Margherita Hack: è sua la prima statua dedicata a una scienziata
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A Milano, nel mese di giugno, sorgerà la statua di Margherita Hack, incredibile scienziata di origini toscane. La statua avrà una sua centralità in Largo Richini, di fronte all'ingresso dell'Università degli Studi di Milano, una posizione di passaggio per studenti e lavoratori che non potranno fare a meno di dedicare un pensiero alla Hack in occasione del centesimo anniversario della sua nascita.
L'importanza della statua di Margherita Hack
L'annuncio è avvenuto pochi giorni fa nel corso di una conferenza stampa organizzata da La Fondazione Deloitte in collaborazione con Casa degli Artisti e con il supporto del Comune di Milano, più precisamente dell'Ufficio arte negli spazi pubblici che, affidandosi alla bravissima artista e accademica bolognese, Daniela Olivieri, in arte Sissi, hanno potuto realizzare la statua dell'astrofisica.
L'opera artistica non è volta soltanto a ricordare la memoria della Hack, bensì, anche a valorizzare il ruolo delle donne nella scienza e nella storia italiana. Difatti nel nostro paese, ancora oggi, ci sono troppe poche statue a rammentare l'importanza di alcune delle più famose personalità femminili.
A giugno in arrivo la statua che ritrae Margherita Hack
Solo a settembre dello scorso anno è stata inaugurata la prima statua nella città di Milano dedicata a una donna laica, Cristina di Belgiojoso, scrittrice, giornalista e nobildonna italiana, morta nel 1871.
Dopo qualche mese, è avvenuta la comunicazione da parte del comune di Milano della costruzione della statua di Margherita Hack che sorgerà nei pressi della Statale di Milano.
Margherita è stata una popolarissima ricercatrice fiorentina, nonché la prima donna a ricoprire l'incarico di presidente dell'Osservatorio astrofisico di Milano. Si tratta di una scienziata di fama mondiale a cui Sissi, nome d'arte di Daniela Olivieri, ha voluto dedicare una scultura dal titolo "Sguardo fisico", che rappresenta la scienziata intenta ad osservare le stelle mentre emerge da un vortice corrispondente alla galassia. L'opera dell'artista ha vinto un concorso di idee a cui avevano partecipato in totale altre otto scultrici italiane e internazionali oltre Sissi, infatti figurano Chiara Camoni, Giulia Cenci, Zhanna Kadyrova, Paola Margherita, Marzia Migliora, Liliana Moro e Silvia Vendramel.
Il valore simbolico della statua di Sissi
La giuria era formata da diversi accademici e persone di spicco, inoltre era presieduta dal critico d'arte Vincenzo Trione che ha conferito una menzione speciale all’artista Marzia Migliora per il suo progetto di una piazza totalmente dedicata alla Hack che riproduce una costellazione. La volontà della Fondazione e del Comune di Milano è quella di capire come trasformare il progetto di Migliora in realtà, magari in un quartiere periferico della città.
"Sguardo fisico" sorgerà invece in pieno centro, proprio per poter essere al centro dello sguardo di tutti i passanti che non avranno difficoltà nel notare che l'astrofisica è rappresentata mentre alza le braccia verso l'alto come se i suoi arti superiori corrispondessero ad un telescopio: "un gesto emblematico e un vero e proprio invito alla scoperta e all’immaginazione, che dichiara quella determinazione e tenacia che le permisero di affrontare la sfida con il mondo scientifico, al tempo dominato da figure maschili", racconta l'artista scultrice dell'opera.
Ecco chi sono (alcune) delle donne più potenti del 2021
Ogni anno la rivista statunitense Forbes decreta le 100 donne più potenti dell'anno. Scorrendo la gallery troverete alcune delle donne che hanno fatto la differenza nel 2021, risultando essere le più influenti al mondo.
Secondo la rivista di economia, nulla esprime le dinamiche della lista meglio del cambiamento avvenuto in cima. Difatti, solo per la terza volta in 18 anni dall'istituzione di questa classifica, la cancelliera tedesca Angela Merkel non è la prima in classifica. Questo probabilmente dipende dalla recente interruzione della carriera politica da parte della cancelliera.
A succederle troviamo la filantropa MacKenzie Scott, ex moglie di Jeffrey Bezos il magnate di Amazon, da cui si è separata nel 2019 e da cui ha ricevuto il 25% della quota del colosso di e-commerce.È la terza donna più ricca al mondo, ma è non è la sua ricchezza illimitata a renderla la donna più potente del 2021, bensì la sua determinazione a donare ciò che possiede in un modo significativo e rivoluzionario che la pone al di sopra della concorrenza.
Tutte queste donne rappresentano la tesi trainante alla base della compilazione della lista: non basta avere soldi, o una posizione di potere. Una persona deve fare qualcosa con la propria fortuna, far sentire la propria voce e cambiare, in meglio, le sorti del mondo.
Nella lista compilata da Forbes, quest'anno compaiono personaggi influenti dal punto di vista scientifico, per la creazione o produzione di vaccini, o donne che si sono battute per la parità, combattendo discriminazioni di genere e razziali.
MacKenzie, nel 2020, ha effettuato 5,8 miliardi di donazioni a circa 500 organizzazioni non profit e durante quest'anno sono stati 2,74 miliardi di dollari ad essere stati donati a 286 gruppi.
Scorri la gallery per scoprire alcune delle altre donne che secondo Forbes sono degne di rientrare nella lista delle 100 donne più potenti del 2021.
Il gender gap delle opere monumentali
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Nel nostro paese sono solo 148 o poco più le statue pubbliche dedicate alle donne e in pochissime città italiane. A Milano ce ne sono un paio, a Torino nessuna, a Roma qualcuna in più ma non tante quante se ne meriterebbe la Capitale. L'esempio più tangibile di come le statue di filosofi artisti, scrittori, condottieri (etc.) siano tutte raffigurazioni maschili, è proprio quello dell'ultima città menzionata, Roma, dove sul Pincio, luogo cult della città, le uniche tre statue femminili sono quelle di Grazia Deledda, Santa Caterina da Siena e Vittoria Colonna, contro i 226 uomini raffigurati.
Altro gender gap storico riguarda la toponomastica, difatti vi sarà sicuramente capitato di notare come quasi tutte le vie portino il nome di un uomo e che solo 8-9 su 100 siano invece alla memoria di donne.
Inoltre quando le donne sono raffigurate (raramente) si tratta sempre di una figura femminile stereotipata: molte statue hanno atteggiamenti sensuali o sono connotate da dettagli che vanno a sminuire il soggetto ritratto.
Dunque la speranza è che con la statua di Margherita Hack vi possa essere un'inversione di tendenza che porterà all’erigere di più sculture e altri omaggi volti a ricordare le grandi donne che hanno cambiato, migliorandole, le sorti del mondo e non soltanto nelle vesti di santi e martiri.
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