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Eurovision 2025 Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Ecco quando inizia l’Eurovision 2025, dove seguirlo, chi può davvero vincere e le polemiche

Eurovision Song Contest: tutto su Basilea 2025, tra i favoriti, chi può davvero vincere e le prime polemiche
Eurovision Song Contest: tutto su Basilea 2025, tra i favoriti, chi può davvero vincere e le prime polemiche  (getty images)
L’Eurovision Song Contest 2025 parte il 13 maggio da Basilea. Ecco tutto quello che c’è da sapere su date, partecipanti e favoriti, in un'edizione dove le scelte dell’EBU, dalle bandiere alla presenza di Israele, fanno chiedere ancora una volta quanto il festival sia davvero "apolitico". Salvate questo articolo per quando sarà il momento di votare!
di Maya Artusi Moro

L’edizione 2025 dell’Eurovision Song Contest si preannuncia memorabile: trovate qui dal programma completo agli artisti in gara, passando per tensioni politiche, regole sulle bandiere e polemiche sulla partecipazione di Israele.

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Quando inizia l’Eurovision e dove seguirlo

Gabriele Corsi, BigMama e Topo Gigio per l'Italia

Segnatevi le date: l’Eurovision Song Contest 2025 inizia il 13 maggio con la prima semifinale e si chiude il 17 maggio con la finalissima. La location è la St. Jakobshalle Arena di Basilea, in Svizzera. I tre appuntamenti principali sono:

  • 13 maggio: prima semifinale (15 partecipanti, 10 passano il turno)

  • 15 maggio: seconda semifinale (16 partecipanti, altri 10 si qualificano)

  • 17 maggio: finale con i 20 qualificati, i Big Five e la Svizzera

In Italia, l’evento sarà trasmesso in diretta su Rai 1, con la conduzione di Gabriele Corsi e BigMama. Ad annunciare i punteggi sarà invece l'inimitabile Topo Gigio.

Per tutte le informazioni su come votare, leggete il nostro articolo-guida!

I Paesi in gara all'ESC 2025: tutti i 37 concorrenti

Quest’anno saranno 37 le nazioni in gara. Ecco l’elenco completo:

  • Albania: Shkodra Elektronike – Zjerm

  • Armenia: Parg – Survivor

  • Australia: Go-Jo – Milkshake Man

  • Austria: JJ – Wasted Love

  • Azerbaigian: Mamagama – Run with U

  • Belgio: Red Sebastian – Strobe Lights

  • Croazia: Marko Bošnjak – Poison Cake

  • Cipro: Theo Evan – Shh

  • Repubblica Ceca: Adonxs – Kiss Kiss Goodbye

  • Danimarca: Sofie Andersen – Echoes

  • Estonia: Tommy Cash – Espresso Macchiato

  • Finlandia: Erika Vikman – Cicciolina

  • Francia: Louane – Maman

  • Georgia: Mariam Shengelia – Freedom

  • Germania: Abor & Tynna – Baller

  • Grecia: Klavdia – Asteromáta

  • Irlanda: EMMY – Laika Party

  • Islanda: VÆB – Róa

  • Israele: Yuval Raphael – New Day Will Rise

  • Italia: Lucio Corsi – Volevo essere un duro

  • Lettonia: Tautumeitas – Bur man laimi

  • Lituania: Katarsis – Tavo Akys

  • Lussemburgo: Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son

  • Malta: Miriana Conte – Serving

  • Montenegro: Nina Žižić – Dobrodošli

  • Paesi Bassi: Claude – C’est la vie

  • Norvegia: Kyle Alessandro – Lighter

  • Polonia: Justyna Steczkowska – Gaja

  • Portogallo: Napa – Deslocado

  • Romania: Andrei Petru – Infinite

  • San Marino: Gabry Ponte – Tutta l’Italia

  • Serbia: Princ – Mila

  • Slovenia: Klemen – How Much Time Do We Have Left?

  • Spagna: Melody – Esa Diva

  • Svezia: KAJ – Bara Bada Bastu

  • Svizzera: Zoë Më – Voyage

  • Ucraina: Ziferblat – Bird of Pray

  • Regno Unito: Remember Monday – What The Hell Just Happened?

