Margot Wölk e "Le assaggiatrici": la storia vera dietro al film di Silvio Soldini
La vera storia di Margot Wölk, l’unica sopravvissuta tra le assaggiatrici di Hitler, diventa un film intenso che riporta alla luce una delle storie dimenticate della Seconda Guerra Mondiale.
Arriva nelle sale italiane da domani, giovedì 27 marzo, Le assaggiatrici, il film che racconta la vera storia di Margot Wölk, una giovane donna costretta a diventare assaggiatrice per Adolf Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale. Lei e altre ragazze avevano il compito di assaggiare le pietanze del Führer per verificare che non fossero avvelenate.
Il regista, Silvio Soldini: "Qui racconto un gruppo terrorizzato e affamato intorno a un tavolo".
"Le assaggiatrici" di Silvio Soldini, la storia vera di Margot Wölk e delle altre donne che testavano il cibo di Hitler
La vera storia de Le assaggiatrici, le donne che assaggiavano il cibo di Hitler
Una storia mai raccontata, accaduta durante il regime nazista
Un tavolo imbandito di prelibatezze nel mezzo della guerra e della fame: arriva al cinema la storia delle assaggiatrici di Hitler, giovani donne obbligate a un compito agghiacciante nella Prussia Orientale del 1943.
Un racconto rimasto nell’ombra per decenni, rivelato solo da Margot Wölk, l’unica sopravvissuta di quel gruppo. La sua testimonianza ha ispirato Rosella Postorino per il romanzo Le assaggiatrici, e ora Silvio Soldini nel film che ha aperto il Bif&st di Bari.
Chi era Margot Wölk?
Solo nel 2012, a 95 anni, Margot Wölk rivelò di essere stata una delle giovani tedesche costrette ad assaggiare i pasti del Führer. La sua vicenda, oggi al centro del film, era rimasta sconosciuta fino a quel momento.
Margot era una segretaria tedesca selezionata nel 1942, insieme ad altre 14 giovani donne, per testare il cibo destinato a Hitler presso il Wolfsschanze ("Tana del Lupo"), uno dei quartieri generali del dittatore. Per oltre due anni, le assaggiatrici rischiarono la vita ogni giorno per verificare che le pietanze non contenessero veleni.
Margot nacque a Berlino, nel quartiere Wilmersdorf, il 27 dicembre 1917. Cresciuta in una famiglia contraria al nazismo, rifiutò di unirsi alla Lega delle ragazze tedesche. Suo padre fu perseguitato per essersi opposto al partito, mentre il marito Karl fu arruolato in guerra. Dopo un bombardamento nel 1941, Margot si trasferì nella casa della suocera in un villaggio della Prussia Orientale, a meno di tre chilometri dal Wolfsschanze. Fu lì che venne selezionata dal sindaco locale per diventare una delle assaggiatrici. Ogni giorno, un autobus la prelevava per condurla nelle caserme di Krausendorf, dove, tra le 11 e le 12, venivano effettuate le degustazioni.
"Il cibo era buono… molto buono, ma non ci piaceva", raccontò. Ogni piatto finito era seguito da un pianto liberatorio: significava essere ancora viva. Si diceva infatti che gli Alleati volessero avvelenare Hitler, e solo dopo l’ok delle assaggiatrici il cibo veniva servito al Führer. Dopo l’attentato fallito del 1944, le assaggiatrici furono confinate in una scuola, sorvegliate costantemente dalle SS. Margot non vide mai Hitler di persona, ma spesso il suo pastore tedesco giocava davanti alle baracche dove lavoravano. Quando l’Armata Rossa si avvicinò, un tenente tedesco aiutò Margot a fuggire su un treno diretto a Berlino. Dopo la guerra, quell’uomo le rivelò che tutte le altre assaggiatrici erano state uccise dai soldati sovietici. Margot non fu risparmiata dagli orrori: venne catturata dai sovietici e violentata per settimane, riportando ferite fisiche e psicologiche permanenti, che le impedirono di avere figli. Nel 1946 ritrovò suo marito e visse con lui a Berlino fino alla sua morte, nel 1980. Solo nel 2012, in occasione del suo 95° compleanno, ruppe il silenzio con un giornalista del Berliner Zeitung: "Mi ci è voluto molto tempo per tornare a godere del cibo, ma ce l’ho fatta. Non è stato facile, ma credo di aver finalmente sconfitto le mie paure". Il cibo, per lei, divenne metafora di terrore, ma anche di rinascita.
