Francesca Fagnani minacciata dopo il suo libro sulla malavita romana: "La libertà di espressione deve vincere"
Un libro sulla malavita romana ha fatto scattare le minacce. La conduttrice di Belve rischia la vita? E quali misure di sicurezza sono state prese?
Il suo libro Mala Roma Criminale le è costato caro e l'ha costretta alla vigilanza privata. Ecco che cosa è successo alla conduttrice di Belve.
Francesca Fagnani ospite a Che Tempo Che Fa, Luciana Littizzetto domanda: "Che Belva è Fabio Fazio?"
Francesca Fagnani minacciata: è il suo libro la causa
La notizia è freschissima, ma è la protagonista a rassicurare tutte le persone che le hanno mostrato solidarietà. Francesca Fagnani sarebbe stata minacciata dalla malavita romana dopo la pubblicazione del suo libro Mala Roma Criminale, il cui focus è, proprio come recita il titolo, la criminalità insita nella capitale. La giornalista aveva già denunciato di avere ricevuto minacce e a quanto pare il servizio di vigilanza da parte delle forze dell'ordine era già attivo. Con il recente caso, che ha destato non poca preoccupazione in Francesca, la vigilanza privata si è rafforzata di molto.
Che cosa comporta la vigilanza privata per Francesca Fagnani
Le minacce alla conduttrice sarebbero arrivate da uno dei settori criminali della Capitale, dicono addirittura uno dei più "temibili". Il rafforzamento della vigilanza si è per questo immediatamente attivato e il fatto è stato discusso anche nel comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. La decisione è chiara: Francesca Fagnani sarà coinvolta in una Vigilanza generica radiocontrollata, il che significa che una pattuglia delle forze dell'ordine starà quotidianamente vicina ai luoghi di maggiore interesse della conduttrice.
"Sono serena": le parole di Francesca dopo la notizia
Quando la notizia delle minacce è stata resa nota, Francesca Fagnani è stata inondata di messaggi di piena solidarietà. Nella serata di giovedì 30 maggio, dopo avere letto tutti i messaggi, Francesca ha scelto di rispondere pubblicamente, facendo tirare un sospiro di sollievo a chi si è preoccupato per lei: "Grazie a tutti per i messaggi e per l'interessamento. Sono serena", ha scritto sul suo profilo X.
"La libertà di espressione deve vincere su tutto"
La rassicurazione di Francesca arriva dopo una cascata di messaggi solidali. La maggior parte delle persone si schiera con la giornalista: "Se un libro, un lavoro giornalistico, fanno innvervosire la criminalità, vuol dire che quel testo e quel giornalista, hanno visto giusto", si legge nel messaggio del sindacato Unirai, liberi giornalisti Rai. L'idea, dunque, pare essere comune e condivisa: non ci può essere minaccia dietro un lavoro giornalistico, così come non può esserci minaccia solo per avere espresso una propria opinione o, come in questo caso, per avere riportato dei fatti realmente accaduti. La libertà di espressione deve vincere su tutto.
Il libro di Francesca Fagnani Mala Roma Criminale
"Non è Tijuana, no: è Roma"
Nel suo ultimo libro Francesca Fagnani racconta il lato più oscuro di Roma, portando il lettore direttamente dentro un'inchiesta pronta a fare luce su rapporti intrecciati e su influenze insite nella malavita romana. Si parte da un omicidio, quello di Fabrizio Piscitelli (conosciuto come Diabolik), ma si prosegue fino alla punta del grande iceberg della rete criminale interna alla città. Francesca Fagnani trasporta chi legge dentro un mondo nascosto, non visibile a occhio nudo, ma respirabile tra le meraviglie di Roma. "Morte che genera morte, delitti che innescano vendette, omicidi che si assomigliano, per la dinamica dell'esecuzione, per il contesto in cui maturano, perché la mano di chi preme il grilletto è sempre la stessa", scrive la giornalista.