    Quando inizia l’Eurovision e dove seguirlo
    Quando inizia l’Eurovision e dove seguirlo  (getty images)

Italia in gara con Lucio Corsi

A rappresentare l’Italia non ci sarà Olly, vincitore di Sanremo con Balorda nostalgia, che ha rinunciato per motivi personali. Al suo posto, è stato selezionato Lucio Corsi con Volevo essere un duro, già acclamatissimo tra pubblico e critica. A fargli compagnia, anche Gabry Ponte per San Marino, dopo la vittoria con Tutta l’Italia al San Marino Song Contest.

Chi sono i Big Five e perché vanno in finale

In ogni edizione dell’Eurovision, cinque Paesi accedono direttamente alla finale: Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. A questi si aggiunge il Paese ospitante, che per il 2025 è la Svizzera. Il motivo? Sono i maggiori finanziatori e promotori dell’evento fin dagli inizi, sia sul piano economico che mediatico. Un privilegio che suscita spesso discussioni, ma che rimane una costante del regolamento.

Favoriti, outsider e possibili sorprese

Tra i nomi più chiacchierati ci sono Louane per la Francia, con la struggente Maman, e Erika Vikman, pronta a infiammare il pubblico finlandese con Cicciolina. Ma occhio agli outsider: Red Sebastian per il Belgio e Zoë Më per la Svizzera potrebbero essere le sorprese dell’anno. E, chissà, magari anche Gabry Ponte darà filo da torcere con il suo inno dance tutto tricolore.

Regole sulle bandiere: cosa si può sventolare (e cosa no)

Anche le regole sulle bandiere accendono la miccia del dibattito. Gli organizzatori hanno stabilito che gli artisti potranno mostrare solo la bandiera del proprio Paese. Nessuno spazio, dunque, per simboli del Pride o sostegno a nazionalità e popoli oppressi, come spesso gli artisti amano fare durante l'esibizione. Per il pubblico, invece, maggiore libertà: sono ammesse bandiere LGBTQ+ e palestinesi, purché rispettino la legge svizzera. Una decisione che suona come una concessione tardiva, soprattutto dopo che nel 2024 le bandiere palestinesi erano state vietate del tutto. 

Eurovision 2025: quando inizia, dove vederlo, programma e artisti in gara, regole sulle bandiere e polemiche politiche
Eurovision 2025: quando inizia, dove vederlo, programma e artisti in gara, regole sulle bandiere e polemiche politiche  (getty images)

Le richieste degli artisti: “Israele fuori dall’Eurovision”

Il fronte della protesta si è fatto sentire forte e chiaro: oltre 70 personalità dell’universo Eurovision, tra cui ex vincitori, cantautori e commentatori, hanno sottoscritto un documento diretto all’UER per chiedere l’esclusione dell’emittente israeliana KAN. Le accuse sono pesanti: la rete sarebbe complice delle politiche israeliane nei confronti della popolazione palestinese, in particolare nella Striscia di Gaza. “Crediamo nel potere unificante della musica, per questo ci opponiamo all’uso di questo mezzo come strumento di propaganda per crimini contro l’umanità”, si legge nella lettera.

Il paragone con la Russia e l’accusa di ipocrisia

Gli artisti firmatari non si limitano alla denuncia, ma tirano in ballo il passato recente dell’Eurovision: nel 2022 la Russia fu esclusa in seguito all’invasione dell’Ucraina. “L’UER ha già dimostrato di poter agire quando lo ritiene necessario. Non possiamo accettare che Israele venga trattato con un’eccezione ingiustificata”, scrivono. Il rischio? Che il festival, invece di essere uno spazio di espressione e inclusività, si trasformi nell’ennesimo terreno di scontro politico e ideologico.

La replica dell’UER: “Israele resta in gara”

La risposta ufficiale dell’UER, attraverso il portavoce Dave Goodman, non si è fatta attendere: Israele parteciperà regolarmente all’edizione 2025. “Il nostro obiettivo è mantenere l’Eurovision un evento universale, inclusivo e positivo, che celebri la diversità attraverso la musica”, ha dichiarato Goodman. Per l’organizzazione, la partecipazione è legata alle emittenti pubbliche, non ai governi, e KAN risulta ancora idonea. La neutralità, insomma, resta la bandiera sventolata dall’UER, nonostante le pressioni crescenti. Ma quando la neutralità è davvero tale e quando non schierarsi significa semplicemente scegliere di rimanere in silenzio e farlo dalla parte dell'oppressore?