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App Io, dalla patente alla carta di identità: tutti i documenti e i servizi aggiunti

Il governo Meloni apporta delle importanti modifiche all'app Io, diventata popolare durante il periodo delle quarantene da Covid; all'applicazione verranno infatti aggiunti nuovi servizi e ulteriori documenti personali.

App Io: le novità dell'applicazione

L’app Io è un’applicazione da smartphone prodotto dal governo per facilitare i cittadini nella fruizione dei servizi della pubblica amministrazione. L’applicazione ha trovato particolare popolarità soprattutto come incentivo all’uso dei pagamenti elettronici e come strumento di acquisizione del documento green pass, utile durante la pandemia. L’applicazione, sviluppata e gestita dalla società pubblica controllata dal ministero dell’Economia, PaoPa, conta circa 34 milioni di download che fanno uso dei quasi 200mila servizi digitali messi a disposizione. Proprio in questa grande affluenza, il governo Meloni ha deciso che era ora di iniziare a sfruttare ancora di più i benefici di questa applicazione che, al momento, viene principalmente utilizzato per forme di pagamento relative a Tari, rette, bollette e così via (per un totale di circa 13 milioni di strumenti di pagamento registrati). 

Patente, carta di identità e non solo; tutti i documenti aggiunti

La diffusione dell’app Io viene incentivata dall’attuale governo attraverso l’aumento di servizi pubblici, accessibili sempre attraverso Spid oppure Cie, ossia la Carta d’Identità Elettronica). Questi i documenti che dovrebbero essere al più presto aggiunti all’app, che potrebbe trasformarsi in una sorta di portafoglio digitale. 

  • patente 

  • tessera elettorale 

  • tessera sanitaria 

  • tessera dei servizi scolastici per famiglie e studenti 

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I problemi dei nuovi servizi dell'app Io

Gli unici due apparenti ostacoli all’operazione di massiva digitalizzazione dei servizi dell’amministrazione pubblica riguardano a delle problematiche prettamente italiane: il primo riguarda il rispetto delle date di scadenza previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr); razionalizzare l’intero sistema entro il 30 settembre 2023, data in cui “1.064 pubbliche amministrazioni locali dovranno aver completato il processo di migrazione” è la vera sfida. Si aggiunge, a essa, la questione della banda: il tema della connessione internet, in alcune regioni dell’Italia, è ancora un argomento caldo, soprattutto in relazione alla banda larga e ultralarga.