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Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Infradito, sentieri vietati e selfie in quota: l’estate dei soccorsi in montagna si paga cara (ma c'è un modo per evitare spese)

Soccorso alpino: quanto costa davvero e quando si paga? Il finale (salato) delle escursioni imprudenti e come evitare di pagare
Soccorso alpino: quanto costa davvero e quando si paga? Il finale (salato) delle escursioni imprudenti e come evitare di pagare  (getty images)
Sempre più turisti in alta quota, e sempre più soccorsi. E se la colpa è vostra perché siete stati imprudenti, il conto è pure salato. Vi spieghiamo come evitare di pagare il soccorso alpino (e quanto vi costa se sbagliate tutto).
di Maya Artusi Moro

Dall’Alto Adige all’Abruzzo, l’estate 2025 è affollata di turisti in quota… e di interventi del Soccorso Alpino. Ma attenzione: se lo chiamate per imprudenza o leggerezza, il conto arriva. Ed è pure salato. Guardate qui sotto quanto si paga regione per regione. Ma soprattutto come evitare spese salate a causa di imprudenze in montagna.

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Estate 2025 in montagna: con un numero crescente di escursionisti, record di soccorsi

È un’estate da record sulle Alpi italiane. Non solo per il caldo, ma per il numero crescente di escursionisti e turisti che affollano i sentieri più famosi — dal Seceda in Val Gardena alle Tre Cime di Lavaredo, passando per Campo Imperatore e le valli del Monte Bianco.

Sui social si moltiplicano i video virali di code infinite per giungere in alta quota, ma dietro l’apparenza da vacanza perfetta si cela un altro dato: nel 2024, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha effettuato oltre 12.000 interventi, spesso per errori banali, abbigliamento inadatto o percorsi scelti con troppa leggerezza. In cifre: dagli 362 interventi del 1970 a oltre 12 000 nel 2024, l'incremento degli ultimi 50 anni è di più di 3 200 %.

E qui viene il punto: chiamare il soccorso si può. Ma a volte, si paga.

Quando il Soccorso Alpino si paga (e quando no)

Le regole variano da Regione a Regione, ma il principio è chiaro: se siete feriti o malati, il soccorso è gratuito.
Se lo chiamate per imprudenza o senza reale emergenza, pagate voi.

A stabilirlo è il DPR 27 marzo 1992, secondo cui i costi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale solo in caso di ricovero o emergenza effettiva. Il resto — soprattutto nei territori alpini — è spesso a pagamento parziale o totale.

A influire sono anche elementi come:

  • Mancanza di attrezzatura tecnica adeguata

  • Percorsi non autorizzati o superiori al proprio livello

  • Partenze fuori orario o in condizioni meteo avverse

  • Utilizzo improprio del 118.

I numeri del Soccorso Alpino: quanto costa davvero?

Ecco una panoramica dei costi nelle principali Regioni montane italiane, in caso di chiamata immotivata, mancato ricovero o comportamento imprudente:

Valle d’Aosta

  • Intervento immotivato: 225 €

  • Elisoccorso: 120 €/minuto

  • Se ricoverati: nessun costo

Piemonte

  • Costo fisso di chiamata: 120 €

  • Elisoccorso: 120 €/minuto

  • Squadra via terra: 50 €/ora dopo la prima

  • Anche in caso di ricovero, si può pagare per imprudenza

Lombardia

  • Elisoccorso: 1.500 €/ora

  • Via terra: 95 €/ora

  • Residenti: -30%

  • Comportamento imprudente: +30%

Trentino

  • Elisoccorso senza ricovero: 750 €

  • Allarme immotivato: 98-140 €/minuto

  • Ticket in caso di ricovero: 36,15 €

Alto Adige

  • Ticket con emergenza sanitaria: 100 €

  • Senza emergenza: fino a 1.000 €

Veneto

  • Squadra di terra: 200 € + 50 €/ora (max 1.500 €)

  • Elisoccorso: 90 €/minuto (max 7.500 €)

  • Ticket standard: 25 €/minuto (max 500 €)

  • Anche attività ad alto rischio (MTB, alpinismo, parapendio) possono essere soggette a costi

Abruzzo

  • Intervento senza carattere sanitario: pagamento condiviso

  • Aggravio in caso di comportamento imprudente

  • Ancora in fase di applicazione concreta

I comportamenti da evitare durante il trekking in montagna (se non volete il conto a casa)

Il Soccorso Alpino non è un taxi, e neppure un pronto selfie di montagna. Per evitare di dover pagare (o peggio, mettere in pericolo se stessi e gli altri), basta un po’ di buonsenso. Ecco cosa fare (o meglio, non fare):

  • Mai partire in infradito o con scarpe cittadine, ma sempre con abbigliamento tecnico

  • Non improvvisate escursioni di 6 ore partendo alle 16

  • Evitate i fuori-sentiero: sono spesso vietati e pericolosi

  • Controllate sempre le previsioni meteo

  • Portate acqua, cibo, giacca impermeabile e mappa offline

  • Non andate mai da soli in zone impervie

  • Dotatevi di GPS o app come GeoResQ (gratuita per i soci CAI)

Come tutelarsi: l’unico modo per salire tranquilli è... scendere preparati

Se volete godervi la montagna senza sorprese (e senza multe), valutate anche di:

  • Iscrivervi al CAI (molte coperture assicurative sono comprese)

  • Usare guide alpine o accompagnatori abilitati

  • Scaricare l’app GeoResQ per comunicare posizione e inviare SOS

  • Fare attenzione alle indicazioni sui sentieri e non sottovalutare nulla, mai.

    Il soccorso alpino si paga? Sì, se siete imprudenti (ecco come evitare spese salate)
    Il soccorso alpino si paga? Sì, se siete imprudenti (ecco come evitare spese salate)  (getty images)

Detto ciò, mai esitare a chiedere aiuto se siete davvero in pericolo

Se da un lato è importante evitare imprudenze ed escursioni fuori portata, dall’altro non bisogna mai avere paura di chiedere aiuto quando ce n’è reale bisogno. Il Soccorso Alpino non è un deterrente, ma una rete di professionisti addestrati per intervenire in contesti complessi e potenzialmente fatali. Se vi trovate in difficoltà per un malore, un infortunio o condizioni meteorologiche avverse, chiamare subito il 118 o usare l’app GeoResQ può fare la differenza tra un brutto spavento e un esito ben più grave. Nessuno vi presenterà un conto se il vostro intervento sarà motivato da reali esigenze sanitarie o di sicurezza. La prudenza è fondamentale, ma lo è anche la consapevolezza che la montagna va rispettata, non temuta.

La montagna è libera, ma non è gratis

Non c’è nulla di più bello che camminare con lo zaino sulle spalle in mezzo ai prati alpini, al fresco, lontani dal traffico. Ma ricordate: la libertà non significa leggerezza. Per ogni elicottero che vola, c’è una squadra di professionisti, medici, guide, tecnici, volontari. E se lo fate decollare solo per mancanza di preparazione, non è giusto che lo paghi lo Stato. Finirebbe per pagarvelo direttamente il vostro portafoglio.