Perché la vicenda delle assaggiatrici è rimasta un segreto?
Un frammento dimenticato della Seconda Guerra Mondiale, rimasto sepolto per decenni. La scrittrice Rosella Postorino ha una teoria: "Avrei voluto incontrare Margot e chiederle perché non avesse mai parlato, ma non ho fatto in tempo". Nel suo romanzo, la protagonista Rosa – ispirata a Margot – vive il suo ruolo come una vergogna, una forma di colpa. "È il paradosso: Rosa non è nazista, eppure mette a rischio la sua vita per salvare quella di Hitler. È vittima, ma anche complice. Questa possibilità di scivolare nella colpa senza aderire a un’ideologia riguarda tutti noi".
Da che libro è tratto Le assaggiatrici?
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Rosella Postorino.
Di cosa parla Le assaggiatrici? La trama del film di Silvio Soldini
Nel film, Margot diventa Rosa (interpretata da Elisa Schlott). Nell’autunno del 1943, fugge dai bombardamenti di Berlino per rifugiarsi dai suoceri in un villaggio vicino al confine orientale. Poco distante, nascosto nella foresta, vive Hitler, ossessionato dalla morte e dal sospetto. Per questo, sette donne del villaggio vengono selezionate per assaggiare i suoi pasti. In un clima di paura e fame, si trovano a vivere un incubo quotidiano, partecipando ogni giorno a una sorta di roulette russa. Nel corso dell’anno, Rosa stringe legami con le compagne e si avvicina a Ziegler (Max Riemelt), un ufficiale delle SS.
Le dichiarazioni del regista Silvio Soldini: "Da film storico a film distopico, attenzione ai totalitarismi di oggi"
Per Silvio Soldini, regista di Pane e tulipani, questo è il suo primo film in costume – e anche il primo girato in tedesco. "Abbiamo cercato di essere il più realistici possibile, pur prendendo le distanze dal classico film storico.
Mentre scrivevamo, il mondo intorno a noi cambiava. A un certo punto ho pensato che, togliendo qualche dettaglio scenografico, Le assaggiatrici potesse sembrare un film distopico ambientato tra 20 o 30 anni. E questo fa riflettere sui totalitarismi di oggi". "Ho capito subito che in questa storia c’era pane per i miei denti", ha detto al Bif&st di Bari. "Il personaggio di Rosa è profondo, le figure femminili sono forti, e le donne sono sempre state al centro del mio cinema. Qui racconto un gruppo terrorizzato e affamato intorno a un tavolo. È come un coronamento del mio percorso".
Il cast e i personaggi de Le assaggiatrici
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Elisa Schlott interpreta Rosa Sauer, la protagonista
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Max Riemelt è Albert Ziegler, ufficiale delle SS e figura chiave nel rapporto con Rosa
Le altre assaggiatrici sono:
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Alma Hasun
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Emma Falck
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Olga von Luckwald
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Thea Rasche.
Quando è ambientato il film?
Il film Le assaggiatrici è ambientato nell’autunno del 1943. Rosa Sauer è una giovane donna il cui marito è al fronte. Dopo essere fuggita da Berlino sotto le bombe, si rifugia a Gross-Partsch, un villaggio polacco, nella casa dei suoceri. È lì che verrà coinvolta in uno dei più inquietanti capitoli della Seconda Guerra Mondiale.