“Il mio corpo imperfetto”, America Ferrera racconta la sua esperienza a Hollywood con ‘Ugly Betty’
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America Ferrera, una delle 100 donne più influenti del 2023
Nella carta d’identità di America Ferrera, attrice latino-americana, attivista, stella adolescente di Hollywood, si aggiunge la nomina a donna tra le 100 più influenti del 2023 (lista selezionata accuratamente dalla BBC). La chiave del suo successo? Lo straordinario monologo tratto dal blockbuster più in voga di quest'anno che l’ha resa immediatamente virale. Nell’intervista condotta da Elle, nota rivista di moda francese, la lead role di Barbie ha riflettuto sul suo passato nell’industria cinematografica, traendo delle aspre conclusioni sui comportamenti pregiudizievoli con cui si è dovuta costantemente confrontare dall’inizio della sua carriera.
Ugly Betty: corpi imperfetti e stereotipi a Hollywood
La grande svolta arriva all’età di diciassette anni grazie all'ottenimento del suo primo incarico come Betty Suárez nella popolarissima commedia Ugly Betty, che nel 2006 le valse un ambìto trittico di premi: un Golden Globe, uno Screen Actors Guild Award e un Emmy che la rese la prima ed unica donna latino-americana ad assicurarselo per un ruolo da protagonista. Prima del trionfo, però, (e anche per parecchio tempo dopo) America ricorda di essere stata apostrofata da produttori e registi in modo ben poco lusinghiero e rispettoso: troppo scura di pelle, troppo bassa, troppo in carne, perfino ‘troppo etnica’. “Ero l’incarnazione hollywoodiana del non-perfetto,” commenta l’attrice: “C’è dell’assurdo nel fatto che allora il mio corpo, perfettamente normale, fosse continuamente visto come eccessivo e formoso.”
Latino-americani nell'industria del cinema
Nata in California in una famiglia di immigrati Honduregni, la donna ricorda bene le scarse opportunità riservate ad una giovane aspirante attrice di origine latina. Nonostante la sua brillante carriera, è con sensibilità e preoccupazione che constata come per la maggior parte delle sue colleghe meno fortunate, la situazione non sia cambiata affatto nel corso di questi lunghi ventidue anni: le occasioni di trovare casting come protagoniste o anche solo di interpretare personaggi tridimensionali, in grado di determinare il proprio futuro, sono praticamente inesistenti; gli unici sbocchi cinematografici accessibili ad una porzione di cittadini che negli Stati uniti rappresenta ben il 20% della popolazione comportano la recita di poveri immigranti, spesso criminali, o giovani iper-sessualizzate.
Barbie: l'occasione di far udire la propria voce
E la sua, di voce, l’ha fatta sentire forte e chiara. Nel capolavoro di Greta Gerwig, America interpreta il personaggio di Gloria, mamma di Sasha e la vera posseditrice di Barbie ormai cresciuta, colei che desidererebbe una bambola un po’ più lontana dalla perfezione e più vicina alla propria realtà, uno specchio somigliantele nel corpo e nella mente, tormentata dai suoi stessi problemi quotidiani come la cellulite e le preoccupazioni.
Attivismo e impegno politico di America Ferrera
L’impegno di questa straordinaria personalità non si circoscrive alla fiction ma sfocia dritta dritta nell’attivismo politico. È il caso dell’ironica serie Instagram ideata dall’artista in occasione delle elezioni presidenziali, volta a ‘smontare’ i meccanismi delle votazioni con leggerezza e puntualità, trattando specialmente di voter suppression, ovvero delle strategie adottate per ostacolare e dissuadere dal voto tutte quelle categorie ‘scomode’ come donne, neri e giovani. Già si dice pronta per il ballottaggio del 2024, armata fino ai denti del proprio umorismo.
Cosa le riserva il futuro
Ormai irrefrenabile, l’anno venturo regala a Ferrera anche il suo primo debutto come regista: I Am Not Your Perfect Mexican Daughter sarà un adattamento del best seller firmato Erika Sànchez incentrato su una famiglia latina emigrata a Chicago. Ci si aspetta gli stessi temi scottanti di cui America è appassionata: sarà una gemma da non perdersi.
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