Non solo finzione: “Io Capitano” racconta il coraggio di chi affronta l’inferno per un sogno chiamato Europa
Stasera andrà in onda il film “Io Capitano” di Matteo Garrone, pellicola candidata agli Oscar che si ispira a una storia vesa con testimonianze di migranti africani.
Si è parlato molto del film Io Capitano di Matteo Garrone e stasera alle 21:30 su Rai 1 si avrà l’opportunità di guardare questo film candidato all’Oscar. La storia ci porterà in un viaggio drammatico e allo stesso tempo avventuroso, quello di due giovani senegalesi che cercano il sogno dell’Europa. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questo film.
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Io Capitano, il capolavoro italiano candidato all’Oscar in prima visione su Rai 1
Io Capitano, il film diretto da Matteo Garrone e candidato agli Oscar 2024 come Miglior Film Internazionale, ha commosso e scosso pubblico e critica con il racconto di un viaggio epico, crudele e necessario. Quello di Seydou e Moussa, due adolescenti senegalesi, non è solo un percorso geografico dall’Africa all’Europa: è il simbolo di migliaia di storie vere. Ma Io Capitano è tratto da una storia vera? La risposta è sì, e le fonti di ispirazione sono molteplici, forti e profondamente umane.
Di cosa parla l’Odissea moderna di Io Capitano?
Il film Io Capitano che ha conquistato, nella scorsa edizione della Mosta internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il Leone d’argento è in arrivo su Rai 1. Infatti, stasera si avrà l’opportunità di seguire la storia dei due giovani senegalesi che cercano di raggiungere l’Europa con le proprie forze e incontrando sulla propria strada difficoltà di ogni genere. La trama segue Seydou e Moussa, due ragazzi di Dakar che decidono di partire alla volta dell’Europa, inseguendo un sogno che si chiama “futuro”. Il loro viaggio attraversa il Mali, il deserto del Niger e la Libia, dove vengono arrestati e separati in centri di detenzione. Seydou riesce a fuggire, lavorando duramente come muratore. Dopo essere stato rilasciato, si riunisce con Moussa e affronta la traversata nel Mediterraneo. Sarà proprio Seydou, inesperto ma determinato, a dover guidare la barca carica di migranti fino in Sicilia.Io Capitano è ispirato a una storia vera?
Il viaggio che viene raccontato in Io Capitano in realtà si basa proprio sulle testimonianze di giovani africani, che hanno compiuto lo stesso viaggio dei protagonisti, soprattutto Ibrahima Lo, attivista e scrittore senegalese arrivato in Italia da minore non accompagnato. Il regista Matteo Garrone ha deciso di collaborare proprio con le persone che hanno provato sulla propria pelle questa esperienza, così da poter costruire un racconto basato il più possibile su una storia fedele a quella reale.
Chi è Ibrahima Lo: la vera storia che ha ispirato Io Capitano
Ibrahima è il giovane che ha ispirato Matteo Garrone nella realizzazione di questa pellicola. Si tratta di un giovane senegalese attivista che ha pubblicato il suo primo libro Pane e acqua – Dal Senegal all’Italia passando per la Libia. Ibrahima riguardo al suo paese ha riferito queste parole: “un Paese che quando sono partito io aveva “solo” il problema della povertà, mentre ora è diventato un regime dittatoriale, dove chi esprime dissenso viene arrestato e torturato o persino ucciso se osa manifestare in piazza”.
Il giovane ha raccontato che all’età di 10 anni ha perso la mamma per via di un incidente stradale e, dopo, si è trasferito dalla zia. All’epoca studiava e gli piaceva, ma quando all’età di 14 anni ha perso anche il padre per via del diabete, è caduto in depressione. Così, smette di studiare e lavorare, iniziando anche a perdere peso in maniera vistosa. Il suo amico più grande di 3 anni, Mouhamed, inizia a spronarlo per partire in Europa; in realtà, però, nessuno sa davvero che cosa significa fare quel viaggio e le condizioni in cui si vive. Nel 2016, dopo aver raccontato una bugia alla zia riguardo a dove trascorrerà il Capodanno, decide di salire a bordo di un autobus con lo zaino contenente una piccola somma di denaro per dirigersi in Italia.
Parte dal Senegal nel 2017, a 17 anni, dopo aver perso entrambi i genitori. Il suo viaggio lo ha portato attraverso il Niger, la Libia e infine il Mediterraneo, fino a Bari. Ibrahima ha raccontato che durante i diversi posti di controllo i soldati sottraggono il denaro. L’autista ha provato a farlo passare per il suo aiutate. Ibrahima ha raccontato poi di aver proseguito il suo viaggio a bordo di moto e camion e la traversata del Sahara è stata peggiore di tutto quello vissuto sino a quel momento. Tutti i migranti dovevano fare la pipì in una bottiglietta per evitare di morire di sete, poiché quella era l’unica fonte per idratarsi. A 6 mesi dalla sua partenza raggiunge il gommone per la trasferta di 2 ore e mezza in mare molto mosso. Ibrahima, che non sa nuotare, ha raccontato che il primo tentativo è andato a vuoto poiché imbarcavano acqua, mentre al secondo tentativo sono stati intercettati da un elicottero e salvati da una nave ONG.
All’arrivo, ottiene il permesso di soggiorno grazie alla legge Zampa, ma allo scoccare del diciottesimo compleanno viene considerato un adulto: perde tutele, sostegno, protezione.
Senza conoscere la lingua e con poche risorse, si adatta a ogni tipo di lavoro per sopravvivere, spesso in condizioni precarie. Ma non abbandona il sogno di studiare: frequenta le scuole serali, impara l’italiano e, nel 2021, pubblica il libro Pane e acqua (Villaggio Maori Edizioni), in cui racconta la sua esperienza di migrazione. Oggi è una voce importante nei dibattiti sui diritti dei migranti e sulla condizione dei minori stranieri in Italia ed è impegnato con impegni di volontariato, incontri con le scuole ed eventi organizzati sul web per sensibilizzare sulla tematica.
Le altre storie vere dietro il film
La forza di Io Capitano sta nella coralità delle voci che lo hanno ispirato. I migranti che hanno condiviso questa drammatica avventura, raccontandola alla troupe, sono Kouassi Pli Adama Mamadou, Arnaud Zohin, Amara Fofana, Brhane Tareke e Siaka Doumbia.
Matteo Garrone: “Volevo ribaltare lo sguardo, raccontare il punto di vista di chi parte”
Matteo Garrone ha spiegato che l’urgenza di Io Capitano nasce dal desiderio di ribaltare la prospettiva: "Raccontare l’epopea di chi parte, il punto di vista di chi affronta questo viaggio, spesso ridotto a un numero". Il film è girato in lingua wolof, con attori non professionisti, per rispettare le radici culturali dei protagonisti.
Il cast completo di Io Capitano
Diamo uno sguardo da vicino al cast completo di Io Capitano di Matteo Garrone. I protagonisti di questo film sono Seydou e Moussa, interpretati rispettivamente dagli attori Seydou Sarr e Moustapha Fall. Questi due giovani sono cugini e si trovano a condividere il medesimo sogno: raggiungere un nuovo mondo e poter avere una vita migliore. Nel corso del viaggio si possono vedere tanti altri attori non protagonisti del film. Qui di seguito ecco come si completa il cast di Io Capitano:- Issaka Sawagodo(l’uomo che aiuta Seydou, Martin)
- Hichem Yacoubi (il trafficante Ahmed)
- Doodu Sagna (il falso profeta Charlatan
- Khady Sy (madre di Seydou)
- Venus Gueye (sorellina di Seydou).