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Chi è Lewis Capaldi? Il cantante che rischia di dover lasciare la musica per la sindrome di Tourette

Il cantante Lewis Capaldi ha annunciato, a settembre 2022 di soffrire della sindrome di Tourette; oggi, in un’intervista, ha dichiarato che la stessa malattia potrebbe, in un futuro non lontano, allontanarlo definitivamente dal palcoscenico.

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Chi è Lewis Capaldi

Lewis Capaldi, anno 1996, è uno dei musicisti e cantautori più apprezzati, attualmente, del suo genere. Di origini italiane ma dall’irriproducibile accento scozzese, il cantante è diventato noto al grande pubblico da giovanissimo quando, nel 2017, ha pubblicato il singolo Bruises: con il brano, Capaldi è diventato l’artista più veloce ad aver raggiunto 25 milioni di ascolti su Spotify. Da allora, la carriera del cantante è stata un’ascesa di popolarità tra singoli indimenticabili (come Someone You Loved), comparsate televisive e gag online con altri personaggi famosi e amici dello star system musicale, come Ed Sheeran e Niall Horan, per esempio. Negli ultimi mesi, grazie alle affilate tecniche di marketing in stile Gen Z lanciate su TikTok per promuovere il singolo Pointless, Lewis Capaldi è diventato anche un’icona di comicità del social. L’autore, però, si prende anche sul serio: in un’intervista per il New York Times ha raccontato le difficoltà di avere la sindrome di Tourette.

Come gestire i tic della Tourette sul palcoscenico

Chi soffre di sindrome di Tourette viene investito da una serie di tic fisici e/o verbali e spasmi durante il corso della giornata, con una frequenza estremamente varia da individuo a individuo. Il problema principale di Lewis Capaldi è che, da un po’ di tempo a questa parte, i tic gli sovvengono quasi esclusivamente mentre si occupa di musica, la sua più grande passione. “Mi succede solo quando faccio musica, altrimenti riesco a stare bene anche per dei mesi, è una strana situazione”, ha spiegato. “Per adesso ne vale la pena, ma se arriverà un punto in cui questi sintomi mi provocheranno dei danni irreparabili, smetterò”. Dice di sé stesso di essere “fott*to”, poiché “sto meglio quando suono la chitarra, ma odio suonarla. Sono una contraddizione vivente. Non mi aspettavo che la mia vita potesse essere così triste”.

Popolarità e salute mentale: la sindrome dell’impostore

Nell’intervista, Lewis Capaldi racconta anche della complessa gestione del rapporto con i fan, il proprio lavoro e le aspettative altrui. “Essere famoso è facile. Vai in giro e la gente ti saluta. Cosa c’è di difficile in questo?”. Il suo vero problema, in merito, è rappresentato dalla sindrome dell’impostore, ossia quella sensazione per cui, una volta recepiti da altre persone talento, guadagni, qualità o traguardi, essi diventano insostenibili perché smettiamo di credere nelle nostre competenze e in quello che abbiamo raggiunto, autoconvincendoci di star truffando il mondo. “La pressione del lavoro è il problema. I giganteschi tour di location enormi. Le aspettative su i me. Quello è sicuramente fonte di ansia per chiunque, per non parlare di un enorme ipocondriaco come me”.

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Il rischio di dover abbandonare la musica

“Odio le iperboli”, ha infine dichiarato all’interno dell’intervista Lewis Capaldi, “ma c’è davvero la possibilità che io debba abbandonare la musica in futuro”. La salute mentale, l’idea di non meritare i successi ottenuti, il dover affrontare la sindrome di Tourette con i suoi tic sul palco e molto altro: di tutto questo si parla nel documentario How I’m Feeling Now, in uscita su Netflix il 5 aprile.