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"Non sono Teri di Baby Reindeer": chi è la psicoterapeuta italiana additata come la vera fidanzata di Richard Gadd

Chi è la psicoterapeuta italiana additata come la vera Teri, fidanzata di Richard Gadd in "Baby Reindeer" 

Dopo il clamore suscitato dalla ricerca della vera Martha, la stalker di Baby Reindeer, internet si è nuovamente scatenato, ma questa volta (e per fortuna) con risultati deludenti. Un'indagine ha tentato di scoprire la vera identità di Teri, la fidanzata transgender del protagonista della serie, l’autore e comico Richard Gadd. Tuttavia, la presunta Teri, una psicoterapeuta italiana, è emersa dalla penombra per smentire le voci e denunciando l'eccessiva ossessione mediatica intorno alla serie e sottolineando come invece di promuovere la riflessione abbia alimentato un gossip che non conosce limite. 

E dopo la caccia alla vera Martha, la stalker di Baby Reindeer, internet ha colpito di nuovo (questa volta, facendo un buco nell’acqua): l’ultima investigazione sulle persone reali nascoste dietro i personaggi della serie, basata sulla storia vera dell’autore ed attore Richard Gadd, si è proposta di scovare la Teri della realtà, la donna transgender con cui il protagonista dello show si frequenta per un breve periodo. Peccato che la psicoterapeuta italiana che è stata additata come tale è uscita allo scoperto, sulla sua stessa piattaforma, pubblicando un acuto articolo in cui non solo smentisce tutto ma parla dell’ampio problema che sta sorgendo a questo prodotto mediatico, che anziché suscitare riflessione, purtroppo, ha scatenato una curiosità morbosa e senza fine. Si tratta di uno dei rischi che governano il web al giorno d'oggi, come illustra il video qui sotto.

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La caccia all'uomo di Baby Reindeer: quando la curiosità si spinge troppo oltre

Baby Reindeer è, senza dubbio, la serie del momento: un prodotto mediatico che affronta con un realismo franco e diretto la realtà complicata di una vittima di stalking. La sua incredibile nuance è dovuta, oltre alla qualità della produzione, al fatto che si tratti di una storia vera, scritta e interpretata da Richard Gadd, l’uomo che ha vissuto sulla sua pelle più o meno tutto ciò che si può vedere sullo schermo. Una rappresentazione così cruda e complessa aveva il proposito di presentare una narrazione di questo trauma spoglia di ogni romanticizzazione mediatica e di aprire dei dibattiti; obiettivo che è riuscito a centrare, solo in parte. Il fenomeno che è sorto attorno a questa serie, infatti, ha un’altra radice: quella della curiosità, quell’impulso che è riuscito a coordinare le forze e le competenze della popolazione digitale fino a portare all'identificazione delle “vere” persone che si celavano dietro gli alter-ego fittizi, nonostante lo stesso autore si fosse rifiutato di rivelarne l’identità per proteggerle dai media. 

Dalla vera Martha alla vera Teri di Baby Reindeer

Dopo il ritrovamento della “vera Martha” - questo è il nome che nella serie è stato scelto per chiamare la stalker del protagonista – con le tristi conseguenze a cui abbiamo potuto assistere, la sete di curiosità non è stata saziata. Ad essere finito nel mirino degli investigatori da tastiera è un altro personaggio che ruota attorno alla vita di Donny Dunn: la terapeuta Teri. 

Nava Mau, l'attrice di Teri in "Baby Reindeer" 

Chi è Teri, la fidanzata di Donny Dunn? 

Chi è questa Teri? Questo personaggio, interpretato dall’attrice Nava Mau, fa la sua prima comparsa al secondo episodio della serie Baby Reindeer. Terapeuta e donna transessuale, Teri è una persona decisa e sicura di sé. Il protagonista, Donny Dunn (interpretato da Richard Gadd) tenta di frequentarla per qualche tempo e farne la sua fidanzata, ma i due devono presto intraprendere strade separate per via dell’ingestibile presenza, nella vita di quest’ultimo, della stalker. Martha, dal canto suo, si dimostra aggressiva nei confronti di Teri, insultandola per il suo accento e denigrandola in quanto straniera a cui viene consigliato di “tornare al suo paese”. 

Che cosa hanno in comune Teri ed Anna?   

Un altro dettaglio che doveva trovare un plausibile accostamento era la questione di genere. Teri, il personaggio della serie, è una donna transessuale; Anna De Simone no. Però sul suo profilo Facebook, la scrittrice, nella dicitura genere, presenta la voce “non binary”. Plausibilmente, però, per queste due informazioni potrebbero apparire abbastanza simili o sovrapponibili agli occhi di qualcuno non informato o confuso sulle identità di genere. “Per il resto, posso capire che vedendo i miei video su tiktok o Instagram, i miei lineamenti marcati del viso, la mia statura (sono alta 173 cm) e la mia ossatura importante, abbiano potuto far credere che fossi una donna transessuale.” 

Dunque, la Dottoressa si trovava a Londra pressappoco nel periodo in cui si sono svolte le vicende della serie; è una psicoterapeuta, come il personaggio; ha un’identità di genere diversa da cis-genere. Sono bastati tre indizi per trarre una conclusione proposta come un’assoluta verità; eppure, del tutto errata (del resto, lo dovremmo sapere, questa è una fallacia logica bella e buona). 

La smentita: "Io non sono Teri"

Anna De Simone, per di più, ha espresso nell’articolo un apprezzamento personale e professionale della serie-colpevole: il modo in cui il prodotto audiovisivo è riuscito a trattare argomenti complessi come la relazione vittima-carnefice, l’influenza del trauma su tutti gli aspetti della vita, la plurivittimizzazione le è parso più che sorprendente: “Dalle mie parole è chiaro: ho amato tutto di Baby Reindeer! La coerenza psicologica è sconvolgente, mentre la guardavo pensavo “è troppo vera per essere solo una serie!”. Purtroppo sui social non si parla di trauma o di plurivittimizzazione, si fa solo tanto gossip.” Continua inoltre esponendo come questo caso sia la perfetta dimostrazione di come sia l’immaginazione a generare la realtà, o la “giusta” visione dei fatti: “Nella mente di migliaia di persone, io sono diventata Teri…. ma ribadisco: non lo sono!” 

Dalla vera Martha, la stalker, alla vera Teri di "Baby Reindeer", la fidanzata di Richard Gadd: stop all'indagine 

Stop alla caccia: quando è il momento di fermarsi

È fondamentale considerare le implicazioni e i pericoli connessi alla ricerca dell'identità di persone reali dietro i personaggi delle serie televisive, come nel caso di Baby Reindeer. Tentare di scoprire l'identità della "vera" persona dietro il personaggio potrebbe, oltre a condurre a piste sbagliate, provocare reazioni di molestie online e harassament, per non parlare di speculazioni dannose anche nei confronti di persone innocenti. La dottoressa Anna De Simone, però, ha espresso una parola compassionevole anche nei confronti di chi l'ha additata online: "Nessuno è esente dal bias di conferma; l’FBI ha preso granchi peggiori cadendo nella stessa dinamica dei fan di Teri e Baby Reindeer." Questo non significa che dobbiamo perpetrare questo comportamento; anzi l'accaduto dovrebbe invece spingerci a riflettere.