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invecchiare (male) Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Non stai morendo: è l'hangover dopo i 30

Hai notato anche tu quanto sia lungo e violento l'hangover all'indomani di una festa o di una serata alcolica tra amiche e amici?
Congratulazioni: signiifica che hai superato i vent'anni.
di Eugenia Nicolosi
Non stai morendo: è l'hangover dopo i 30

Hai notato anche tu quella bella e prolungata sensazione di morte e disagio all'indomani di una festa o di una serata alcolica tra amiche e amici? Congratulazioni: signiifica che hai superato i vent'anni. E superando i vent'anni, a volte anche i trent'anni, il nostro corpo reagisce in modo decisamente differente al terzo gin tonic. "Ma prima potevo fare le cinque del mattino, bevendo, e al risveglio ero comunque fresca come una rosa", dirà qualcuna. Lo sappiamo. Fa male. Ma è il corpo che cambia e che ci parla (dicendoci "stai invecchiando").

Non stai morendo è l'hangover

Se pensi di non poter più bere come prima pensi bene. Hai ragione. Superati i trent'anni il nostro corpo è più sensibile all’alcol rispetto a quando di anni ne avevamo venti. E di conseguenza anche i postumi di una sbornia peggiorano con l'età. Ahimé scopriamo a nostre spese che non è una leggenda. Il guaio è che scopriamo anche, sempre sulla nostra pelle, che l'hangover ci mette ore ed ore, che sembrano secoli, a levarsi di torno. Prima bastava idratarsi, al massimo serviva un'aspirina effervescente, ora siamo pronte a fare testamento giurando che non toccheremo mai più una goccia di alcol. Che comunque è più difficile da metabolizzare quando "si invecchia": il fegato è più lento a processarlo, prolungando gli effetti dell'hangover. Andando avanti con l'età anche i nostri livelli di acqua diminuiscono, non permettendo all'alcol di diluirsi allo stesso modo nel nostro organismo. 

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Ma prima una buona notizia

Non è vero, non c'è nessuna buona notizia. La capacità del nostro organismo di metabolizzare l'alcol diminuisce man mano che cresciamo. Quando beviamo, è il nostro preziosissimo fegato a fare gran parte del lavoro. Come si legge sul sito del Ministero della Salute, l’alcol è assorbito per il 2 per cento dallo stomaco e per il restante 80 per cento dalla prima parte dell’intestino. L’alcol assorbito passa quindi nel sangue e dal sangue al fegato, che ha il compito di distruggerlo tramite un enzima chiamato alcol-deidrogenasi. Soltanto quando il fegato ha assolto del tutto a questa funzione la concentrazione dell’alcol nel sangue risulta azzerata. Ma il processo di smaltimento richiede ovviamente un tempo differente, a seconda delle condizioni fisiologiche di ciascuna. E dell'età. A differenza della sensazione di euforia mentre si beve, l'hangover è il sintomo che il processo di metabolizzazione è in corso: è il segno che l'alcol ha iniziato a lasciare il nostro corpo

è l'hangover, bellezza

Questa fase di metabolizzazione, i cosiddetti "postumi", sono appunto definiti "hangover". L'hangover si riferisce a un insieme di sintomi che si verificano come conseguenza del bere. I sintomi tipici sono affaticamento, debolezza, sonnolenza, sete, mal di testa, dolori muscolari, nausea, mal di stomaco, vertigini, sensibilità alla luce e al suono, ansia, irritabilità, sudorazione e aumento della pressione sanguigna. E variano da persona a persona.

E a conferma del fatto che superati i vent'anni - o i trent'anni - l'hangover peggiora abbiamo anche delle survey. Un sondaggio commissionato da una casa farmaceutica (Entity Health) ha rilevato che quasi un quarto di tutta la popolazione australiana (25 milioni di persone) soffre regolarmente di hangover, con il 44% delle persone intervistate (che hanno circa trent'anni) che ne avverte gli effetti più spesso e in modo più violento. Ciò non toglie che anche il 35% dei giovani tra i 18 ei 29 anni accusa l'hangover. 

Il modo migliore per ridurre al minimo i sintomi dei postumi di una sbornia e non avvertire l'hangover con tutti i favolosi effetti negativi è ridurre o evitare del tutto il consumo di alcol, ovviamente. Ma comprendiamo anche noi che bere, per molte persone, non rappresenta una dipendenza e che è una componente piacevole di eventi, serate tra amiche e feste. Però mantenere il consumo di alcol al minimo – due o tre bicchieri, intervallati da cibo e acqua – aiuta a prevenire l'hangover.

Cambiamo modalità?

Chi non intende smettere di bere deve quindi cambiare le modalità di assunzione dell'alcol. Per esempio possiamo imparare a intervallare le bevande alcoliche con bicchieri d'acqua per rimanere idratate e mangiare qualcosa. Perché idratarsi: quando beviamo alcolici andiamo più spesso in bagno perché l'alcol è un diuretico. Questo causa ovviamente la disidratazione ed è la disidratazione a causare la sensazione di vertigini e quel fastidioso mal di testa dell'indomani. A causare nausea e vomito è invece l'aumento della produzione di acido nel nostro organismo che potrebbe anche accusare l'abbassamento degli zuccheri. L'alcol inibisce la produzione di zucchero nel nostro corpo e per questo ci sentiamo affaticate (e irritabili). Ma a causare la debolezza e la sonnolenza dell'indomani sono anche gli elettroliti. O meglio, la loro assenza. L'assunzione di alcol influisce sui livelli di elettroliti del corpo e gli squilibri elettrolitici minacciano il funzionamento di alcune funzioni cellulari (che determinano l’attività muscolare e nervosa, il ritmo cardiaco, la produzione di acidi gastrici e tante altre belle robine). 

sopravvivere all'hangover

Se sei qui perché vuoi sapere come superare l'hangover, la risposta è "mangia". Mangia molto, mangia bene e bevi tanta acqua. A causa della diminuzione dei livelli di zucchero quando bevi alcolici, è probabile che il tuo corpo abbia solo un disperato bisogno di sostanze nutritive. Bevi del succo di frutta per reintegrare gli zuccheri e mangia del pane o della pasta per assorbire (e per gli zuccheri dei carboidrati). Per dare una sistemata agli elettroliti ti consigliamo banane o spinaci. Resta comunque sempre valido il consiglio di bere meno. E con responsabilità.