Maternità 1 minuti di lettura

Diletta Leotta intervista Elisabetta Canalis, che rivela: "No, a me non è piaciuta la gravidanza"

Da Natalia Paragoni ad Aurora Ramazzotti, fino ad arrivare a Elisabetta Canalis: l'importanza delle celeb che raccontano la propria (personale) esperienza con la gravidanza.

Come parlare di maternità in maniera inclusiva, non stereotipata e accogliente delle diverse esperienze che possono caratterizzare questo percorso? Raccontando, anche, i lati negativi e gli aspetti meno “gloriosi” della gravidanza, per esempio.

Maternità: una nuova narrazione è necessaria per non sentirsi inadeguate

Lo ha fatto Elisabetta Canalis durante una puntata del podcast di Diletta Leotta, attualmente in dolce attesa e prossima al parto, che si chiama “Mamma Dilettante”. In questo podcast, la conduttrice sportiva interroga, domanda e approfondisce questioni legati alla genitorialità e/o alla maternità in particolare con vari e diversi personaggi noti al grande pubblico. L’intervista a Elisabetta Canalis è rimbalzata sui social più delle altre, proprio in virtù di una dichiarazione “controversa” della showgirl.

L'intervista di Diletta Leotta a Elisabetta Canalis

Era il 2015 quando Elisabetta Canalis era in dolce attesa di Skyler Eva, avuta con l’ex marito Brian Perri (da cui ha ufficialmente divorziato lo scorso 3 luglio) e nata a Los Angeles il 29 settembre; della gravidanza, non ricorda momenti positivi. “Non mi è piaciuta, se devo dire la verità. La cosa bella è stata sapere che Skyler stava bene, ma per il resto, quando la sentivo nella pancia ero spaventatissima, sembrava un alieno”. Anche una volta partorito, le sensazioni negative non hanno smesso di presentarsi, al di là della gioia di aver dato alla luce la propria bambina. “Ero terrorizzata, sentivo di tutti questi bambini che cadono. Ho iniziato a godermela dai sei mesi in su perché a quell’età i bambini iniziano a interagire di più”.

Accettare i cambiamenti e i lati negativi della gravidanza

Proprio per questo, Canalis aggiunge una battuta che si fonda, però, sulla (sua) realtà dei fatti: “L’età più bella? Dai tre anni in su: i bambini dovrebbero nascere già di tre anni”.
Il rapporto con il proprio corpo, da mamme, è un grande tabù della nostra società: a volte, sentiamo di doverlo onorare a prescindere del nostro stato di agio con esso, dal momento in cui sta “creando la vita”. Tuttavia, è assolutamente lecito sentirsi spaesati di fronte a un corpo che cambia. “Con il cibo ho cercato di contenermi perché, diciamo la verità, chi lavora con il proprio corpo e la propria immagine ha un problema. Non ti vedi più, o meglio vedi il tuo corpo cambiare tanto”. Aggiunge, inoltre, che secondo lei “è stata particolarmente dura proprio perché faccio questo lavoro, è stata difficile da superare, ma non impossibile”.