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Niente metro (né minigonne): le ragazze e la paura di attraversare le città

Le ragazze hanno paura di prendere i mezzi pubblici e delle città di notte o degli uomini che potrebbero incontrare? 
Tra telefonate prolungate per la sicurezza e la scelta di abiti super coprenti, ecco cosa c'è nella testa delle giovani donne in Italia

Le città fanno paura? Ad alcune persone sì: ma se alcuni uomini o ragazzi temono la rapina ed evitano alcuni quartieri o alcune strade, le ragazze e le donne hanno una paura diffusa e condivisa di subire aggressioni e quindi si autolimitano nell'attraversare le loro stesse città. Soprattutto di notte. Ed ecco perché non prendono mezzi pubblici dopo una certa ora, indossano abiti coprenti e restano al telefono lungo il tragitto che devono compiere, casomai avessero bisogno del pronto intervento. E si scrivono, o chiamano, per dirsi a vicenda di essere rincasate sane e salve. Gli uomini queste precauzioni le prendono? No. Altra cosa: la metà delle persone (sia ragazzi che ragazze) vorrebbero dei corsi di educazione sessuale e affettiva

Catcalling, molestie e violenza: una donna su due ha paura a uscire da sola la sera. L'intervista a Laura De Dilectis, fondatrice di donnexstrada

l'indagine di telefono donna e Eumetra sulle giovani donne

Come sappiamo queste cose? Dai risultati del sondaggio fatto da Eumetra per conto del centro antiviolenza Telefono Donna Italia su giovani donne e uomini tra i 16 e i 25 anni. Emerge un divario immenso tra maschi e femmine, rispetto alla percezione dello spazio pubblico a cominciare proprio dalla paura di tornare a casa da sole. Il 66 per cento delle ragazze teme molestie e aggressioni sessuali, motivo per cui evitano di prendere mezzi pubblici dopo una certa ora, si organizzano per parlare con qualcuno al telefono lungo tutto il tragitto e si coprono più che possono indossando abbigliamenti extralarge.

No: non sono esagerate e lo conferma lo stesso sondaggio. Sono tre ragazzi su 10 a pensare che la responsabilità delle aggressioni sia in parte dell'abbigliamento delle ragazze perché abiti succinti ma anche l'assunzione di alcol e droghe sono considerati "inviti". D'altro canto però le ragazze dichiarano che uno stato di alterazione non può essere considerato causa né giustificazione di un’aggressione a sfondo sessuale (giustamente) e quasi il 70 per cento di loro racconta di aver subito una qualche forma di molestia anche indossando jeans e magliettone.

la paura di prendere i mezzi pubblici

Nessuno stupore nell'apprendere che oltre il 60 per cento delle ragazze la sera non prende i mezzi per paura. Una paura di aggressioni, sguardi insistenti e palpate condivisa dalla maggioranza delle donne e che dipende da molti fattori, tutti oggettivi, rispetto al tema della cultura dello stupro (confermata dall'idea tutta maschile che una minigonna sia segno di disponibilità sessuale) e dalla costruzione delle città decisamente non a misura di donne e ragazze

Il quadro di Berthold Woltze, "Der lästige Kavalier" (Il gentiluomo fastidioso), 1874 

Secondo Stefania Bartoccetti, fondatrice di Telefono Donna, sono "dati che confortano almeno per il fatto che i giovani conoscono il problema delle forme del maltrattamento e hanno imparato anche le contromisure". Ma le contromisure sono appunto limitarsi negli spostamenti (mica tutte possono permettersi un taxi o posseggono un'auto) e limitarsi nell'abbigliamento. Avevamo parlato dell'idea controversa di creare delle carrozze per sole donne: secondo molte persone si tratta solo di una forma anacronistica di ghettizzazione che distoglie l’attenzione dal vero problema, ovvero la mancanza di educazione in alcuni uomini e l’inefficienza dei controlli forniti dalle aziende di trasporto.

E qui arriviamo all'altro punto dolente: la mancanza di educazione sentimentale, sessuale, affettiva. A farla da padrona nell'educazione al sesso resta la pornografia come ci conferma l'indagine di Telefono Donna dopo che l'Istituto italiano di sessuologia aveva lanciato l'allarme qualche mese fa. I siti pornografici sono per i giovani e le giovani il canale privilegiato per ottenere informazioni che non riescono a reperire da nessuna altra parte: li usano 4 ragazzi su 10, 2 ragazze su 10.

Parte del report di Telefono Donna e Eumetra 

I social, la musica e l'immagine della donna

La paura di violenza e ripercussioni impatta nelle relazioni intime: quasi 6 ragazze su 10 (il 56 per cento) teme la gelosia del partner perché è potenzialmente pericoloso (nessun ragazzo ha questa paura) e quasi 3 ragazze su 10 hanno fatto delle rinunce rispetto a come vestirsi o alla vita sociale per non fare arrabbiare il partner. A fronte di ciò, la metà dei ragazzi crede realmente che una donna sia colpevole se non lascia un uomo violento o se non lo denuncia: in poche parole è responsabile delle violenze che subisce.

Ultimo punto: la musica trap. A quanto pare il 40 per cento delle giovani donne ritiene che la musica trap con i suoi testi alimenti la cultura dello stupro e maschilista, contro il 20 per cento dei ragazzi. La stessa percentuale di ragazze ritiene che i social influenzano negativamente l'immagine della donna e oltre la metà di loro ritiene che le dinamiche dei social favoriscano comportamenti offensivi. I maschi che pensano? Solo 1 su 10 pensa che i social, per come funzionano, possano avere responsabilità nella costruzione di una immagine negativa delle donne e solo 2 su 10 che possano favorire atteggiamenti sessisti. I maschi quindi hanno o almeno manifestano una sensibilità diversa, inferiore, rispetto al tema della violenza di genere. Di certo hanno una percezione diversa della sicurezza - o del pericolo - nello spazio pubblico.