È stata arrestata la giornalista russa no war che aveva protestato in diretta tv
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Marina Ovsyannikova è stata arrestata, di nuovo. La giornalista russa no war, divenuta famosa in tutto il mondo per aver protestato in diretta tv contro Putin e la sua azione militare in Ucraina, deve affrontare ancora una volta la “giustizia” del Cremlino. Lo scorso mese, infatti, Ovsyannikova è tornata a contestare il Presidente russo e per questa sua rimostranza è stata accusata dalle autorità di “aver screditato” l’esercito russo, un reato che può essere punito con la detenzione. La giornalista, che per 19 anni ha lavorato per la tv di stato russa, oggi rischia fino a 15 anni di carcere per aver manifestato il proprio dissenso nei confronti della guerra.
L'arresto della giornalista russa no war
Per anni ha sostenuto Putin e si è fatta promotrice della propaganda russa, ma dallo scoppio della guerra in Ucraina, Marina Ovsyannikova ha finalmente aperto gli occhi sulla manipolazione che il Presidente ha esercitato sulla popolazione per più di 20 anni. A marzo, dopo circa un mese dallo scoppio del conflitto, la giornalista russa aveva fatto irruzione durante la diretta del telegiornale trasmesso su Channel One, l’emittente televisiva per cui aveva lavorato fino a quel momento, per mostrare un cartello con la scritta “No war” e illustrare tutte le falsità propagandistiche diffuse dal regime, invitando i connazionali a ribellarsi e protestare come lei contro la guerra. Già quell’intervento, il cui video aveva fatto in poco tempo il giro del mondo, le era costato caro. Ovsyannikova, infatti, era stata fermata dalla polizia e condannata al pagamento di una multa pari a 50.000 rubli.
Oggi la giornalista è costretta ancora una volta a fare i conti con l’oscurantismo e la censura delle leggi russe che non hanno gradito la sua ultima protesta. Lo scorso mese, infatti, Ovsyannikova si è presentata di fronte al Cremlino, esibendo un cartello con la scritta: “Putin è un assassino, i suoi soldati sono fascisti”. Per rendere la manifestazione di dissenso ancora più suggestiva e rafforzarne l’impatto mediatico, la giornalista ha posto tre bambole simbolicamente “imbevute di sangue” davanti a lei, a rappresentare le vittime innocenti dell’azione militare mossa dal Presidente russo ai danni dell’Ucraina.
Le dichiarazioni del suo avvocato
A rilasciare dichiarazioni per conto della giornalista in questi giorni è il suo avvocato Dmitry Zakhvatov, il quale ha spiegato che “è stato avviato un procedimento penale” nei confronti di Ovsyannikova, rea, secondo il Governo, di aver calunniato le forze armate russe. Nonostante la giornalista avesse chiesto alle autorità di non essere arrestata in quanto madre di due figlie, come ha poi spiegato durante un’intervista con l’AFP, l’agenzia di stampa francese, secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dal suo legale, la donna trascorrerà la notte in detenzione preventiva. Inoltre, nonostante l’assenza dell’avvocato, la polizia ha fatto irruzione presso la sua dimora per perquisirla. Stando a quanto rivelato da Zakhvatov, si tratterebbe di una procedura standard prevista da una nuova legge introdotta a seguito dell’invasione Russia in Ucraina, che punisce chiunque diffonda informazioni ritenute false sull’esercito russo con una pena detentiva fino a 15 anni.
Ucraina: le immagini strazianti di chi fugge dalla guerra con animali e bambini
La guerra in corso tra l’Ucraina e la Russia sta causando, come ogni guerra, innumerevoli danni dopo solo una settimana dal suo inizio. Oltre ai soldati anche i civili vengono feriti, e sono moltissimi che in queste ore stanno tentando la fuga per trovare rifugio politico nei Paesi limitrofi. I dati più recenti mostrano come più di un milione di persone abbiano già salutato la propria nazionale; le Nazioni Unite hanno comunicato che si tratta del più grande e del più rapido esodo di rifugiati del secolo. Tra le persone in fuga moltissime donne e bambini; tra quest’ultimi, molti necessitano di cure specifiche poiché nel fuggire della guerra hanno dovuto anche abbandonare le terapie ospedaliere. Tra le immagini scattate dai reporter negli ultimi giorni, moltissime ritraggono giovani famiglie, bambini piccoli e coppie che cercano un supporto insieme ai loro animali domestici.
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Il coraggio e la tenacia di una donna
Marina Ovsyannikova, il cui padre è ucraino, ha condannato fermamente la guerra sin dal suo scoppio, trovando il coraggio di protestare anche in maniera plateale. In un lungo video pubblicato su Youtube, la giornalista aveva spiegato di essersi “pentita” e di “vergognarsi di aver permesso la diffusione di bugie tramite la televisione”, contribuendo alla trasformazione del popolo russo in un “popolo zombie”. Tuttavia, sempre nel corso dello stesso filmato, Ovsyannikova aveva riconosciuto ai suoi conterranei la dote dell’intelligenza per cui “solo noi abbiamo il potere di fermare questa follia”, invitandoli ad andare a protestare. “Non abbiate paura di nulla. Non ci possono rinchiudere tutti”, incitava la donna qualche mese fa, nella convinzione che solo l’unione può fare la forza.
Nonostante la fiducia nel potere del popolo e dei gesti sovversivi, Ovsyannikova, durante l’intervista con AFP della scorsa settimana, aveva riconosciuto che il suo destino non sarebbe stato per nulla “invidiabile”, dicendosi comunque determinata a voler andare avanti. “Non ho intenzione di fermarmi, non ho paura nonostante le continue intimidazioni da parte delle autorità”.
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