Un bambino di 9 anni è in coma dopo aver assunto metadone: succede (ancora) a Palermo
Non è la prima volta che accade: ieri, un altro bambino è finito all'ospedale Di Cristina di Palermo dopo aver assunto del metadone. Glielo avrebbero offerto degli amici, spacciandolo per tè.
“Neonato trovato positivo alla cocaina”, “bimba di 2 anni in overdose”, “bambino ricoverato dopo aver assunto della droga”. Quante volte ci capita di leggere titoli così, tanto irrealistici quanto allarmanti? Risale a ieri l’ennesimo caso di questo tipo, che questa volta vede coinvolto un bambino di 9 anni, finito in coma dopo aver assunto inconsapevolmente del metadone. È successo a Palermo, dove già nel 2021 si erano verificati episodi tristemente simili.
Palermo, bambino in coma a causa del metadone
Nella giornata di ieri, presso l’ospedale pediatrico Di Cristina di Palermo, è arrivato un bambino di soli 9 anni, ricoverato d’urgenza dopo l’assunzione di metadone, un oppioide sintetico utilizzato come analgesico nelle cure palliative e somministrato come rimedio per ridurre le dipendenze da sostanze stupefacenti nei tossicodipendenti.
Uno scherzo degli amici
Da quanto è emerso durante l’indagine preliminare, sembrerebbe che il piccolo non fosse al corrente della presenza di metadone all’interno della bevanda da lui consumata. Sarebbero stati alcuni amici ad offrirgli il bicchiere con la sostanza, spacciandolo per semplice tè.
Al momento, il bambino si trova nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale palermitano, dove attualmente ne attendono il risveglio i genitori.
Ad allertare i carabinieri di Monreale sono stati proprio i medici dell’Ospedale dei Bambini, dopo che dalle prime analisi è emersa la presenza di metadone nel sangue. Attualmente, è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti da parte della procura, che provvederà a chiarire come sono andate esattamente le cose.
Le parole della procuratrice per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna
Purtroppo, come accennato anche all’inizio dell’articolo, non è la prima volta che tragedie simili si verificano, soprattutto a Palermo. Già nel 2021, sono stati tre i neonati finiti all’ospedale Di Cristina per intossicazione da sostanze stupefacenti. In quell’occasione, la procuratrice per i minorenni di Palermo Claudia Caramanna aveva dato voce alla propria apprensione, rilasciando la seguente dichiarazione: "Siamo preoccupati per questi episodi che riscontriamo sempre più spesso. La disattenzione dei genitori assuntori di droghe può comportare danni gravissimi per i più piccoli”.
Nella maggior parte dei casi, infatti, i bambini finiti all'ospedale dopo aver assunto innavertitamente della droga risultano essere figli di genitori tossicodipendenti.