Tumore ovarico: casi in aumento, ma la prevenzione può salvare vite. Ecco cosa fare in Italia per la Giornata Mondiale
Forse ne avrete sentito parlare grazie a Bianca Balti, che è diventata il volto di questa esperienza: in Italia il tumore ovarico colpisce oltre 5.000 donne ogni anno, ma la diagnosi precoce può fare la differenza. Tutte le iniziative gratuite dell’8 maggio nella Giornata mondiale da non perdere.
Ogni anno in Italia oltre 5.000 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico, una malattia che ha un tasso di mortalità ancora troppo alto. L’8 maggio, in occasione della Giornata mondiale del tumore ovarico, esperti, pazienti e associazioni rilanciano l’urgenza di migliorare la prevenzione, garantire diagnosi più tempestive e assicurare equità di accesso alle cure. L’Italia si mobilita con iniziative gratuite in tutte le regioni e il lavoro costante di realtà come ACTO Italia. Ecco gli eventi da non perdere per pensare alla propria prevenzione.
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Tumore ovarico, l’allarme globale nella Giornata mondiale: le sfide, i dati, la risposta italiana
8 maggio, Giornata mondiale del tumore ovarico: una data per non dimenticare
Ogni anno, l’8 maggio, si celebra la Giornata mondiale del tumore ovarico. Una data che accende i riflettori su una malattia ancora troppo sottovalutata ma tra le più letali nell’ambito ginecologico. Nonostante i progressi della ricerca, la sopravvivenza resta bassa. Come sottolinea la World Ovarian Cancer Coalition, servono interventi globali e coordinati per cambiare il destino di migliaia di donne nel mondo.
Numeri che preoccupano: in Italia oltre 5.000 donne, con mortalità in aumento
Le cifre parlano chiaro. In Italia, ogni anno, si registrano oltre 5.400 nuovi casi di tumore ovarico e circa 3.600 decessi. Ma è il trend globale a far tremare i polsi: entro il 2030, si stima un aumento del 55% dell’incidenza e del 65% della mortalità a livello mondiale. Secondo le proiezioni, i paesi più colpiti saranno Africa e Asia, ma l’Europa non è esente.
Prevenzione genetica, cure più efficaci, ma non per tutte
Uno degli strumenti più potenti oggi a disposizione è la prevenzione genetica, soprattutto nei casi legati a mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2. Queste mutazioni, ereditarie, aumentano notevolmente il rischio di sviluppare tumori ovarici e mammari. “Per chi ha una mutazione BRCA, togliere seno e ovaie può salvare la vita anche in caso di diagnosi già avvenuta”, spiega l’oncologa Domenica Lorusso. Il problema? Ancora troppe donne non hanno accesso ai test genetici o alle opzioni di chirurgia preventiva.
Trattamento: perché serve scegliere i centri giusti
La buona notizia è che oggi esistono terapie mirate come gli inibitori di Parp, che stanno rivoluzionando il trattamento del carcinoma ovarico. La cattiva è che l’accesso a queste cure non è uniforme. “Nella vita reale, la sopravvivenza a 5 anni è del 43%, contro il 70% di chi ha mutazioni BRCA o deficit della ricombinazione omologa”, precisa Lorusso. A fare la differenza è spesso la possibilità di essere seguite in centri di riferimento, con equipe multidisciplinari e protocolli aggiornati. Trovate al link una mappa interattiva dei migliori ospedali italiani divisi per specialità.
Pap test e diagnosi precoce: una speranza concreta
La vera svolta potrebbe arrivare proprio dalla diagnosi precoce. Un recente studio italiano pubblicato su Science Translational Medicine ha mostrato che, tramite il Pap test, è possibile identificare alterazioni associate al tumore ovarico fino a nove anni prima dei sintomi. Se confermata, questa scoperta cambierà le regole del gioco. Finora, l’assenza di uno screening specifico ha reso questa neoplasia difficile da intercettare in fase iniziale.
Prevenzione in pratica: le visite da fare, le ecografie specifiche e uno stile di vita che riduce il rischio
In attesa di strumenti validati per la diagnosi precoce, la parola d’ordine è prevenzione attiva. Significa sottoporsi a visite ginecologiche annuali, eseguire regolarmente ecografie transvaginali, monitorare la propria storia familiare. Ma conta anche lo stile di vita: mantenere il peso forma, praticare attività fisica, evitare il fumo e limitare il consumo di alcol sono azioni concrete che riducono il rischio. “Ogni piccola scelta quotidiana può fare la differenza”, ricordano i medici.
Il ruolo delle associazioni: ACTO Italia in prima linea
In questa battaglia, le associazioni di pazienti svolgono un ruolo cruciale. Tra tutte, ACTO Italia - Alleanza contro il Tumore Ovarico, fondata nel 2010, si distingue per l’impegno costante. “Abbiamo portato la conoscenza del tumore ovarico dal 20% al 60% tra le donne italiane”, afferma la presidente Nicoletta Cerana. Dal Libro Bianco ai percorsi per portatrici sane di mutazioni, ACTO è oggi un punto di riferimento per oltre 140.000 pazienti ogni anno, attiva in 7 regioni con progetti innovativi e servizi gratuiti.
