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Maria Grazia Cucinotta sullo stupro di Palermo: “Queste chiacchiere, come la violenza, hanno ucciso la ragazza”

La campagna social #iononsonocarne dopo i casi di Palermo e Caivano; ad aderire, anche Maria Grazia Cucinotta.
 

Le parole dell’attrice Maria Grazia Cucinotta sulla delicata situazione della vittima dello stupro di Palermo, riportare da Il Fatto Quotidiano, sono di cruciale importanza rispetto a come trattiamo le persone che subiscono queste violenze.

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Maria Grazia Cucinotta sul caso dello stupro di Palermo

“Ora bisogna proteggere la ragazza dello stupro di Palermo. Tutti devono chiederle scusa. I social tacciano. Altrimenti li chiudano. Basta con questa merda delle chiacchiere. Le hanno rovinato la vita. Anzi, l’hanno già uccisa”.
La riflessione nasce, anche, dall’adesione di Maria Grazia Cucinotta alla campagna online #iononsonocarne, lanciata dalla pagina Instagram Fab! e dal giornalista Luca Dini, in riferimento a una delle frasi pronunciate in seguito alla tragedia da uno dei 7 ragazzi coinvolti: “La carne è carne”:

La campagna social #iononsonocarne

Ma qual è l’obiettivo della campagna? “Ci ribelliamo a chi riduce la preda a un pezzo di carne da stuprare e il predatore a un altro pezzo di carne schiavo dei suoi istinti. Donne e uomini non sono carne, #iononsonocarne. Facciamo sentire la nostra voce. Noi non siamo carne”.

I vip che hanno aderito

A essa si sono uniti diversi personaggi pubblici, dalla politica Maria Elena Boschi (“Difficile immaginare qualcosa di più brutale, squallido e vigliacco di una violenza sessuale di gruppo: 7 giovani uomini che si avventano su una ragazza contro la sua volontà. Se lo hanno fatto senza provare rimorso o vergogna, forse, è proprio perché per loro non era una donna, una persona, un'anima. Solo un pezzo di carne”) ad Alessandro Preziosi, da Caterina Balivo a Eva Grimaldi, da Adriana Volpe ad Alessio Boni, e così via.