Cari genitori non vi fate fregare: il matrimonio a pagamento dei "Me contro Te" è triste marketing senza scrupoli
Bambine e bambini meritano eroi migliori.
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Chiunque abbia figli piccoli conosce il duo dei "Me contro Te" formato da Luigi Calagna e Sofia Scalia, due giovani youtuber palermitani che dal 2014 producono contenuti coloratissimi, iper-semplificati e sempre positivi rivolti esclusivamente a bambine e bambini.
La loro formula è semplice e per questo super efficace: giochi, sfide, gag infantili, grida (sul serio, troppe grida) e personaggi caricaturali. Bambini dai 3 agli 8 anni - e genitori a traino - sono bombardati quotidianamente da video sulle piattaforme e film che spaccano ai botteghini, merchandising, libri, serie TV, eventi live. E tra gli eventi live ci sarà anche il matrimonio del duo, una coppia, ma si sapeva già, trasformato in show a pagamento.
Il matrimonio-spettacolo è una trovata che non ci convince fino alla fine
Luigi e Sofia hanno annunciato che si sposeranno all'arena di Milano (a settembre 2025) e che non sarà una cerimonia privata, anzi. "Siete tutti invitati", scrivono sui loro seguitissimi canali social. Perché sarà un evento pubblico però, ecco, senza invitati: è a pagamento, con tanto di biglietti venduti per accedere al grande giorno di Luì e Sofì. Inutile girarci attorno: si tratta di una mossa di marketing sconcertante, confezionata come un dono per i fan, ma in realtà è un'operazione commerciale che monetizza l'immaginario emotivo dei bambini. La strategia, lo ammettiamo, è astuta oltre che cinica.
Chi può dire no a un bambino, a una bambina, che implora di andare al matrimonio di Me contro Te? sarebbe un genitore terribile. Un bambino, una bambina, che non comprende il valore dei soldi, ma che ha visto questi volti in migliaia di video e li considera amici, eroi quasi, e chiederà a chiunque di poterci andare. Ma i prezzi di questo "invito" vanno dai 48 euro ai 250 euro con il meet and greet (letteralmente "incontrare e salutare" il duo) ma si può aggiungere il vip pack con ulteriori 200 euro che comprende merchandising esclusivo e personale dedicato. L'arena può contenere 16mila persone. Per dire: i biglietti sono disponibili sui siti di prevendita di concerti e spettacoli. Già questo dovrebbe far inorridire qualsiasi fan ma andiamo avanti.
Nemmeno i ferragnez erano arrivati a tanto
"Dopo tanti anni insieme, abbiamo finalmente scelto la nostra data: il 5 settembre! Sentivamo il bisogno di condividere questo momento con tutte le persone che ci hanno accompagnato in questo viaggio. E alla fine lo abbiamo capito: sposarci su un palco, con la nostra musica e davanti a voi, è la cosa più bella che potessimo immaginare". Tutto bellissimo, se accolto dall'ingenuità di un infante.
E infatti tocca ai genitori, ai nonni, agli zii e alle zie, stremati ed emotivamente ricattati sborsare decine o centinaia di euro per partecipare a uno spettacolo che in tempi normali sarebbe costato 30 euro (tanto costava nel 2024 vedere i Me contro Te a teatro).
Ecco insomma una macchina milionaria che gioca perfidamente sulla tensione bambino-genitore per continuare ad arricchirsi. Non dimentichiamoci chi sono e quanto guadagnano già i Me contro Te. Il loro impero mediatico ha generato milioni di euro: Secondo dati pubblici, nel 2022 la loro società ha registrato ricavi superiori ai 9 milioni di euro annui.
I loro film (ben 5, tutti campioni di incassi) hanno incassato oltre 30 milioni di euro in totale. Hanno firmato contratti con Warner Bros, Mondadori, Clementoni per tirare fuori gadget che spaziano da zaini a dentifrici, passando per cuscini, diari, album da colorare, figurine e pure uova di Pasqua (per ora niente pandori).
quindi l'amore è uno spettacolo a pagamento
Tutto legittimo, tutto nelle cose. Ma l'operazione wedding a noi ricorda da vicino i peggio aspetti del marketing infantile: quello che sfrutta la vulnerabilità emotiva e l’ingenuità dei bambini, per ottenere altri incassi, un’altra ondata di visibilità, un altro sold-out. Solo che questo sarebbe un matrimonio. E allora non è solo di cattivo gusto: è un pessimo esempio educativo perché insegna che l’amore è spettacolo, che la vita privata è merce da vendere, che tutto, anche un momento intenso e sacro come dovrebbe essere il matrimonio per chi ci crede, può generare introiti.
Ancora più grave è che insegna ai bambini che l'accesso a certi momenti felici si compra. Il messaggio implicito è che se paghi, puoi partecipare alla favola.
Luì e Sofì hanno scelto di diventare idoli per bambini e le bambine. E la loro è una posizione che porta enormi vantaggi economici, enormi privilegi, ma dovrebbe anche comportare enormi responsabilità. Questa quindi non è una favola ma è un’operazione commerciale mascherata da evento affettivo e i Me contro Te non stanno regalando un sogno ai bambini, non stanno regalando niente né invitando nessuno: l'amore è in vendita, secondo loro. Se avessero voluto davvero essere circondati dai piccoli fan avrebbero aperto aperto le porte del matrimonio ai piccoli fan. Non a chi può permetterselo. E bambini e bambine soldi non ne hanno.
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