Le iniziative gratuite in Italia da non perdere l'8 maggio in tutte le regioni
In occasione della Giornata mondiale, in tutta Italia si moltiplicano gli eventi gratuiti dedicati alla prevenzione. Ambulatori aperti, laboratori creativi, make-up therapy e consulenze con esperti: solo nella settimana dal 5 al 10 maggio sono previste decine di appuntamenti. A Feltre, per esempio, ginecologi a disposizione per incontri individuali e workshop sull’autostima durante la malattia. A Torino, la prima sala operatoria d’Italia dedicata alla chirurgia profilattica è realtà grazie ad ACTO Piemonte. Per conoscere tutti gli eventi, basta consultare il sito ufficiale dell’associazione.
Piemonte
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Ranch della Salute & Women’s Power Party (Nichelino, TO): dal 9 all’11 maggio, evento con aree tematiche, spettacoli e talk dedicati alla prevenzione oncologica.
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Sala operatoria dedicata: attiva presso l’Ospedale Sant’Anna - Città della Salute di Torino, la prima sala operatoria in Italia per chirurgia profilattica BRCA.
Lombardia
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Diretta Facebook con IEO (5 maggio): confronto online con ginecologi e oncologi su chirurgia, chemioterapia, oncofertilità e menopausa, in collaborazione con ACTO Italia.
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Festival della Prevenzione: organizzato da LILT Milano Monza Brianza (17–23 marzo), con visite gratuite, talk e workshop per promuovere stili di vita sani.
Triveneto / Veneto
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Ambulatori aperti (5–6 maggio): visite ginecologiche gratuite a Feltre (BL) negli ambulatori di Ostetricia e Ginecologia, ore 14:00–17:00.
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Make-up therapy (8 maggio): trucco terapeutico a Feltre (Padiglione Dalla Palma, ore 17:00–19:00).
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Laboratori creativi “Facciamone di tutti i colori”: 9 maggio a Feltre, 10 maggio a Belluno (ore 15:00–17:00).
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Settimana per la prevenzione del tumore ovarico: incontri e attività promosse da ACTO Triveneto dal 5 al 10 maggio.
Toscana
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Accesso al test genomico HDR nei LEA regionali: ACTO Toscana ha ottenuto il rimborso in alcuni ospedali per le pazienti con deficit della ricombinazione omologa.
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Progetto pilota con l’Ospedale Careggi: percorsi integrati di riabilitazione oncologica e attività complementari per pazienti in trattamento.
Emilia-Romagna
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Eventi informativi LILT: iniziative locali per sensibilizzare alla prevenzione, con visite gratuite e counseling oncologico.
Lazio
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Celebrazione 15 anni di ACTO Italia: eventi e incontri a Roma e online per ricordare l’impegno a fianco delle pazienti e rilanciare l’attenzione sulla prevenzione.
Campania
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PDTA Tumori ereditari: presentazione e promozione del percorso diagnostico-terapeutico per le pazienti con mutazioni BRCA, a cura di ACTO Campania.
Puglia
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Concerto benefico con Giada Capraro e i Blu70 (8 maggio, ore 20:30): al Cine Teatro Salerno di Sava, serata musicale per sensibilizzare sul tumore ovarico.
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Veleggiata in onore di San Nicola (8 maggio): manifestazione sportiva simbolica per supportare le pazienti.
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Convegno a Matera (10 maggio): incontro pubblico dedicato alla prevenzione e all’informazione, promosso da ACTO Puglia.
Sicilia
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Progetto “LABIA – Madri d’Amore”: presentato l’8 maggio a Padova, sostiene le donne che non possono più diventare madri biologiche, offrendo assistenza psicologica e legale.
Iniziativa nazionale
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Progetto “Salute in Movimento”: programma di riabilitazione oncologica personalizzata, gratuito per 60 donne in cura, con monitoraggio quotidiano da parte di un coach professionista.
Una sfida che riguarda tutte
Il tumore ovarico non è solo una questione clinica, ma una vera e propria sfida sociale. Servono fondi, formazione, riorganizzazione dei percorsi di cura e, soprattutto, la volontà di ascoltare davvero le pazienti. Come ricorda Nicoletta Colombo, direttrice del Programma di Ginecologia Oncologica all’Istituto Europeo di Oncologia: “Trattare una sola paziente all’anno in un centro non specializzato non è più accettabile. Serve il coraggio di cambiare lo status quo”. La scienza fa passi avanti, ma ora tocca a noi – istituzioni, medici, cittadine – fare altrettanto. Perché la salute delle donne non può più aspettare.