Il nuovo calendario per l’accensione del riscaldamento, tra posticipi e deroghe
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Cambiano in tutta Italia le regole per l’accensione dei riscaldamenti: il Paese rispetta una suddivisione in fasce e alcune strutture sono esonerate. L’obiettivo è quello di fronteggiare l’emergenza energetica e ridurre quanto più possibile il costo da affrontare per ogni famiglia dovuto ai rincari. Le temperature record di questo autunno hanno permesso ad alcuni sindaci di posticipare ulteriormente l’accensione: scopriamo le nuove regole e il calendario per l’accensione dei riscaldamenti in Italia.
Le nuove regole sul riscaldamento
Il decreto dell’ex ministro della Transizione ecologica Cingolani stabilisce il periodo di funzionamento dei riscaldamenti per l’inverno 2022/2023. La data di accensione è stata posticipata di 8 giorni, mentre quella di spegnimento è stata anticipata di 7, con un totale complessivo di 15 giorni in meno di riscaldamento. Anche un’ora di riscaldamento in meno al giorno, e la temperatura massima nelle abitazioni in cui sono presenti i termosifoni dovrebbe essere abbassata di 1 grado.
Esoneri e deroghe
La stretta sui consumi non coinvolge le utenze sensibili, ovvero strutture come ospedali, RSA, cliniche o case di cura, strutture protette per l'assistenza e il recupero dei tossico-dipendenti, sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali (solo se non ubicate in stabili condominiali), scuole materne e asili nido, piscine, saune ed edifici alimentati a energia solare.
Sono previste delle deroghe in caso di situazioni climatiche molto avverse: in questo caso le autorità comunali potranno autorizzare l’accensione al di fuori dei limiti previsti.
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L’Italia divisa in fasce
Il decreto del Presidente della Repubblica n.412 dell’agosto 1993 suddivide l’Italia in fasce dalla A alla F: più il clima è caldo, più tardi verrà acceso il riscaldamento:
- Zona A: aree calde del Sud Italia e isole come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle
- Zona B: grandi città, tra cui Palermo, Messina, Catania, Agrigento, Trapani, Reggio Calabria
- Zona C: area adriatica Nord e province come Napoli, Imperia, Bari e Cagliari
- Zona D: molte province, tra cui Roma, Firenze, Foggia, Ancona e Oristano
- Zona E: molte province, tra cui Milano, Torino, Bologna, Venezia e L’Aquila
- Zona F: arco alpino, con città come Belluno, Trento e Cuneo
Quando e quanto può accendere il riscaldamento ogni fascia?
Considerata la divisione in fasce, vediamo quando le diverse zone d’Italia potranno accendere i termosifoni:
- Zona A: dall’8 dicembre al 7 marzo, per un tempo massimo di 5 ore ogni giorno
- Zona B: dall’8 dicembre al 23 marzo, per un massimo di 7 ore ogni giorno
- Zona C: dal 22 novembre al 23 marzo, per un massimo di 9 ore ogni giorno
- Zona D: dall’8 novembre al 7 aprile, per un massimo di 11 ore ogni giorno
- Zona E: dal 22 ottobre al 7 aprile, per un massimo di 13 ore ogni giorno
- Zona F: non sono previste limitazioni
Le ordinanze dei sindaci
A causa delle elevate temperature, i sindaci di alcune città hanno disposto delle ordinanze volte a posticipare ulteriormente l’accensione dei riscaldamenti.
A Milano il sindaco Sala ha firmato per tardare l’accensione alla data del 29 ottobre; allo stesso modo hanno fatto Bergamo e Cremona. Anche a Torino il sindaco posticipa dal 22 al 29 ottobre. Varese aspetta la fine del mese: il riscaldamento potrà accendersi dal 31 ottobre.
A Bologna l'amministrazione ha predisposto il rinvio al 2 novembre, e lo stesso hanno fatto Imola e tutto l'hinterland bolognese. Anche il sindaco di Verona ha firmato l'ordinanza per il rinvio al 2 novembre, mentre Pordenone, città della fascia E, accenderà i riscaldamenti a partire da venerdì 28 ottobre.
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