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Aggiornato alle 2 minuti di lettura

West Nile virus, torna l’allerta in Italia: sintomi, prevenzione e cosa aspettarci questa estate

West Nile virus: cos'è, prevenzione e sintomi
West Nile virus: cos'è, prevenzione e sintomi  (getty images)
Nel 2025 l’Italia torna a fare i conti con il virus del Nilo Occidentale: già registrati casi e un decesso. Il West Nile si trasmette attraverso le punture di zanzare infette e può manifestarsi in forme più o meno gravi. Mentre non esiste ancora un vaccino, la sorveglianza sanitaria e la prevenzione restano le uniche armi efficaci. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
di Alice Michielon

Torna il West Nile Virus in Italia: nel 2025 è stato registrato il primo decesso a causa della malattia trasmessa dalle zanzare del genere Culex. Un evento che riaccende l’attenzione su un virus che circola nel nostro territorio da diversi anni, soprattutto nei mesi estivi.

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Cos’è il West Nile Virus?

Il West Nile Virus (WNV) è un virus della famiglia Flaviviridae identificato per la prima volta in Uganda nel 1937. Si tratta di un arbovirus, ovvero un virus trasmesso da artropodi, principalmente zanzare. Il WNV è presente in Africa, Asia, Australia, Europa e Americhe, e si diffonde principalmente grazie agli uccelli migratori, che ne sono i principali serbatoi naturali.

Come si trasmette

La modalità di trasmissione principale è la puntura di zanzare infette , soprattutto quelle del genere Culex, attive all’alba e al tramonto. Il virus può colpire anche cavalli, cani, gatti e conigli, ma non si trasmette da persona a persona. Sono rarissimi i casi di contagio tramite trasfusioni, trapianti o trasmissione madre-feto.

Sintomi: quando preoccuparsi

Nella maggior parte dei casi (circa l’80%), l’infezione è asintomatica. Quando si manifestano sintomi, questi sono generalmente lievi: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati o sfoghi cutanei. Solo in un caso su 150 si verificano complicazioni neurologiche come encefalite o meningite, con conseguenze anche gravi, come paralisi, coma o, in rari casi, la morte.

Chi rischia di più? Le persone immunodepresse, gli anziani e i neonati sono le categorie più vulnerabili. Nei bambini sani, invece, i sintomi sono spesso lievi.

Diagnosi: come riconoscerlo

Il West Nile viene diagnosticato attraverso test sierologici per la ricerca di anticorpi IgM oppure tramite PCR. Poiché gli anticorpi possono persistere a lungo, è essenziale ripetere i test per distinguere tra infezione recente o passata.

Cosa succede in Italia nel 2025

Il primo decesso confermato nel 2025 è avvenuto in provincia di Roma. Non è il primo caso nel nostro Paese: l’Italia ha una lunga storia di sorveglianza del virus, con focolai segnalati negli ultimi anni anche in Lombardia e Veneto. Il Ministero della Salute ha rilanciato un appello alla vigilanza, invitando i medici a riconoscere tempestivamente i sintomi e segnalare i casi sospetti.

Come prevenire l’infezione

Non esiste ancora un vaccino contro il West Nile Virus. La prevenzione si basa quindi su comportamenti individuali e interventi ambientali per limitare l’esposizione alle zanzare:

  • Usare repellenti a base di DEET o Icaridina;
  • Indossare abiti lunghi e chiari nelle ore critiche;
  • Installare zanzariere alle finestre;
  • Svuotare con regolarità sottovasi, secchi e contenitori con acqua stagnante;
  • Tenere le piscinette per bambini vuote o coperte quando non in uso.
  • Le previsioni degli esperti

 

Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e l’ISS, i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale stanno favorendo la diffusione delle malattie trasmesse da vettori, come il West Nile, la dengue e la chikungunya. Il numero di casi potrebbe aumentare nei prossimi anni, rendendo ancora più cruciale la sorveglianza entomologica e virologica.

L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha segnalato un aumento del 30% del rischio globale di infezioni arbovirali nell’ultimo decennio. In Europa, i casi autoctoni di dengue sono cresciuti del 600% tra il 2010 e il 2022: un dato che lascia poco spazio a dubbi sull’andamento futuro di questi virus.

Il West Nile Virus è una minaccia silenziosa ma reale, favorita dai mutamenti ambientali e dalla crescente presenza di zanzare anche in zone temperate. L’assenza di un vaccino rende indispensabile puntare sulla prevenzione individuale e sul monitoraggio sanitario per contenere il rischio.