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Fedez da Fazio sull'importanza della salute mentale: "Chiedo al governo di non tagliare il bonus psicologo"

Dopo essere stato intervistato da Fedez e Marra durante il primo episodio della nuova stagione di Muschio Selvaggio, questa domenica si sono invertiti i ruoli.

Fedez è stato ospite da Fabio Fazio allo storico appuntamento domenicale con Che Tempo Che Fa, il noto programma che da qualche mese è stato all'occhio del ciclone dei cambiamenti sui programmi Rai e che, per l'appunto, va ora in onda su Canale Nove.

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Fedez da Fabio Fazio

Durante la puntata, l'attenzione di Fedez in veste di ospite si è concentrata soprattutto sul tema della salute mentale, a lui paticolarmente caro e sul quale, dopo la diagnosi di tumore e l'operazione, si è continuamente esposto. Sul tavolo, Fedez porta innanzitutto due dati, fondamentali: due milioni di adolescenti soffrono di disturbi mentale (secondo l'Istat) e l'Organizzazione Mondiale Sanità ha dimostrato come il suicidio sia la seconda causa di morte nei giovani appartenenti a questa fascia d'età. "Questi dati sono pervenuti a chi ci governa, è un'emergenza concreta di cui nessuno parla. Io voglio dire una cosa: lo scorso governo ha stanziato 25milioni di euro per il bonus psicologo, con la nuova finanziaria l'attuale governo li ha tagliati e portati a 5 milioni di euro. Chiedo che non venga fatto".

L'importanza della cura della salute mentale

Fedez ha sfruttato la propria esposizione mediatica per parlare di salute mentale non solo attraverso le parole (come nell'intervista per il Corriere, o questa da Fazio), ma anche attraverso i fatti. Insieme alla sua Fondazione benefica, il rapper ha annunciato di volere aprire un centro di aggrgazione che psosa fornire agli adolescenti con problemi di salute mentale la giusta assistenza sanitaria, gratuita e sicura. "Nel 2024 festeggeremo i 100 anni di Franco Basaglia che ha combattuto contro lo stigma della salute mentale, sarebbe un ottimo regalo per la memoria di Basaglia se questo governo facesse qualcosa per la salute mentale".

Combattere lo stigma della malattia è diventata la battaglia personale dell'imprenditore milanese, specialmente dopo il ricovero per le due ulcere. "Una mia amica mi ha convinto a parlarne dicendo che dovevo raccontare la mia esperienza anche rispetto all'utilizzo degli psicofarmaci. Dopo quell'intervista (al Corriere della Sera, ndr) ho iniziato a capire quanto questa situazione fosse un'emergenza".

Il rapporto di Fedez con i giornalisti

Essere bandiera di questa forma di attivismo, soprattutto se ti chiami Fedez, non è però semplicissimo quando hai a che fare con i media. "Non è sempre facile portare avanti battaglie, penso che i giornalisti abbiano una responsabilità rispetto allo stigma. A me è capitato che una giornalista mi additasse come un narcisista patologico come sinonimo di pezzo di merda e si tratta di una persona che con le parole dovrebbe avere dimestichezza. Fare diagnosi a caso la trovo una cosa su cui fare un minimo di attenzione".