Novità sullo smartworking: cosa cambia dal primo agosto?
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Il decreto riaperture, approvato e convertito in legge quest’anno, aveva consentito il lavoro agile al 100%, ossia lo smartworking, sia ai soggetti fragili e più esposti al rischio di contagio, sia ai genitori di figli minori di 14 anni, a patto che l’altro genitore non beneficiasse di uno o più strumenti di sostegno al reddito. In generale, poi, moltissime aziende sia del settore privato che del settore pubblico si erano convertite a questa modalità di lavoro flessibile dagli evidenti benefici.
Tuttavia, proprio con il decadere del decreto riaperture, a partire dal primo agosto lo smartworking non sarà così facilmente accessibile e immediato.
I genitori di figli sotto i 14 anni di età
Il primo agosto rappresenta una data importante per l’organizzazione della vita famigliare e l’equilibrio tra lavoro e figli di moltissimi lavoratori del settore privato. Il 31 luglio, infatti, decadrà la possibilità di lavorare in modalità smartworking per il 100% del tempo di quei genitori con un figlio under 14. Questo beneficio era stato concesso a uno dei due genitori a patto che l’altro lavorasse e non possedesse alcun strumento di sostegno al reddito.
Un aiuto che aveva reso molto più semplice la vita di moltissimi genitori, soprattutto madri, che spesso faticano a coniugare la maternità con la carriera: in questo caso, lo smartworking aveva dimostrato non di essere la soluzione al problema, ma di certo un buon assist.
Le novità per i soggetti fragili
Con soggetti fragili si intende quella categoria di lavoratori che, in seguito a valutazioni mediche certificate, sono stati dichiarati a maggior rischio di contagio. Per prevenire potenziali problemi di salute, quindi, a loro era stata assegnata la possibilità di lavorare in smartworking al 100%. All’interno di questa categoria osserviamo, per esempio: soggetti immunodepressi, malati oncologici o con comorbidità che il contagio da Covid avrebbe rischiato di rendere ancora più pericolose per l’individuo.
Non sappiamo se per questi soggetti ci saranno deroghe o se verranno concordati ulteriori permessi di lavoro agile e, con le imminenti elezioni e la stesura delle agende, sarà difficile che ciò accada prima di settembre.
Outfit per l'ufficio: ecco gli outfit più freschi per l'estate!
Il forte caldo estivo ci sta mettendo a dura prova e, specialmente in ufficio, l’outfit che scegliamo condiziona il nostro umore.
Prima di tutto è importante ricordare quali sono i tessuti più freschi e leggeri per l’estate.
Cotone e lino non devono mancare! Che sia una canotta, t-shirt, vestito o un paio di pantaloni: è meglio scegliere questi due tessuti prima di tanti altri meno traspiranti e più pesanti.
Per un look più raffinato ed elegante, anche la seta è un ottimo tessuto da prendere in considerazione.
Per quanto riguarda i colori, meglio preferire il bianco, oppure, altri toni e nuance chiare e tenui come il pastello. Oltre che per una questione estetica, che preferisce i colori caldi e sobri sotto la luce del sole a quelli scuri, questi ultimi sono noti per attirare il sole e quindi le alte temperature.
I capi d’ufficio, così come li immaginiamo, sono spesso rappresentati da toni neutri, grigi, spenti e noiosi. Almeno per la stagione estiva, proviamo a sperimentare nuovi look più vivaci con i colori più trendy del 2022: arancione, rosa, verde, giallo, fucsia e rosa shocking!
Le camicie sono un must-have. Un capo comune ma mai banale, che si può trovare in molte varianti diverse. In alternativa, se la camicia a maniche lunghe fa sudare troppo allora una t-shirt o una canotta in seta o cotone non guastano mai.
Tra tutti i tipi diversi di pantalone, quelli a palazzo sono morbidi, leggeri e freschi. Sono poi tornati i pantaloni a pinocchietto stretti oppure quelli a bermuda larghi che arrivano poco sopra il ginocchio. Quelli a bermuda in particolare, sono come la versione corta dei pantaloni a palazzo.
Per le gonne invece, meglio sceglierle midi oppure lunghe per un outfit adatto agli ambienti più formali.
Il nostro consiglio per un look spezzato: pantaloni palazzo a vita alta in lino bianchi, canotta con girocollo in cotone bianca e un blazer rosa shocking.
In alternativa allo spezzato, gli abiti sono probabilmente la soluzione più semplice, veloce, comoda e allo stesso tempo raffinata da indossare tutti i giorni. Icona indiscussa di stile quando si tratta di abiti formali ma eleganti è sicuramente Kate Middleton!
Tacco sì o tacco no? Nel dubbio prova le slingback!. Il tacco basso le rende un ottimo compromesso tra comfort ed eleganza. In più, per chi non ama mostrare i piedi o la pedicure rovinata, le slingback si distinguono tra gli altri tacchi anche per la comoda punta coperta.
Guarda questo album con tutti i modelli più belli di slingback e lasciati spirare.
Anche un sandalo basso o platform non guasta mai. Perfetto anche per le personalità più casual che detestano il tacco, i sandali sono in assoluto il modello di scarpa che più di tutti lascia respirare i piedi senza farli sudare.
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Cosa cambia rispetto alla comunicazione semplificata
Dal 31 di agosto, infine, decade anche la possibilità di organizzare lo smartworking tramite una comunicazione semplificata tra i dipendenti e l’azienda. Ciò significa che a partire da settembre, per permettere ai lavoratori di eseguire le proprie mansioni tramite questa modalità agile, si riterrà indispensabile stilare e firmare un accordo ufficiale e formale, nel quale vengono concordate tutte le specifiche del lavoro da casa, compresi benefici e doveri sia del lavoratore che del datore.
Una novità che potrebbe portare a conseguenze positive, soprattutto per via di una legislazione al momento quasi assente sui diritti dei lavoratori in smartworking, ancora oggi addirittura spesso confuso con il telelavoro.
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I dati dello smartworking in Italia
Lo smartworking attuato in Italia, in ottica di contenimento della pandemia, a partire dal 2020 è leggermente diverso sia dal telelavoro, di cui rappresenta un’evoluzione, sia dello smartworking vero e proprio, che presenta anche orari di lavoro flessibili sulla base del raggiungimento degli obiettivi.
Tuttavia, anche questa forma ibrida, nonostante gli inevitabili contrasti di opinione, ha portato molti benefici ai lavoratori in smart, che dopo l’inizio del Covid sono passati dall’essere circa 150mila a superare i 570mila.
Benefici che non riguardano solo le categorie citate qui sopra, ma anche i pendolari e, a pensarci bene, l’ambiente: meno spostamenti in auto significa anche meno inquinamento. Di questo, forse, ne sentiremo parlare all'interno dei programmi elettorali in vista di settembre.
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