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L’impegno di Coop per l’inclusione e la parità di genere: al centro l’educazione alle relazioni

L’impegno di Coop per l’inclusione e la parità di genere: al centro l’educazione alle relazioni  

"Close the Gap", la campagna di Coop dedicata all’inclusione e alla parità di genere, giunge al suo quinto anno. Un impegno che mantiene anche nell'edizione 2025, il cui focus è la necessità di rendere l’educazione alle relazioni una materia obbligatoria nelle scuole italiane.

 

 
Anche nel 2025, Coop rinnova il suo impegno con Close the Gap, la campagna dedicata all’inclusione e alla parità di genere, che raggiunge così il traguardo del quinto anno. Il focus di questa edizione è la necessità di rendere l’educazione alle relazioni una materia obbligatoria nelle scuole italiane, come già accade in molti Paesi europei. 

Educazione sessuo-affettiva: perché in Italia manca?

le iniziative (concrete) di Coop a sostegno della parità

L’educazion mirata su questi temi può rappresentare un elemento chiave nella prevenzione di fenomeni come l’odio, l’emarginazione e la violenza di genere. Coop intende quindi avviare una vasta campagna di sensibilizzazione, sfruttando la propria rete di punti vendita, i suoi prodotti e collaborando con associazioni che operano attivamente in questo ambito. L’impegno di Coop per l’inclusione prosegue anche all’interno dell’organizzazione: prima tra le insegne della grande distribuzione italiana a ottenere, nel febbraio dello scorso anno, la certificazione per la Parità di Genere Uni PdR 125, prevista dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, grazie alla collaborazione con le direzioni del personale Coop sta anche avviando programmi di inserimento lavorativo dedicati alle donne vittime di violenza. 

La campagna Dire, fare, amare si basa sull’idea che l’educazione alle relazioni sia uno strumento fondamentale per aiutare le persone a comprendere se stesse, i propri desideri e il modo migliore di interagire con gli altri, siano essi amici, familiari o partner. Si tratta di un approccio formativo completo che tocca sia la sfera affettiva che quella della sessualità.  

"La scuola degli affetti": alcuni numeri

Per rafforzare questa consapevolezza, Coop ha promosso l’indagine La scuola degli affetti. Indagine sull’educazione alle relazioni, survey condotta dal proprio ufficio studi in collaborazione con Nomisma su un campione rappresentativo di 2.000 italiani tra i 18 e i 64 anni. A guidare il lavoro è stato un comitato scientifico composto da esperti come Linda Laura Sabbadini, Elisabetta Camussi ed Enrico Galiano. 

Valentina Quaglietti, Head of Customer Observatories Nomisma, mostra quanto i risultati parlino chiaro: il 70% degli intervistati è favorevole all’introduzione dell’educazione alle relazioni come materia scolastica obbligatoria, e il 90% ritiene che l’insegnamento in aula possa contribuire a ridurre fenomeni di odio, esclusione e violenza di genere. Inoltre, il 50% dei genitori pensa che questa formazione debba iniziare già dalle scuole elementari. Inoltre, mentre 4 italiani su 10 si dichiarano soddisfatti della propria preparazione relazionale, 3 su 10 esprimono un parere opposto. La madre è riconosciuta come figura di riferimento principale nelle relazioni familiari e di coppia (rispettivamente dal 68% e dal 78% degli intervistati), mentre il padre è superato dal ruolo del partner e degli amici. 

Per quanto riguarda il rapporto genitori-figli, sebbene il dialogo sia generalmente positivo, alcuni argomenti restano tabù. Il 44% dei genitori discute frequentemente con i figli di relazioni con amici e familiari, ma solo il 21% affronta il tema delle relazioni di coppia e appena il 19% parla di sessualità. Le principali difficoltà nel dialogo sono il timore di generare ansia nei figli (56%), l’imbarazzo del genitore (51%) e la chiusura dei figli stessi (46%). I papà con figli adolescenti maschi risultano i meno propensi ad affrontare questi argomenti. 

"C’è molto da lavorare – dichiara Linda Laura Sabbadini – ma questi risultati ci danno il senso che un po’ di crescita di consapevolezza c’è stata". 

L’indagine ha anche esplorato quali figure dovrebbero essere coinvolte nell’educazione alle relazioni: oltre a genitori e familiari, il campione riconosce un ruolo centrale agli insegnanti e agli psicologi. Il 68% degli intervistati ritiene che la formazione dovrebbe includere esperti esterni come psicologi e pedagogisti, il 62% chiede spazi di ascolto specializzati e il 51% sostiene la necessità di una formazione specifica per i docenti. Tra chi si oppone all’idea di rendere questa materia obbligatoria, il principale timore (49%) è che venga trattata in modo superficiale. Tuttavia, la maggior parte dei genitori (90%) è favorevole a programmi scolastici che affrontino sia le dinamiche relazionali che l’educazione sessuale, compresi temi come anatomia del corpo, malattie sessualmente trasmissibili, contraccezione e consenso. 

"La fotografia restituita dalla nostra survey – dichiara Maura Latini, presidente di Coop Italia –  dimostra una maturità sul tema da parte del campione analizzato non così scontata. Non siamo i soli a sostenere questa necessità, ma proprio perché Coop è un movimento popolare fatto di persone, presente in modo capillare nei territori vogliamo mettere a disposizione questa nostra ricchezza a sostegno della causa. L’occasione di oggi è l’avvio di una campagna 'Dire, fare, amare', che ci accompagnerà nel corso dei prossimi mesi condividendo questi obiettivi con la nostra base sociale e con altre realtà del mondo associativo che credono nella forza del cambiamento".