Svelata l'identità della ragazza di Villa Pamphili: è Anastasia, una donna russa
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Aveva un volto ma nessun nome. Un corpo senza identità, ritrovato nel cuore verde di Roma insieme a quello di una neonata. Ora il mistero è stato risolto: la donna trovata morta a Villa Pamphili si chiamava Anastasia Trofimova, aveva 28 anni, ed era originaria della Russia. L’identificazione è avvenuta grazie alla madre, a un tatuaggio e all’intervento dell’FBI e delle autorità maltesi. Con lei, la figlioletta di appena sei mesi, anche lei senza vita. Le indagini ora si concentrano sul compagno della donna, Charles Kaufmann, arrestato in Grecia.
Chi era Anastasia Trofimova, la donna trovata morta a Roma a Villa Pamphili
Un caso che è arrivato anche a Chi l'ha visto
Il nome della giovane vittima era Anastasia Trofimova, nata a Omsk nel 1996. Si era trasferita a Malta nel settembre del 2023 per studiare inglese. A raccontarlo è stata la madre, che ha riconosciuto il tatuaggio sul piede mostrato dalla polizia. Un dettaglio che ha fatto la differenza: inizialmente si pensava potesse trattarsi di un simbolo albanese, poi il riconoscimento ha aperto una nuova pista. Anastasia era una madre giovane, sola, che cercava una nuova vita. Invece, ha trovato una tragica fine in una villa romana.
La bambina di sei mesi, due nomi e troppi misteri
La bimba trovata senza vita a circa 200 metri dal corpo della madre era nata a Malta il 14 giugno 2024. Inizialmente registrata come Andromeda Ford, successivamente era stata chiamata Lucia. Un altro dettaglio inquietante riguarda il nome del padre: Rexal Ford, un’identità rivelatasi falsa. L’uomo si è poi scoperto essere Charles Francis Kaufmann, cittadino americano con un passato ancora tutto da chiarire. Madre e figlia erano nude, coperte con sacchi neri, come se qualcuno avesse voluto farle sparire.
La testimonianza della madre e l’ultima videochiamata
Il 27 maggio, la madre di Anastasia ha avuto l’ultima videochiamata con la figlia. In quell’occasione, Anastasia le aveva mostrato il compagno, che si era presentato come uno sceneggiatore desideroso di costruire una famiglia. Pochi giorni dopo, il 2 giugno, è arrivata un’email allarmante: la giovane confessava di avere problemi con il compagno, ma sperava di risolverli. Di lì a poco, i corpi sarebbero stati ritrovati nel parco romano, in un caldo pomeriggio di inizio giugno.
L’arresto in Grecia e la vera identità del compagnol, Rexal Ford
Dopo giorni di indagini, è stato localizzato e fermato in Grecia l’uomo che era con Anastasia. Il suo nome reale è Charles Kaufmann, ma per mesi ha vissuto sotto lo pseudonimo di Rexal Ford. Aveva affittato una barca con documenti falsi e si era nascosto per giorni. Le autorità italiane, insieme all’FBI e alla polizia greca, sono riuscite a bloccarlo prima che potesse fuggire nuovamente. Ora è al centro dell’indagine per duplice omicidio.
Tatuaggi, dettagli e un’indagine internazionale
Fin dai primi giorni, la Procura di Roma ha lavorato a stretto contatto con le forze di polizia maltesi e americane per identificare la donna. Decisivi sono stati i tatuaggi, in particolare quello dell’aquila sul piede. È grazie a quell’immagine che la madre ha potuto riconoscere la figlia. Le impronte digitali ora confermano l’identità, e si sta lavorando per ricostruire il passato della coppia, i loro spostamenti e i segnali di allarme che forse sono stati ignorati.
La nuova identità della bambina e il sospetto dell’omicidio
Nei documenti ufficiali la piccola era Andromeda, ma poi è stata chiamata Lucia e, secondo altre fonti, addirittura Sarah. Questo continuo cambio di nome ha complicato l’identificazione iniziale. Secondo gli inquirenti, è possibile che l’uomo abbia tentato di confondere le acque e rendere più difficile il collegamento tra madre, figlia e sé stesso. Gli esami autoptici chiariranno se si tratta di omicidio volontario, ma le modalità del ritrovamento fanno temere il peggio.
Cosa sappiamo ora e cosa resta da chiarire
La Procura di Roma continua a indagare, in attesa della conferma ufficiale tramite impronte digitali. Intanto resta da chiarire il ruolo dell’uomo arrestato, i motivi del viaggio in Italia, e soprattutto il momento esatto in cui Anastasia e la figlia hanno perso la vita. Una storia che sembra uscita da un film, ma che invece è fin troppo reale. E dietro la cronaca nera, resta il dolore di una madre, l’innocenza di una bambina, e l’inquietante presenza di un uomo che, forse, le ha portate via per sempre
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