Vietato il barbecue in giardino: la multa e le polemiche
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Multa per il barbecue acceso in giardino
A Bologna, la polizia locale ha consegnato una multa salata di 200 euro a un giovane trentenne: la sua colpa? Aver acceso il barbecue nel giardino di casa propria.
In Emilia Romagna, infatti, le regole sulla tutela dell’Ambiente parlano chiaro: il Consiglio Comunale conferma che il “divieto di combustione all’aperto (dai falò ai fuochi d’artificio e al barbecue)”, a prescindere da dove ci si trovi, “scatta nel momento in cui le centraline di Arpae presenti sul territorio rilevano emissioni di Pm10 superiori al limite previsto dalla legge”.
Divieto di grigliare: perché?
Il divieto di grigliare all’aperto nasce dall’esigenza di proteggere l’ambiente e l’aria comune dall’inquinamento derivato dalle combustioni e prevenire il rischio di incendio che la grigliata produce. La direttiva rientra a pieno titolo in quel processo di “transizione green” o che sta interessando non solo l’Italia, ma anche il mondo intero. Un passaggio che, però, si tinge spesso di polemiche, soprattutto per provvedimenti simili a questo in cui a essere limitati non sono le grandi aziende, per esempio, ma i piccoli gesti dei cittadini.
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Le polemiche
Mentre l’assessore PD alla transizione ecologica, Annalisa Boni, conferma l’obiettivo dei democratici di non eliminare il provvedimento, ma anzi, ribadisce “non solo l’opportunità dell’ordinanza, ma anche la sua necessità”, l’opposizione politica è di tutt’altra opinione. Contro questa “misura emergenziale” di divieto di combustione all’aperto “a tutela della salute di tutti i cittadini” si è schierato il capogruppo di FdI, Stefano Cavedagna: “Il Comune ci sta dicendo che nei giorni in cui le Pm10 avranno livelli non soddisfacenti per Arpae continuerà a sanzionare chi accende una griglia per cucinare da mangiare. Una cosa incredibile che non abbiamo capito e che ha suscitato ilarità in tutta Italia”.
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