Il governo fa un passo indietro: finanziato il fondo per le cure contro bulimia e anoressia
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A pochi giorni dalla notizia del taglio al Fondo per la lotta ai disturbi alimentari, che ha sollevato polemiche e reazioni forti da una parte di opinione pubblica, il governo ha deciso di fare un passo indietro. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato che il fondo per le cure destinate a bulimia e anoressia verrà stanziato anche nel 2024, anche se con disponibilità minori rispetto ai 25 milioni di euro inizialmente ipotizzati. Ecco cosa cambia e cosa comporta.
Il passo indietro del governo sul taglio al fondo
Durante un question time alla Camera, il ministro Schillaci ha dichiarato di aver deciso di stanziare anche per il 2024 un fondo destinato alle cure per la bulimia e l'anoressia. Il fondo, che fino alla scorsa settimana sembrava non sarebbe rientrato nella nuova legge di bilancio, servirà a coprire a livello assistenziale le spese mediche e specialistiche necessarie a trattare i disturbi alimentari. Schillaci ha confermato che verranno stanziati per il 2024 10 milioni di euro:
"Ho deciso di mettere a disposizione del Fondo straordinario, pur in assenza di una completa rendicontazione da parte delle regioni, un fondo di 10 milioni di euro per il 2024. [...] Ad oggi, i pazienti affetti da anoressia e bulimia possono vedere soddisfatto il loro diritto di usufruire in esenzione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale appropriate per il monitoraggio del disturbo"
Lo stanziamento di questo fondo, spiega il ministro Schillaci, non è solo un passo indietro del governo sulla scelta iniziale, ma anche un modo per evitare l'introduzione di fondi straordinari grazie al nuovo tariffario che a breve entrerà in vigore: "Resta fermo che con l'entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario e dell'ulteriore aggiornamento dei Lea sarà garantita finalmente la piena copertura finanziaria in modo strutturale per l'erogazione delle prestazioni a beneficio di tutti pazienti con tali disturbi, rendendo di fatto non più necessario un Fondo straordinario a carattere temporaneo che finora è stato sperimentato".
Schillaci ha aggiunto che tra i motivi per cui si pensava di non rinnovare il fondo, c'è anche il fatto che le Regioni non hanno utilizzato tutti i fondi stanziati: "Per il momento sono state presentate al ministero delle relazioni intermedie da cui risulta che le Regioni hanno impegnato il 59 per cento del finanziamento e speso solo il 3 per cento del finanziamento complessivo".
Cosa prevede il fondo contro anoressia e bulimia
Il bilancio iniziale del Fondo contro i disturbi alimentari prevedeva un finanziamento di 15 milioni di euro per il 2022 e di 10 milioni per il 2023. A queste cifre si sommano ulteriori 10 milioni, destinati specificamente alle iniziative riguardanti anoressia e bulimia. Questi disturbi rappresentano una parte significativa dell'operato dei servizi di salute mentale pubblici dedicati all'adolescenza.
Va sottolineato che, oltre al finanziamento specifico del fondo, vengono impiegati anche i fondi generali provenienti dal bilancio sanitario nazionale per sostenere tali attività. L'obiettivo dei fondi era fornire risorse aggiuntive e vincolate a coloro che si occupano di affrontare questi gravi problemi di salute. Per il 2024, quindi, i fondi disponibili in totale saranno solo 10 milioni.
Le novità su esenzioni per chi è affetto da bulimia e anoressia
Insieme ai 10 milioni stanziati per il fondo, ci sono delle novità anche per quanto riguarda le prestazioni soggette a esenzione. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, il Ministro Schillaci ha annunciato che coloro affetti da anoressia e bulimia avranno accesso a 16 nuove prestazioni di specialistica ambulatoriale, mirate al monitoraggio della malattia.
Queste includono, ad esempio, la visita di controllo necessaria per monitorare la malattia, le complicanze più frequenti e la prevenzione di ulteriori aggravamenti, la visita psichiatrica di controllo, il prelievo di sangue venoso, la psicoterapia, e altro ancora. Va notato che tali prestazioni sono già previste da tempo, comprese le forme di assistenza semiresidenziale e residenziale.
Il Ministro ha aggiunto che la Commissione Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) ha riconosciuto l'importanza di introdurre ulteriori 16 prestazioni di assistenza ambulatoriale esenti. Tuttavia, queste nuove disposizioni dei Lea entreranno in vigore a partire da aprile, in risposta alle richieste avanzate dalle Regioni.
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