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Phica, la scoperta degli inquirenti: dietro il portale un 45enne di Firenze accusato di estorsioni e furto di foto

Individuato il presunto amministratore di Phica tra estorsioni e furti di foto 

Individuato a Firenze un 45enne, presunto gestore del sito Phica: secondo la Procura avrebbe diffuso foto di donne senza consenso e messo in piedi un sistema di estorsioni, dopo la denuncia della sindaca Sara Funaro.

Il caso Phica ha scosso l’opinione pubblica italiana negli ultimi giorni, alimentando un dibattito su privacy, diritti delle donne e sicurezza online. A seguito delle numerose denunce, tra cui quella della sindaca di Firenze Sara Funaro, gli investigatori hanno individuato l’uomo che, secondo le indagini, avrebbe gestito il portale: Vittorio Vitiello, 45 anni, residente a Firenze e originario di Pompei. Ora la Procura di Roma contesta ipotesi di reato gravissime, compresa l’estorsione.

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Chi è il presunto amministratore di Phica

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il sito Phica.eu è rimasto online per quasi vent’anni, fino alla sua recente chiusura. A gestirlo, secondo la Polizia Postale, sarebbe stato Vittorio Vitiello, già titolare di una piccola società con sede in Italia.
Fondata nel 2023 a Genova con il nome Lupotto Srls, l’impresa si occupava ufficialmente di campagne pubblicitarie sui social, con bilanci intorno ai 150mila euro annui.

Foto rubate e denunce delle vittime

Immagini prese dai social e scatti segreti

Il portale raccoglieva immagini di donne – famose e non – spesso senza alcun consenso. Non si trattava solo di foto scaricate dai social, ma anche di scatti privati o addirittura rubati, come nel caso di una showgirl italiana che ha raccontato di essere stata fotografata di nascosto durante un servizio.

I ricatti in bitcoin e bonifico

Le vittime hanno denunciato anche episodi di estorsione. Per rimuovere le immagini compromettenti, sarebbero stati richiesti pagamenti da 250 a 1.000 euro al mese, tramite bitcoin, Paypal o bonifici mascherati.

Le celebrità finite nel mirino

Il caso ha assunto risonanza nazionale perché su Phica comparivano anche immagini di donne note al grande pubblico: Chiara Ferragni, Chanel Totti, Paola e Chiara, giornaliste televisive, la premier Giorgia Meloni e varie parlamentari. Molte di loro hanno sporto denuncia pubblicamente, contribuendo a far esplodere il caso.

L’inchiesta della Procura di Roma

La Procura, insieme alla Polizia Postale, sta lavorando per chiarire la rete di pseudonimi utilizzata dall’amministratore del sito, che si sarebbe presentato anche falsamente come collaboratore della Polizia. Secondo le analisi di esperti di cyber intelligence, avrebbe usato alias come Bossmiao, Phicamaster, Phicanet e Miao.

Una riunione in Procura è attesa nelle prossime ore per fare il punto sulle indagini, mentre cresce la pressione pubblica per ottenere pene severe e un giro di vite contro piattaforme che violano la privacy delle donne.