Approvata alla Camera la proposta di legge contro bullismo e cyberbullismo
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Dopo alcune modifiche al Senato ora c'è il via libera all'unanimità della Camera. Ma in che modo il bullismo e il cyberbullismo sono deleteri per la nostra società? Scopriamolo con il video qui sotto.
Cosa prevede la nuova legge contro bullismo e cyberbullismo
Contrastare e prevenire certe forme di violenza è l'obiettivo. Il testo, già in precedenza modificato dal Senato, è stato approvato dalla Camera il 15 maggio 2024 e ora è ufficialmente legge.
Le misure del provvedimento
La legge contro il bullismo e il cyberbullismo introduce varie misure volte a contrastare questi fenomeni, purtroppo ancora molto presenti nel nostro Paese. Il testo parte da un punto fondamentale, anzi due: l'educazione e la sensibilizzazione. Senza di questi, che costituiscono la base, prevenire il bullismo e il cyberbullismo sarebbe difficile, se non impossibile.
Istituita la "Giornata del rispetto"
Poiché la sensibilizzazione è il punto di partenza, la legge ha stabilito che d'ora in poi ogni 20 gennaio si celebrerà la "Giornata del rispetto", in onore di Willy Monteiro, il giovane ucciso a Colleferro nel 2020 mentre stava difendendo un amico. La giornata mira a promuovere la non violenza e il rispetto tra persone e, ovviamente, punta anche al coinvolgimento delle scuole. Per questo, dunque, si prevedono anche numerose attività scolastiche con al centro i temi della discriminazione, della prevaricazione, della violenza e del rispetto.
Inserito un codice di prevenzione nelle scuole
Oltre alla Giornata di rispetto, le scuole avranno l'importante compito di educare allievi e allieve rispetto ai temi della legge, ma non solo. Questa, infatti, impone a tutte le scuole di adottare un codice di prevenzione contro il bullismo e il cyberbullismo: come? Anche (e soprattutto) attraverso l'attivazione di un supporto psicologico per chi frequenta l'Istituzione scolastica. Viene da sè, ma ovviamente la legge lo specifica, che tutti i dirigenti scolastici hanno l'obbligo di avvisare i genitori in caso di episodi di bullismo, attuando tutte le misure previste dalla legge.
Gli altri dettagli della legge contro bullismo e cyberbullismo
Tra le altre specificità del provvedimento, sono numerose le postille riguardanti il fattore "educazione e rieducazione". La legge, infatti, prevede misure rieducative nei confronti di tutti quei minori responsabili di atti di bullismo, sia fisico, sia verbale (online e no). Compaiono percorsi ad hoc e persino progetti educativi con la supervisione dei servizi sociali. Davanti a casi particolarmente gravi, invece, sarà poi compito del tribunale capire quale tipo di percorso fare intraprendere alla persona coinvolta. Si implementa anche il numero pubblico di emergenza 114, dedicato proprio alla segnalazione di casi di bullismo e cyberbullismo. Infine, ma non per importanza, dato che si parla proprio di questo, la nuova legge ha modificato - e confermato - una nuova definizione di bullismo.
La legge modifica e aggiorna la definizione di bullismo
Il termine bullismo si modifica, lo dice la legge. Il testo, infatti, ne ha rinnovato la definziione, aggiornandola in: "Aggressione o molestia reiterata fisica o psicologica di un singolo o un gruppo contro uno e più minori".
Che cosa si intende per cyberbullismo
Il cyberbullismo altro non è che la manifestazione online del bullismo. Un fenomeno dentro il fenomeno, che consiste in prese in giro, offese, commenti negativi, discriminazioni, violenze verbali verso la persona che si trova dall'altra parte dello schermo. A differenza del bullismo, il cyberbullismo non prevede la violenza fisica, aspetto che invece il bullismo presenta. Ciò non toglie che subire cyberbullismo sia meno "pesante", anzi. La violenza psicologica è pericolosa tanto quanto quella fisica, a volte di più.
Il commento della politica sulla nuova legge
A poche ore dall'approvazione della nuova legge sono arrivati i commenti della politica sulla stessa: "Le nuove generazioni presentano fragilità che possono essere terreno fertile per azioni violente. Non sono soli: è un tema che non ci lascia indifferenti". Sono queste le parole di Daniela Dondi, deputata di FDI (Fratelli d'Italia). Tuttavia, nonostante l'unanimità, non sono ovviamente mancate stoccate polemiche. C'è chi come Ilenia Malvasi (PD) ritenga le misure di sensibilizzazione all'uso responsabile delle tecnologie digitali attualmente insufficienti e che, soprattutto, si debba lavorare molto su chi frequenta le scuole primarie e secondarie, con tanto di progetti rieducativi efficaci. Un passo è stato fatto, vediamo ora che cosa succederà e se davvero qualcosa cambierà in meglio.
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