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La legge delega sull’inclusione sociale: cos’è la riforma disabilità?

La legge delega sull’inclusione sociale: cos’è la riforma disabilità?
In occasione del primo maggio è stato approvato il primo dei decreti attuativi riguardanti la disabilità; in particolare, questo si occupa di normare l’accessibilità della pubblica amministrazione per i suoi dipendenti, favorendo l’assunzione e quindi l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità.

La legge sull’inclusività lavorativa 

Il decreto attuativo della legge delega sulla disabilità ha come obiettivo quello di riqualificare i servizi pubblici, all’insegna dell’inclusione e dell’accessibilità: lo fa affrontando, anche, il tema dell’inclusione lavorativa rispetto alle persone con disabilità che coprono posizioni lavorative all’interno del pubblico impiego, permettendo loro di godere in piena autonomia di tutti gli spazi e di tutte le strumentazioni che il posto di lavoro deve garantire, in egual misura, a ogni soggetto dipendente. Si punta, inoltre, a garantire un’accessibilità universale ai sevizi delle Pubbliche amministrazioni: il pensiero va soprattutto ai cittadini over 65, la cui accessibilità sia fisica che digitale è stata spesso limitata. 

Legge delega sull’inclusione sociale 

Parla la ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli: “Si tratta di un segnale importante che ho voluto fosse dato oggi (il giorno dedicato alla festa del lavoro, ndr) per ricordare che il diritto al lavoro è per tutti. Per poter irrobustire le nostre comunità e il nostro Paese dobbiamo cambiare prospettiva, iniziando a vedere in ogni persona talenti e competenze sulle quali è possibile investire, sia nel settore pubblico che nel mondo privato. Il percorso è iniziato già da tempo, a partire dalla Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità ma la strada da fare è ancora tanta”. 
 

Le prime norme introdotte 

 

Quali sono i punti principali? 

  • “contributo per quelle imprese sociali che predispongono apposite figure professionali che accompagnano la persona con disabilità durante il percorso di inserimento lavorativo e che si impegnano nel patto di servizio personalizzato. Il contributo sarà compatibile anche con il rimborso parziale delle spese per il “disability manager” che già viene riconosciuto ai datori di lavoro”, ha spiegato Locatelli. 

  • “un contributo in favore degli enti del Terzo settore e delle onlus per ogni persona con disabilità, tra i 18 e i 35 anni, assunta a tempo indeterminato tra il 1° agosto 2022 ed il 31 dicembre 2023”. Questo verrà promosso tramite un fondo ad hoc appena istituito, del valore di 7 milioni di euro per il 2023.