anni e 8 accompagnatori. Poco prima del decollo, il comandante ha chiesto il loro sbarco e ha chiamato la Guardia Civil spagnola.
La decisione ha immediatamente sollevato dubbi e accuse, sia da parte dei genitori che del governo israeliano.
La versione di Vueling: "Comportamento pericoloso e aggressivo, non discriminazione"
La compagnia aerea nega qualsiasi motivazione religiosa. In un comunicato ufficiale, Vueling spiega che il gruppo avrebbe avuto "un comportamento altamente conflittuale", ignorando ripetutamente le istruzioni dell’equipaggio, interrompendo la dimostrazione di sicurezza e addirittura maneggiando attrezzature d’emergenza. “Nonostante i richiami, il comportamento non è cambiato. Abbiamo dovuto attivare il protocollo di sicurezza per proteggere tutti i passeggeri”, afferma il comunicato.
Anche la Guardia Civil conferma questa versione, aggiungendo che uno degli accompagnatori – la direttrice del campo – è stata arrestata per essersi rifiutata di scendere, e poi rilasciata poco dopo.
La versione dei genitori: "Un atto di antisemitismo"
Secondo Karine Lamy, madre di uno dei ragazzi, il gruppo era tranquillo e rispettoso. A far scattare la tensione sarebbe stato il fatto che alcuni giovani cantavano in ebraico. “Non c’era alcun motivo di sicurezza. È stato un atto discriminatorio", ha dichiarato.
Il Kinneret Club, organizzatore del campo, ha annunciato un’azione legale in Francia per "discriminazione religiosa, violenza psicologica e fisica", sottolineando che si trattava di minori sotto i 15 anni.
La reazione delle istituzioni ebraiche e di Israele
Il caso ha avuto eco immediata. Il ministro israeliano per la Diaspora, Amichai Chikli, ha definito l’incidente “uno dei più gravi atti antisemiti recenti”, e ha accusato l’equipaggio di aver definito Israele “uno Stato terrorista”.
Anche la Federazione delle Comunità Ebraiche di Spagna ha chiesto chiarezza e prove documentali a Vueling, per verificare se vi siano stati elementi discriminatori nel comportamento dell’equipaggio.
Sicurezza o discriminazione? Cosa resta da chiarire
La compagnia ribadisce di aver agito "in conformità ai protocolli" e respinge ogni accusa di antisemitismo. Ma il clima resta teso. Sui social si moltiplicano video e testimonianze contrastanti, mentre l’ambasciata israeliana in Spagna assicura di essere in contatto con le autorità.
Nel frattempo, una parte del gruppo ha già raggiunto Parigi, mentre gli altri sono ripartiti su un volo successivo.
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