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Eros Ramazzotti e Croce Rossa Italiana: dopo la battuta del cantante si passerà per vie legali?

Durante un suo concerto a Firenze, una fan è stata colta da un malore e ha necessitato l'intervento della Croce Rossa; sul lavoro svolto dai volontari, Eros Ramazzotti ha lanciato una battuta che non è passata inosservata.
di Alice Michielon
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Il malore della fan a Firenze

Eros Ramazzotti, da pochissimi giorni diventato ufficialmente nonno di Cesare Augusto, il figlio di Aurora Ramazzotti e del compagno Goffredo Cerza, sta deliziando l’Italia con un tour nei palazzetti: da Roma a Milano, da Torino a Bari, tutti cantiamo Più bella cosa non c’è.
A Firenze però, presso il Forum Nelson Mandela, si è verificato uno spiacevole, per quanto comune e fortunatamente non grave, episodio di malessere di una fan nel parterre.
I volontari di Croce Rossa Italiana si sono diretti verso la fan, per assicurarsi del suo stato di salute; nel frattempo, però, Eros Ramazzotti ha lanciato una battuta sul palco, colta da alcuni volontari (e non) come una provocazione.
"Siete in diciotto, ma che fate? Siete arrivati, dieci minuti dopo era già morta", ha esclamato dal palco con il microfono in mano, dopo aver arrestato repentinamente la musica.

La battuta di Eros Ramazzotti e l’intervento dei soccorritori

Rispetto alla frase, il presidente del Comitato di Firenze della Croce Rossa Italiana, Lorenzo Andreoni, ha voluto intervenire con un comunicato.
"Ci dispiace che il signor Ramazzotti se la sia presa con i nostri volontari davanti a migliaia di persone, quando dalla relazione sui fatti in nostro possesso, la prima squadra intervenuta in soccorso della persona in questione è arrivata sul posto in tempi più che consoni. Solo la seconda squadra li ha raggiunti qualche minuto dopo, poiché impossibilitata a passare dal corridoio sottopalco proprio dal personale in servizio d’ordine dello staff di Ramazzotti stesso, che li ha costretti a farsi largo attraverso la folla". Andreoni specifica inoltre come i volontari, soprattutto in contesti come eventi e concerti, seguano "protocolli e piani sanitari rigidi, precisi e concordati con il 118".

La reazione di Croce Rossa, che vuole passare per vie legali

Per questa ragione Andreoni, "come rappresentante dei 1.200 volontari della Croce Rossa Italiana di Firenze", si è rivolto al proprio avvocato, deciso a passare attraverso vie legali per rendere giustizia ai volontari della CRI. "Sminuire la loro preparazione e il loro lavoro con parole di scherno lanciate con leggerezza da un palco, in una serata in cui tutto è spettacolo, è un comportamento inaccettabile. Il volontariato va tutelato e con esso la professionalità di tante donne e uomini che prestano servizio gratuitamente alla popolazione. Non tutto può diventare spettacolo e tantomeno con atteggiamenti diffamatori. Noi non abbiamo mai lasciato solo nessuno, da Ennio Morricone in persona, alla fan dell'altra sera, che - per fortuna - non presentava alcuna criticità sanitaria urgente, tanto che è rimasta a godersi il concerto".

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Le scuse del cantante e il passo indietro di CRI

A diversi giorni di distanza dal fatto di Firenze, avvenuto in data 4 aprile, Eros Ramazzotti ha deciso di spiegare il significato delle proprie parole, ben lontane dallo scherno. Nella nota diffusa dall’ufficio stampa del cantante, che si dichiara "da sempre attento e silente sostenitore del mondo del volontariato", si legge: "Ramazzotti ha interrotto il concerto di Firenze lo scorso martedì 4 aprile per permettere al team di soccorritori presenti della Croce Rossa di raggiungere una signora non più giovanissima che nell'area sottopalco aveva avuto un malore". Lo stesso artista ha spiegato: "Ho ironizzato sui tempi di intervento dei ragazzi del soccorso su una signora che vedevo a pochi metri da me. Ho parlato di '10 minuti' ma era un modo di dire, una battuta, fatta soprattutto per fare sorridere la signora che in piedi in mezzo ai fan scatenati delle prime file, aveva avuto un piccolo mancamento. Ho interrotto lo show proprio per dare il tempo ai ragazzi di arrivare e infatti in pochissimo tempo erano con lei".

Alle scuse di Eros Ramazzotti si sono in fretta unite le parole della Croce Rossa Italiana: “Accogliamo con sollievo il chiarimento da parte sua, con il quale ha specificato che non era affatto sua intenzione criticare l'operato dei volontari ma anzi, ha rinnovato la sua stima nei confronti di tutti coloro che prestano quotidianamente servizio per gli altri e della Croce Rossa Italiana. Siamo lieti che tutto si sia risolto per il meglio e lo aspettiamo a Firenze per un saluto e una foto insieme ai nostri volontari!". Tutto è bene quel che finisce bene.