Criticata per la magrezza: Ema Stockholma parla del proprio disturbo dell'alimentazione
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Ema Stokholma è lo pseudonimo di Morwenn Moguerou, una conduttrice radiofonica e televisiva oltre che scrittrice francese naturalizzata italiana. Nonostante la sua gavetta sia iniziata negli anni 2000, il successo, nel nostro Paese, le piomba addosso dopo la conduzione in Radio 2 della diretta del Festival di Sanremo 2018. Con la popolarità, ovviamente, sono arrivate anche le critiche, spesso subdolamente indirizzate alla sua “compiaciuta magrezza”. Di questi commenti Ema ha parlato ieri, aprendo il vaso di pandora sul suo disturbo alimentare.
Lo sfogo di Eva Stockholma
“Non mi colpisce quando mi dite che sono troppo magra o robe peggiori, perché già lo so. Però non posso mai dire che soffro di inappetenza da quando sono bambina. Non posso dirlo perché mi viene risposto che sono fortunata”.
Con queste parole, che rappresentano solo l’incipit di un lungo sfogo di Ema Stockholma sul suo profilo Instagram, la speaker apre molte parentesi su cui è bene riflettere: gli ingiustificati commenti dei suoi follower in merito alla sua magrezza, che spesso l’hanno accusata non solo di essere anoressica ma di promuovere l’anoressia; l’inappetenza come disturbo dell’alimentazione troppo poco trattato e, infine, il triste rovescio della medaglia del fenomeno dello skinny shaming.
Perché “lamentarsi” di un proprio stato di salute che comporta magrezza non sembra possibile: pena essere additati come fortunati senza diritto di parola sul tema. Come se aver involontariamente assecondato i modelli ideali della società fatfobica ci renda dei privilegiati e, perciò, esclusi dalla dal poter soffrire della propria condizione
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Un disturbo dell’alimentazione oscurato: l’inappetenza
Nelle sue stories di Instagram Ema spiega cosa significa soffrire di inappetenza.
“Per inappetenza significa che posso tranquillamente scordarmi di mangiare per più di 24 ore senza sentire i sintomi della fame, soprattutto se lavoro molto o se viaggio. Con l’avanzare del tempo ho cercato informazioni a riguardo, per capire anche come cambiare questa caratteristica che per me rappresenta sempre più un problema (…). Cercando online si capisce poco e non mi ritrovo negli articoli che leggo; io so solo che da 38 anni, per mangiare correttamente, mi devo sforzare di pensarci, mettere la sveglia apposta e ritagliarmi il tempo. Il cibo è davvero la cosa che più rimando nella vita dando spazio ad altre attività".
Dopo aver premesso di seguire un percorso di terapia psicologica da diversi anni, la speaker esprime il desiderio sincero di voler prendersi cura del proprio corpo, poiché sottopeso da anni e incapace di “dosare bene le energie”. Parole che provocano dispiacere, pensando a tutte le volte in cui Ema avrà dovuto leggere commenti che la denigravano perché “promotrice di anoressia”.
Giornata del fiocchetto lilla: i vip che hanno sofferto di disturbi alimentari e ne hanno parlato
Affrontare i disturbi alimentari può essere ancora più difficile, se ci si sente soli; d'altronde, questi disordini del comportamento ci fanno, inevitabilmente, sentire isolati rispetto al resto del mondo. Anche per questa ragione moltissime attrici, cantanti e altri personaggi famosi si sono rivelati al pubblico, parlando delle proprie dolorose esperienze con vari tipi di disturbi alimentari. Mostrare che non si è mai davvero soli è un modo efficace di dimostrare supporto a coloro che soffrono, dimostrando come sia utile chiedere aiuto e come guarire sia, in effetti, possibile.
In occasione della Giornata del fiocchetto lilla, ovvero la Giornata nazionale contro i Disturbi dell’Alimentazione, che si tiene ogni anno il 15 marzo, abbiamo deciso di raccontare le storie dei personaggi famosi che ci sono passati e che hanno condiviso la propria storia con gli altri, infondendo empatia e messaggi di fiducia.
Se ti interessa questo argomento e le dichiarazioni dei vip, dai un'occhiata a questi altri album:
Il fenomeno dello skinny shaming
Su Instagram Ema conclude così la propria dichiarazione: “Detto questo, possiamo anche dire alle persone che sono magre, che sono grasse, che sono basse, che sono nere, bianche o che so io… Nessun problema, se dirlo è così importante e ci fa sentire bene”.
Con un tono sarcastico che l’ha resa unica e riconosciuta, Ema riesce a chiudere con ironia anche uno sfogo così personale e intimo. Oltre ad aver parlato apertamente del proprio disturbo alimentare, l’intervento social di Ema permette ancora una volta (purtroppo) di sottolineare l’esistenza dello skinny shaming e quanto le sue conseguenze possano essere dolorose.
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