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Eleonora Giorgi ricoverata: "Mi tengono in vita non perché ci sia futuro, ma perché tutto succeda il più tardi possibile. Ogni giorno è un regalo"

Come sta Eleonora Giorgi, ricoverata da settimane in una clinica romana per il tumore al pancreas e i pensieri sulla morte
Come sta Eleonora Giorgi, ricoverata da settimane in una clinica romana per il tumore al pancreas e i pensieri sulla morte  (getty images)
Ricoverata in una clinica romana dopo una crisi, Eleonora Giorgi racconta come vive ogni giorno, tra la distrazione del Festival, l'amore della famiglia e i piccoli rituali che preservano la sua femminilità.
di Maya Artusi Moro

Da giorni Eleonora Giorgi è ricoverata in una clinica romana, dove sta affrontando la battaglia più difficile della sua vita: un tumore al pancreas che, come lei stessa racconta, le ha stravolto l’esistenza.

Eleonora Giorgi, sorpresa a "I Lunatici": "La malattia è avanzata, aspetto solo un miracolo."

Come sta Eleonora Giorgi? Il ricovero in una clinica romana di tre settimane

"Dopo l’ultima crisi di tre settimane fa, il mio oncologo ha deciso di ricoverarmi. Mi sono ritrovata da sola in casa, di notte, a urlare, in preda ai dolori. Qui ho recuperato le forze", ha rivelato in un’intervista al Corriere della Sera.

La terapia del dolore è diventata la sua quotidianità: morfina, cortisone, un’ampolla al collo e l’ossigeno. "Mi tengono in vita non perché ci sia futuro, ma perché tutto succeda il più tardi possibile. Ogni giorno è un regalo", ha aggiunto con una lucidità commovente.

L’amore della famiglia: la forza che la tiene in piedi

In questo momento così delicato, la famiglia è il suo sostegno più grande"I miei figli, durante le flebo, mi hanno stretto la mano per 14 ore di fila", ha raccontato, sottolineando quanto sia importante non lasciare mai soli i malati, soprattutto nei giorni festivi, che spesso sono i più duri.

A San Valentino, sua nuora Clizia Incorvaia le ha fatto una sorpresa, portando in clinica il piccolo Gabriele, il nipotino di tre anni. Per non spaventarlo, gli hanno detto che la nonna si trova "in albergo" e insieme hanno liberato in aria dei palloncini rossi.

Ma il pensiero che più la addolora è espresso da suo figlio Paolo Ciavarro, che in un’intervista ha dichiarato: "La cosa che mi fa più male è pensare che mia madre non sarà più nella vita di mio figlio Gabriele".

Eleonora Giorgi e l'augurio a Bianca Balti di guarire dal tumore
Eleonora Giorgi e l'augurio a Bianca Balti di guarire dal tumore  (getty images)

I momenti più difficili: la notte e il confronto con la morte

Nonostante il coraggio, la notte è il momento più difficile per Eleonora Giorgi.

"Nel silenzio mi sento su un’altalena, sospesa. Non sono spaventata: ho avuto molta più paura di vivere. La vita a volte è crudele. Trovarsi nella consapevolezza della morte ti fa analizzare le cose in modo diverso", ha confessato.

Nei sogni, rivede i suoi figli da piccoli e ripensa all’amore che l’ha legata ai loro padri: "Frutto di due uomini che hanno scelto di diventare padri con me".

E poi i ricordi dolorosi: la morte del suo primo fidanzato, Alessandro Momo, e il rapporto con le droghe. "Oggi, quando mi sedano, quelle sostanze in parte le riconosco", ha ammesso con una sincerità spiazzante.

Rituali di femminilità: la dignità di Eleonora Giorgi, il suo corpo e la speranza di un miracolo
Rituali di femminilità: la dignità di Eleonora Giorgi, il suo corpo e la speranza di un miracolo  (getty images)

La sua "Guantanamo" e il conforto inaspettato di Sanremo: "Mi auguro che Bianca Balti guarisca presto"

Le cure sono pesanti: tre cicli di terapia dalle 7 del mattino alle 7 di sera, un tempo che lei definisce "una piccola Guantanamo".

Per distrarsi, ha seguito il Festival di Sanremo e ha voluto ringraziare pubblicamente Bianca Balti, che in un intervento l’ha citata con affetto. "Le auguro di guarire presto, fa male vedere una donna giovane soffrire", ha detto.

Rituali di femminilità: la dignità di Eleonora Giorgi, il suo corpo e la speranza di un miracolo

Nonostante le difficoltà, non rinuncia alla sua femminilità.

"La mia pancia e le mie gambe sono gonfie, ma ogni giorno metto il fard e il cappellino. Ho anche una spazzola per i capelli, anche se sono di un centimetro. Ricevo complimenti per la mia eleganza in pigiama", ha raccontato con un sorriso amaro.

E alla domanda su cosa ci sia dopo la morte, risponde con una speranza dolcissima: "Vorrei riabbracciare la mia cagnolina Klari, spero venga di corsa incontro a me. Poi mia nonna, Angelo, e i due brevi amori napoletani: Pino Daniele e Massimo Troisi".

Ma la verità è che, nel suo cuore, spera ancora in un miracolo: "Sono così matta che lo spero ancora. Se succederà, correremo dal Papa e chiederemo spiegazioni".